I grandi parolieri della MPB (parte 2): Aldir Blanc

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Continuiamo questa piccola serie sui parolieri della musica popolare brasiliana parlando di Aldir Blanc, un altro grande personaggio che ha legato il suo nome a decine e decine di canzoni indimenticabili (anche per il significato politico, di protesta al regime dittatoriale) e ad una collaborazione molto proficua con João Bosco che ha dato origine a tanti successi, alcuni dei quali registrati dalla grande Elis Regina. Un piccolo dato statistico prima di andare avanti: Aldir Blanc è l’autore (per la parte dei testi chiaramente) più presente nelle registrazioni di Elis, e lui si vanta molto di questo suo primato, sia perchè è sempre uma grande honra essere scelto da una icona della MPB, sia perchè la stessa cantante fu, in un certo senso, la madrina del successo della coppia di autori Blanc-Bosco. La soddisfazione fu tanto grande che i due artisti decisero, proprio in seguito a questa collaborazione con Elis Regina, di riporre le loro lauree nel cassetto (Aldir Blanc è un medico psichiatra e João Bosco è laureato in ingegneria) e di incamminarsi lungo il cammino molto tortuoso, ma più appagante sul piano emozionale, della musica.

Vorrei partire proprio da un pezzo che probabilmente è stato in assoluto il primo successo della coppia Blanc-Bosco: Bala com balaLa storia di questo brano è legata all’incontro di cui parlavo prima con Elis Regina che diede appuntamento a questi due ragazzi sconosciuti, trattandoli alla pari (lei già star affermata a livello internazionale) facendoli prima accomodare per assistere alle prove di un suo show e poi sedendosi per terra sul palco ad ascoltare cosa avevano da proporgli. Aldir Blanc in una famosa intervista che rilascio parlò della capacità di pianificazione dell’artista che rimase colpita dai brani e decise di registrarli con una scadenza precisa: “questa qui, bala com bala, la registro adesso, le altre nel prossimo disco”. E mantenne la promessa.

Il video seguente è proprio di Elis cantando questo successo. Sinceramente, pur amando alla follia questa cantante io cerco di non mettere troppi link alle sue interpretazioni, perchè Elis va capita ed è facile etichettare come “vecchio” o peggio materiale tutto sommato vecchio :). Non tutti sanno cogliere la modernità e il talento di questa interprete che era famosa anche per interpretare passionalmente le sue canzoni, trasferendovi dentro la sua convulsa vita personale. Ma obiettivamente non potevo, dopo aver raccontato questo aneddoto, scegliere un video di bala com bala cantato da qualcun altro. Mi sembrava molto una mancanza di rispetto.

Continuando con Aldir Blanc è evidente che il samba è il terreno più fertile per questo paroliere, per via del ritmo sincopato che aiuta a “disperdere” meglio le parole, a sfruttarne il suono e a creare quegli incastri con la melodia che sono molto efficaci. Nei pezzi composti con João Bosco non marginale è stata l’interpretazione di uest’ultimo che, con il suo modo molto particolare di cantare, i suoi barulhinhos, i rumoretti della voce, aiuta a “musicalizzare” di più il testo (se si può dire così), a renderlo un tutt’uno con la musica. Per fare un esempio di questo tipo di samba non possiamo non ricordare “De frente pro crime” o di “Incompatibilidade de gênios” solo per dirne alcuni. Sono due brani dove si esprime la caratteristica principale di Aldir Blanc che è quella di essere un cronista del quotidiano, un contador de historias .

Alcuni suoi versi mi ritornano sempre alla mente perchè per me sono perfetti per raccontare non soltanto una situazione ma anche uno stato d’animo (come dovrebbe essere per un buon testo, ma non sempre capita). Ad esempio quell’inizio di De frente pro crime : “Tá la o corpo estendido no chão / em vez de rosto uma foto de um gol” (Sta la il corpo steso sul suolo / invece della faccia una foto di un gol) è un incipit ideale per inquadrare la situazione: un omicidio che lui osservava dalla finestra di fronte e che aveva spinto qualcuno, per spirito di umanità, a stendere un giornale sul corpo della vittima. Poi tutto continua come sempre, le persone discutono di politica, di calcio, arriva il venditore ambulante a vendere cianfrusaglie e…il corpo continua a rimanere steso sul suolo. Cambiando clima come non citare tutti quei simpatici riferimenti alle tradizioni popolari di Incompatibilidade de gêniosLevou as minhas cuecas pro bruxo rezar / Coou meu café na calça prá me segurar ([mia moglie] ha portato le mie mutande dallo stregone perchè facesse i suoi rituali / ha colato il mio caffé nei pantaloni per tenermi vincolato a sé) :). Il video che segue è una interpretazione molto bella di questo pezzo famosissimo, con una cantante giovane (Mariana Aydar) e un gruppo di tutto rispetto. Divertente anche il siparietto iniziale quando João Bosco invita la cantante a discutere con lui sul palco… in fondo la canzone parla di una serie di piccoli grandi dispetti che una coppia si fa.

Altro capolavoro è Catavento e Girassol, che continua la storia delle discussioni familiari, ma questa volta con più classe; del resto la musica non è un samba ma una armonia raffinata di Guinga e i due litiganti sono su piani culturali e di sensibilità differenti: você só pensa no espaço, eu exigi duração / eu sou um gato de subúrbio, você é litorânea (tu pensi solo allo spazio, io ho preteso continuità / io sono un gatto di strada tu sei litoranea).

Bisognerebbe parlare ancora molto di Aldir Blanc, per l’importanza che rappresenta per la cultura popolare brasiliana. Ad esempio abbiamo parlato solo di sfuggita dei suoi testi di protesta nel periodo della dittatura militare ma forse una delle canzoni più forti, e maggiormente “celata” dietro simbolismi che non erano facili da decodificare è O bebado e o equilibrista che nel primo verso giá fa riferimenti velatissimi (che la censura “burra e ignorante” non poteva capire):

Caía a tarde feito um viaduto / E um bêbado trajando luto / Me lembrou Carlitos 
Cadeva la notte come un viadotto / e un ubriaco vestito a lutto / mi ricordò Chaplin (Cartlitos è il nome con cui viene chiamato Chaplin in Brasile)

Sembrerebbe una frase innocente ma il bebado in equilibrio erano gli artisti sempre in bilico alla ricerca della democrazia e Chaplin vestito a lutto erano le tante persone vittime della polizia militare che proprio di notte andava in giro a perpetrare i suoi crimini. E anche il “viadotto” non è semplicemente una metafora del buio: il riferimento era all’incidente cha capità nel 1971 quando il viadotto Engenheiro Freyssinet a Rio de Janeiro crollò uccidendo 50 persone e la notizia venne censurata dalla Polizia Militare per evitare disordini.

Io finisco qui, con il video della canzone interpretato da João Bosco e il suo gruppo con la partecipazione di Zizi Possi. Se volete iscrivervi alla pagina di Brasil Cotidiano su Facebook l’indirizzo è questo.

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