La strada 47: un grazie anche ai soldati brasiliani.

capa

Con il 25 aprile passato da un giorno, e con ancora vivo negli occhi e nella mente  il ricordo emozionante di tutto quello che è stato raccontato quest’anno (per via della ricorrenza speciale dei 70 anni della liberazione) vorrei parlare oggi di Road 47, un film di cui si è molto discusso ultimamente e che viene proiettato nelle sale in questi giorni.

In effetti il film esce in Italia solo adesso ma è vecchio di un paio di anni; il titolo originale é A estrada 47 (è questa la versione che ho visto, in lingua originale) ed è una coproduzione del 2013 tra Brasile, Italia e Portogallo, scritto e diretto da Vicente Ferraz con il contribuito italiano del co-sceneggiatore Pietro Reggiani e con la presenza nel cast di Sergio Rubini. Il film ha già ottenuto molti riconoscimenti nella versione brasiliana.

borsa2La storia è molto bella e si basa su un fatto storico che sinceramente non conoscevo (come credo molti italiani). Il brasile ha contribuito alla nostra liberazione con un manipolo di poco più di 25000 uomini (quasi tutti morti in battaglia) appartenenti alla FEB (Força Expedicionaria brasileira) che si sono trovati a combattere insieme agli alleati in uno scenario completamente diverso da quello a cui erano abituati climaticamente, e senza una preparazione militare e un equipaggiamento adeguato, proiettati in un conflitto che probabilmente non sentivano neppure loro. Il titolo del film fa riferimento alla strada della linea Gotica, la strada 47 appunto, che viene minata dalle truppe naziste e che deve essere liberata per consentire l’avanzata delle truppe americane. In questo momento  il battaglione brasiliano si disperde per una serie di motivi, anche legati all’imperizia di questi “pracinha”, di questi soldati speciali. In effetti, con tutto il rispetto e la gratitudine che dobbiamo alla loro memoria, di “speciale” queste truppe avevano poco, e la difficoltà che avevano incontrato sul campo si vede dalle scene iniziali del film quando, in seguito allo scoppio di una mina, il gruppo si disorienta e si disperde nella boscaglia.

estrada47 mappa

In questo momento alcuni soldati, venuti a conoscenza tramite una comunicazione radio precaria di questa situazione della strada 47, decidono di sminare il percorso, anche perchè sono mossi da un senso del dovere, e dalla paura di essere considerati disertori. A loro si aggiunge un reporter brasiliano che documenta tutto con una macchina fotografica.

Questo “è il succo del nocciolo” del film che vuole raccontare questa pagina poco conosciuta della seconda guerra mondiale e poi si snoda in altri momenti importanti. E’ un film triste, soprattutto all’inizio un po’ lento nella narrazione. Uno stratagemma narrativo è stato quello di far si che uno soldato della truppa raccontasse la sua esperienza, le sue paure al padre rimasto in Brasile, attraverso una lettera-sfogo che rimanda spesso anche alle motivazioni per cui i soldati sono stati catapultati in quella situazione così estrema (tra l’altro inviati da un presidente fascista, Getulio Vargas, a liberare un paese dall’oppressione nazi-fascista).

soldati

Il film è bello, chiaramente è forte, pure perchè l’argomento è quello che è.  Io penso che valga la pena di vederlo, soprattutto adesso che il ricordo della liberazione è ancora forte, giusto per capire che dobbiamo essere debitori ai nostri partigiani e in una certa misura condividere questa gratitudine anche con altri attori. Tra l’altro ieri, seguendo lo special della Rai sul settantesimo della liberazione, ho notato che nei vari interventi degli invitati spesso si faceva riferimento alle tante nazioni che partecipavano alla coalizione, ma non ho mai sentito nominare i brasiliani della FEB. Magari una piccola menzione sarebbe stata opportuna.

Questo è il trailer italiano del film.

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2 thoughts on “La strada 47: un grazie anche ai soldati brasiliani.

  1. Non ho visto il film (ancora).
    Una curiosità: All’epoca si diceva in Brasile che era più facile un serpente fumare una pipa che il Brasile entrare in guerra. Quando eventi politici e commerciali hanno obbligato a una decisione (e dopo che sottomarini tedeschi hanno cominciato a bombardare le navi mercantili brasiliane) la FEB fu creata. Ed è un serpente fumando una pipa il simbolo della FEB.
    🙂
    [vado a cercare il film]

  2. grazie Allan, non la sapevo questa cosa del serpente che fuma una pipa! Ho visto il logo ed è effettivamente molto divertente, certamente lontano dagli altri simboli delle altre forze armate degli altri paesi che esprimono maestosità (le aquile ecc..). Muito engraçado. 🙂

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