Cerimonia di apertura Rio 2016: un commento

Rio-2016-600x300Come tutti sanno ieri 5 Agosto 2016 si è tenuta a Rio de Janeiro la cerimonia di apertura dei Giochi della XXXI Olimpiade. Tutto è avvenuto in un clima particolare per il paese verde-oro che sta attraversando una fase molto complessa da un punto di vista politico e sociale, fase che ha anche rallentato il grande sviluppo in termini occupazionali, di crescita economica e di istruzione che era cominciato nell’ultimo decennio.

cerimoniaQuesto post è però tutto incentrato sulla cerimonia di apertura che mi ha emozionato non poco. In primo luogo perchè è stata una cerimonia semplice, quasi essenziale, che nonostante le poche risorse investite non ha sacrificato per niente l’aspetto scenografico e l’impatto artistico che è sempre necessario in questi casi. Niente cose costose, niente sprechi, molta capacità di dare il massimo con pochi mezzi e molto ingegno; tutte cose  che hanno consentito un excursus nella storia del Brasile che ha toccato praticamente tutto quello che era necessario mostrare. A mio avviso gli organizzatori sono stati bravi a non scivolare nel cliché e a puntare molto l’accento sulla sostenibilità, sull’ambiente, mostrando come, in qualche modo, la salvaguardia di quest’ultimo sia una cosa generale, non specifica di una certa area geografica (non a caso in un momento dello spettacolo è stata mostrata una animazione che faceva vedere gli effetti sulle città esposte al mare dell’innalzamento delle acque dovuto all’aumento della temperatura media del pianeta).

Paulinho da ViolaHo trovato emozionante in particolare il momento dell’inno, affidato alla voce e alla chitarra di Paulinho da Viola che era accompagnato da una orchestra d’archi. Lasciando da parte il fatto che io sono un grande fan di questo artista, e che quindi il mio giudizio potrebbe risultare di parte, credo che migliore scelta non poteva essere fatta. Paulinho da Viola è una persona di gran classe, che ha un modo di cantare e suonare molto intimo: a mio avviso era il modo migliore per cominciare uno spettacolo in souplesse, mostrando da subito il carattere di quasi frugalità che ha caratterizzato tutta la manifestazione.

Ccerimonia2hiaro, non è stato tutto semplice. I momenti successivi hanno visto migliaia di figuranti impegnati in coreografie molto spettacolari che hanno affrontato i temi della scoperta del brasile e ancora prima della situazione degli Indios e in seguito della schiavitù, quando il paese era impegnato nella sua crescita costruita sulle spalle (letteralmente) di milioni di persone private della loro libertà. La cosa molto bella di questo momento è stata l’ambivalenza che è stata sempre messa in rilievo: i conquistatori portavano civiltà o portavano via materie prime?; gli africani portavano ricchezza (in termini culturali, di ritmo, costumi, ecc) o contribuivano solo a produrre ricchezza?

14bisUn blocco successivo dello show ha rappresentato un momento di riscatto per il popolo brasiliano. Universalmente si ritiene che gli inventori dell’aeroplano siano stati i fratelli Wright, ma non tutti sanno (e sinceramente anche io lo ignoravo) che un contributo precedente, e anche tecnicamente più importante, è venuto dal brasiliano Alberto Santos-Dumont che progettò un primo aeroplano (il 14-bis) che era capace di decollare autonomamente e non doveva essere catapultato come accadeva con i modelli dei fratelli Wright. Molto suggestivo il video dell’animazione di questo modello che è stato anche un pretesto per gli organizzatori per poter uscire dalla location dello show, lo stadio Maracaná, e visitare le bellezze della cidade maravilhosa. Contributo all’emozione è stato sentire anche una certa musica in sottofondo che comincia con “Minha alma canta / vejo o Rio de Janeiro“.

