Durerà ancora il Samba ?

Abbiamo appena visto gli strumenti più tipici del samba e ora parliamo di un argomento che si potrebbe concentrare in una domanda, forse un po’ provocatoria: durerà ancora il Samba? No, non mi voglio riferire agli episodi di questi giorni dell’incendio nei capannoni della Cidade do samba di Rio de Janeiro, anche se la foto di apertura potrebbe suggerire questo. Voglio invece prendere spunto da una intervista fatta al compositore Edu Krieger, dal quotidiano online Folha, sulla nuova musica brasiliana per parlare di una cosa che mi ronzava in testa da un po’ di tempo: discutere su dove sta andando la nuova musica brasiliana. Chiaramente tutto fatto in ottica di appassionato ascoltatore e non come musicologo o esperto di musica popolare.

Edu Krieger, che è un artista di talento anche se non conosciutissimo, strumentista, compositore di musica per teatro e collaboratore di tanti nomi importanti, dice nell’articolo che il destino del Samba è segnato, e aggiunge una cosa che fa riflettere molto:

“A euforia nacionalista que a gente vive deve chegar ao auge nas Olimpíadas de 2016. Em seguida, virá a sensação de desgaste. O sucesso da Mallu Magalhães, que é uma artista que não tem nada de Brasil, já é o começo disso. Quando esse ufanismo olímpico passar, muitas outras Mallus vão tomar conta do espaço -e com todo o direito.”

“L’euforia nazionalista che la gente vive dovrebbe arrivare all’apice nel momento delle Olimpiadi del 2016. In seguito diventerà un senso di abusato. Il successo di Mallu Magalhães, che è un’artista che non ha niente di Brasile già è l’inizio di questo. Quando questo sciovinismo olimpico passerà, molte altre Mallu vorrano rivendicare il loro spazio, e ne avranno tutto il diritto”.

Di certo sono parole forti, ma non sono parole buttate lì per caso. In un certo senso la musica brasiliana ha una storia importante alle spalle (anche se non molto antica) e rappresnta un patrimonio molto radicato nella cultura di un paese che è fatto soprattutto di musica; Inoltre non c’è un solo tipo di musica brasiliana ma una infinità di generi musicali che si perdono nella tradizione e nella storia (arrivando anche all’ Africa) da un lato e che si spingono in territori nuovi dall’altra parte, fatti di commistioni e mescolamenti. Ma fino a che punto questa ricerca nel passato si conserverà e quando la nuova musica attingerà definitivamente ad altri generi, dimenticando le proprie radici culturali. O, detto meglio, è possibile una cosa del genere?.

Secondo Krieger è una questione di mercato: la ricetta per rimanere a galla è di costruire oggi per poter resistere ai cambiamenti che secondo lui ci saranno, o che comunque saranno probabili in futuro.  In un certo senso anche lui è foriero di questi cambiamenti con il suo nuovo disco Correnteza, che però in tutta sincerità, tanto di rottura con il passato non mi sembra proprio :), visto che attinge a piene mani alla tradizione come sonorità e stili. Inoltre molti degli artisti che collaborano con lui (come Roberta Sá, Pedro Luis e il suo gruppo – marito di Roberta) anche se fanno parte della nuova generazione, non si possono proprio ritenere svincolati dal Samba, che ripropongono magari in maniera differente e più moderna, ma senza disprezzarlo o metterlo da parte.

Quindi mi sembra tanto una maniera un po’ provocatoria per creare un caso che non esiste. Io credo che l’artista si volesse riferire al fatto che la nuova musica brasiliana si costruisce principalmente oggi, con gli strumenti di oggi, senza “riprodurre” sempre e solo il passato (anche quello recente) come “organico” e come “temi”. In questo senso gli do pienamente ragione.  Ma per il resto non credo che il Samba correrà particolari pericoli: a me non piace molto il Samba a dire la verità, sono per altri generi più tranquilli, ma un Brasile senza samba non riesco proprio ad immaginarmelo. Anzi a giudicare da quello che sta capitando in questi giorni (in pratica l’incendio di cui parlavamo prima è avvertito come una sciagura nazionale)  non credo proprio che il carnevale passerà in secondo piano e carnevale e samba, come si sa, rappresentano un binomio consolidato.

Nel prossimo post parleremo, visto che l’abbiamo anticipato qui, di Mallu Magalhães, che è effettivamente un fenomeno nazionale con i suoi 18 anni (e soprattutto i 3 o 4 anni di visibilità nazionale alle spalle).

Nel frattempo questo è il link della intervista orginale in portoghese, e questo è quello del sito web di Edu Krieger.

Annunci

2 thoughts on “Durerà ancora il Samba ?

  1. Bellissimo blog e mi piace molto questo post e gli altri relativi al Samba .
    Il Samba non è la mia musica preferita ma quando la ascolto è impossibile resistergli. Ho visto dal vivo un “ensaio de Samba” a Recife, insomma una prova, e la gente lasciava i tavoli dove cenava per seguire i musicisti ballando e la gente (me compreso e il mio amico) si lasciava trasportare. Poi finita la prova ognuno se ne è tornato tranquillamente al proprio tavolo.
    A Salvador hanno un termine per questo. lo chiamano “pipoca”, cioè popcorn, la gente diventa come popcorno impazzito che non sta fermo un attimo.

  2. ciao Antonello, grazie.. anche a me il Samba non piace molto (l’ho scritto anche nel post) ma effettivamente per essere travolgente è travolgente, e non ho dubbi che deve essere pure molto difficile non lasciarsi trasportare 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...