Chiacchiere intorno a Dio.

dio adamo

Il post di oggi è particolare perchè parla di Dio o meglio di come Dio viene visto da alcuni poeti brasiliani contemporanei. E’ stato ispirato da varie cose: evidentemente dalle varie vicende terroristiche che ci investono tutti i giorni (non solo dai fatti di Charlie Hebdo che solo soltanto la punta dell’iceberg), ma più in generale dalle varie discussioni sulla religione che ormai spuntano in qualunque contesto, soprattutto da quelle che incendiano i social networks. Non ultima una intervista che ho visto qualche giorno fa a “che tempo che fa” dove Fazio poneva le stesse domande ad un ateo convinto (Umberto Veronesi) e a un teologo “creativo” (Vito Mancuso) ottenendo le stesse risposte. Anzi le risposte di Mancuso, espresse con un trasporto che mi ha molto colpito, mi hanno più volte rimandato ad alcune poesie o aforismi che avevo segnato dal web (prendendoli da questo blog) e che ora vorrei riportare e tradurre alla men peggio.

Permettetemi una riflessione al volo, veramente senza polemiche, solo per il gusto di farla. Il concetto di “Sacro” oggi è al centro di grandi scontri, e questo è molto chiaro. Una volta la cosa era più semplice: esisteva una dicotomia molto netta tra credenti e non credenti, al massimo con la variante della sottodivisione di questi ultimi tra atei e agnostici (gli “atei cagoni” come li chiama in maniera irriverente Jô Soares 🙂 ). Oggi ci sono molte più sfaccettature: c’è chi dissacra perchè è di moda farlo, anzi è anche stigmatizzante non farlo (ma non sa neppure consapevolmente di che cosa parla); poi ci sono gli irriverenti provocatori (tipo come i vignettisti di Charlie Hebdo ma con meno palle, diciamo); poi ci sono gli anticlericali mascherati da atei che attaccano il sacro per colpire la struttura, l’ingerenza della chiesa cattolica nei vari stati, soprattutto il nostro (ma li andrebbe fatta la stessa lotta, per coerenza, con i nostri politici che eventualmente accordano benefici, anche extra Concordato); poi ci sono quelli che tendono a minimizzare e cancellare tutto, pensando che in questo modo il problema si ridimensiona. Questi ultimi si riconoscono perché scrivono Dio in minuscolo, come se fosse un “Dio vinto”, come dice Mia Couto in una sua poesia, mentre Dio andrebbe scritto sempre in maiuscolo, per un fatto di rispetto per la religione o per chi la segue (se si crede) o per la grammatica italiana (se non si crede).

Io, se può interessare, sono in un confine non definito tra tutte queste cose :), e ciò che mi diverte di più è che in queste poesie, che riporto in seguito, anche i poeti si dividono tra credenti e non credenti, schierandosi a volte contro Dio, quasi schernendolo, e a volte onorandolo attraverso questa forma alta che è la poesia, appunto. A volte lo prendono pure a pretesto per spostare il discorso completamente da un’altra parte. Giocano con il sacro con quella legittimazione che viene data loro dalla poesia che, forse, è una delle cose che più vicine all’idea di Dio.

Deus é triste
Domingo descobri que Deus é triste
pela semana afora e além do tempo.A solidão de Deus é incomparável.
Deus não está diante de Deus.
Está sempre em si mesmo e cobre tudo
tristinfinitamente.A tristeza de Deus é como Deus: eterna.Deus criou triste.
Outra fonte não tem a tristeza do homem.
Dio è triste
Domenica ho scoperto che Dio è triste
per il resto della settimana e al di fuori del tempo.La solitudine di Dio è incomparabile.
Dio non sta davanti a Dio.
Sta sempre dentro egli stesso e copre tutto
tristinfinitamente.La tristezza di Dio è come Dio: eterna.Dio ha creato triste.
Un altra fonte non ha la tristezza dell’uomo.
Carlos Drummond de Andrade
Deus! ó Deus! onde estás que não respondes?
Em que mundo, em qu’estrela tu t’escondes
Embuçado nos céus?
Há dois mil anos te mandei meu grito,
Que embalde desde então corre o infinito…
Onde estás, Senhor Deus?…
Dio! o Dio! dove sta chi non risponde?
In che mondo, in che stella ti nascondi
Camuffato nei cieli?
Da duemila anni ti ho mandato il mio grido,
Che invano da quel momento corre l’infinito…
Dove stai, Signore Dio?…
Castro Alves
Arte de amar
Se queres sentir a felicidade de amar, esquece a tua alma.
A alma é que estraga o amor.
Só em Deus ela pode encontrar satisfação.
Não noutra alma.
Só em Deus – ou fora do mundo.
As almas são incomunicáveis.
Deixa o teu corpo entender-se com outro corpo.
Arte di amare
Se desideri sentire la felicità di amare, dimentica la tua anima.
E’ l’anima che distrugge l’amore.
Solo in Dio può trovare soddisfazione.
Non nelle altre anime.
Solo in Dio – o fuori del mondo.
Le anime sono incomunicabili.
Lascia il tuo corpo intendersi con un altro corpo.
Manoel Bandeira
Café da manhã
Deus não habita este lar

Este ar

Esta xícara de café frio
Ao redor da mesa, a família,
com dentes cariados e mãos duras
toma o café da manhã
Mastigam e engolem, famintos,
e falam dos trabalhos do dia
Embaixo da mesa, o gato
pedincha
pão e algum carinho.
Colazione
Dio non abita questa casa

Questa aria
Questa tazza di caffé freddo
intorno al tavolo, la famiglia
con denti cariati e mani tozze
fa colazione
Masticano e ingoiano, affamati,
e parlano dei lavori del giorno
Sotto il tavolo, il gatto
pretende
pane e qualche carezza.
Paulo Becker

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