Pra dizer sim: l’ultimo disco di Antonia Adnet

Ho sempre attribuito alla musica, fin da piccolo, il “potere” di modificare le cose, di cambiare gli umori, di avvicinare le persone, di risollevare gli animi. Quando passiamo per una fase strana della vita, o cerchiamo di lasciarci un dispiacere alle spalle, o abbiamo un grosso peso che ci affligge l’anima, non c’è niente di meglio che ascoltare (o suonare) qualcosa che ci piace. Certo, questa ricetta non è per tutti, ma per me funziona abbastanza. E la metto in pratica.

E in questi giorni ho trovato un “amenizador” musicale forte, un rimedio bellissimo per calmare le mie preoccupazioni dell’ultimo periodo. Si tratta del nuovo disco di Antonia Adnet, il secondo della sua carriera solista che si chiama Pra dizer sim(il primo si chiamava in maniera azeccatissima Discreta perchè chi conosce questa artista sa che buona parte del suo successo è legata alla sua discrezione e alla delicatezza delle sue composizioni e della sua voce), che dovrebbe uscire a fine mese in Brasile, e che verrà presentato il 3 di giugno in uno show a Belo Horizonte con la partecipazione speciale di Pedro Miranda.

Io che amo la musica di Antonia Adnet (e di tutta la famiglia Adnet per la verità) aspettavo questo CD da moltissimo tempo, sia perchè sapevo della sua genesi, dei musicisti che erano coinvolti nella sua realizzazione, sia perchè negli ultimi tempi erano usciti sul web alcuni video che mostravano i “dietro le quinte” della produzione o anticipavano la sua realizzazione e che avevano molto stuzzicato l’interesse degli appassionati. Ad esempio qualche mese fa Antonia cominciò a diffondere sulla sua pagina Facebook il video seguente, che mostra una versione caseira, di un pezzo importante del disco che si chiama Entre o ceu e o pé no chão, che mi era talmente entrato in testa per la sua semplicità e melodia al punto che me lo sono imparato e suonato e cantato in continuazione (fino a quando in famiglia mi hanno intimato di smettere 🙂 ).

Ma veniamo al disco (che racconto sempre con il solito approccio di appassionato più con il cuore che con i dati tecnici). Il disco secondo me è una evoluzione naturale del primo CD che era molto minimale, molto acustico. Qui c’è più roba ma senza tradire la cosa che caratterizza da sempre lo stile di questa artista che è la delicatezza con cui comunica le cose. Il padre Mario Adnet ha creato degli arrangiamenti succosi ma minimali: brass, archi, pochi inserimenti di strumenti inconsueti che si vedono sempre più spesso nei dischi di MPB (ad esempio l’arpa del pezzo di apertura) più i classici violoncelli e bandoneon e fiati che fanno un po’ parte della tradizione. Sono tutti inserimenti su un gruppo di base di validi musicisti che spaziano dalle sonorità classiche della musica brasiliana al jazz, soprattutto nell’ultima traccia strumentale di Mario Adnet (dove partecipa anche lui) o nella cover Boogie Woogie do rato che è stata fatta con un arrangiamento molto simpatico.

Un pezzo molto particolare è Giz una composizione di Antonia e Gabriel Pondé) cantata in duetto con Lenine che devo dire la verità non avrei mai pensato possibile leggendo i crediti e prima di ascoltare la musica, visto i due stili diversi. Ma il pezzo è uno dei più riusciti, la carica di Lenine è ben bilanciata dalle seconde voci di Antonia, si vede molto bene il lavoro di arrangiamento che c’è dietro. Lenine era quasi obbligatorio in questo disco visto che “gravita” intorno allo studio Ministereo di Rodrigo Campello (il coproduttore del disco nonchè zio di Antonia) e Jr. Tostoi( il chitarrista della band di Lenine) e visto che un collaboratore ai testi è João Cavalcanti, figlio di Lenine e leader della band Casuarina.

In definitiva il disco è molto bello, secondo me chiaramente. Io poi sono di parte nel dare questo giudizio positivo perchè questo stile molto essenziale, ma ricco, maturo, pieno di influenze colte, di citazioni, di omaggi a compositori passati, mi piace tantissimo. Io credo che Antonia Adnet abbia dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che a parte la chitarrista bravissima che è (nella banda di Roberta Sá) è anche una compositrice di talento, e pure la voce ha assunto più personalità (compatibilmente con il timbro che non sarà mai vigoroso e di forza chiaramente). Qui di seguito un video delle registrazioni (la musica sotto è una traccia del CD senza la parte vocale).

Spero che il CD sia distribuito in italia, altrimenti sarà acquistabile sui vari iTunes. La cosa bella è che il CD è per il momento ascoltabile sul sito web (rinnovato) dell’artista che è questo. Aproveitem pessoal!!

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