jobimPoi c’è stato il momento di omaggio a Jobim, doveroso direi. Non poteva mancare la canzone più famosa (e anche  sinceramente più ignorata dai musicisti, perchè è “troppo icona”): la “garota de ipanema” poteva essere solo la modella più famosa al mondo, Gisele Bundchen, che ha scelto questa passerella per la sua ultima sfilata. Visto che siamo in clima di musica devo dire che grossomodo, dovendo scegliere tra moltissimi artisti, mi ritrovo con la selezione fatta: c’era Tom Jobim, Chico Buarque (con il pezzo “construção” usato come colonna sonora nel momento in cui, con una coreografia bellissima, è stato mostrato il momento del grande sviluppo urbanistico delle città e la controparte delle favelas); c’era un omaggio anche alla musica brasiliana conosciuta nel mondo (Jorge Ben) e forse agli artisti più rappresentativi della MPB all’estero adesso Gilberto Gil e Caetano Veloso che si sono esibiti con Wilson Das Neves, grande esponente del samba di qualità (Wilson ha “batucado” su un tamborim mentre un bambino ballava… modo molto simbolico per indicare il Brasile musicale che si rinnova, che passa di generazione in generazione). C’era pure Anitta che rappresenta i giovani (rappresenta i giovani?) ma si è comportata bene :). Io personalmente ci avrei messo pure Lenine che ci sarebbe stato bene, ma questa è una cronaca non una lista dei desideri.

tedoforoIl resto dello spettacolo è stato “classico”: sfilata delle delegazioni (curioso il discorso dei nomi, per cui alcune nazioni si sono trovate per la prima volta nella storia recente a sfilare per prime per via del nome diverso in lingua portoghese); accensione della fiaccola che ha riservato una sorpresa finale con la staffetta sul finale a favore di Vanderlei de Lima, che ai giochi di Atene 2004 venne praticamente fermato da uno squilibrato mentre era in testa alla maratona, dove poi arrivò terzo. In qualche modo l’onore di accendere la torcia olimpica come ultimo tedoforo lo ha ricompensato di questo incidente che ha sicuramente segnato la sua vita di atleta.

Schermata 2016-08-06 alle 16.15.45In sostanza mi è piaciuta molto questa cerimonia di apertura, anche le scelte a volte coraggiose o inusuali come i cinque cerchi verdi (fatti con piante, per testimoniare l’importanza della conservazione degli spazi verdi) o il premio che verrà consegnato prima di ogni premiazione ad un personaggio che si è distinto per essersi impegnato nell’ambito sportivo. Oppure la delegazione di atleti che gareggiano senza una nazione, perchè apolidi o rifugiati. Nemmeno a dirlo mi è piaciuta molto la conclusione tipo desfile de samba, che ho trovato un modo molto brasiliano di riappropriarsi di una cerimonia che, per forza di cose, doveva seguire un certo standard.

Schermata 2016-08-06 alle 16.17.04Ci sono due cose che non mi sono piaciute. La prima è legata al fatto che in questo momento il presidente brasiliano non c’era e Michel Temer faceva le veci di Dilma Rousseff che ha pensato di non partecipare (chiaramente). E’ un po’ triste che a declamare ufficialmente l’apertura dei giochi ci sia un presidente temporaneo perchè quello ufficiale è in stato di accusa e che questo sostituto venga comunque fischiato. Ma questo gesto è emblematico del malcontento che circola nel paese.

La seconda cosa che non mi è piaciuta è stata l’approssimazione del commentatore italiano unita a quella volontà, quasi arrogante, di voler parlare a tutti i costi portoghese, usando accenti improbabili e facendo traduzioni fantasiose. Mi rendo conto che questi spettacoli sono per persone che hanno una cultura media della lingua e del paese ospitante, e che un giornalista deve poter improvvisare e magari non ha molto tempo per aggiornarsi, ma sentire tradurre cose mai dette dall’oratore di turno, con una sicurezza impressionante (e la “r” puxada carioca) è una cosa che irrita un poco. Soprattutto non si può scambiare l’ottantenne Wilson Das Neves (una icona della MPB e batterista straordinario che ha suonato con tutti i grandi) per “una persona di una certa età”, pensando che stava li solo per coreografia, ballando insieme al bambino siboleggiano il vecchio e il nuovo che si incontrano.

Ora però, metto da parte per un paio di settimane la simpatia per il Brasile, e mi ricordo di fare il tifo per i nostri atleti italiani. E’ stato emozionante anche vedere i nostri azzurri che però erano un po’ troppo “imbalsamati” nelle loro divise molto serie. Un “in bocca al lupo” a tutti. Mi auguro più di ogni altra cosa che il Brasile possa uscire rinnovato da questi giochi: è un paese che se lo merita veramente.

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