Carnet de Voyage #2: Giardino Botanico di Rio

Il secondo argomento del quaderno di viaggio è il Giardino Botanico di Rio De Janeiro, o Jardim Botánico in portoghese, che non è semplicemente un parco naturale (tra l’altro uno dei più grandi del mondo) ma anche e soprattutto un istituto di ricerca, di classificazione e di conservazione delle varietà di piante e fiori, non solo autoctone. Fu proprio il Re in persona, agli inizi dell’800, a trasformare questo parco che era sostanzialmente il suo giardino di casa 🙂 in un istituto volto allo studio e alla conservazione delle piante più caratteristiche del Brasile.

Nelle prime due pagine ho voluto rappresentare proprio il viale principale, caratterizzato dalla fontana centrale e dalle due lunghissime file di Palme Imperiali (palmeiras imperiais) le piante forse più caratteristiche dell’intero paese. Su questa pianta si racconta che il re stesso dava disposizioni ai suoi uomini di bruciare tutti gli esemplari che non nascevano nel suo parco, per poter avere l’esclusiva. Ma, come capita spesso, gli stessi incaricati che dovevano distruggere le piante conservavano i semi per poterli vendere di contrabbando).

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Altra parte caratteristica del Giardino Botanico di Rio, e sicuramente una delle più conosciute e popolari, è l’ Orchidiario, una serra dell’ottocento che contiene più di 700 varietà di orchidee e di altre piante affini come tipologia.

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Nelle Pagine seguenti ho inserito due scene che mi hanno consentito anche di realizzare degli acquerelli non solo documentativi, ma proprio completi dal punto di vista estetico (in sostanza dei piccoli quadri). Si tratta del Giardino Giapponese che è un angolo a tema, caratterizzato da un laghetto, da strutture in stile giapponese, e una delle tante Cachoeiras, cioè cascate, che sono in modo in cui si valorizza l’eccesso di acqua che nel parco non manca e che viene usata spesso a scopi anche ornamentali.

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Le ultime due pagine sono relative a due statue dello scultore Valentim da Fonseca e Silva (conosciuto come Mestre Valentim e sono rappresentative delle centinaia di statue che adornano i vari luoghi del giardino botanico (sia all’aperto sia, come in questo caso, in posto chiusi come padiglioni, serre o musei). La caratteristica di queste statue che rappresentano la ninfa Eco e il cacciatore Narciso è il fatto di essere state realizzate con una lega di piombo e stagno e di rifarsi a stampe dell’epoca.

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Con queste 8 tavole concludiamo il secondo capito di questo Caderno de Viagem (questi sono tutti i post che sono stati realizzati per il momento). Col prossimo capitolo cominceremo a entrare nella parte più “naturale” della citta di RJ, quella delle bellezze come la Foresta di Tijuca e la Baja de Guanabara.

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