Addio al poeta che apprezzava la velocità delle tartarughe

manoeldebarrosIl 2014 non è decisamente un buon anno per la cultura brasiliana perchè, causa soprattutto l’età, ci stanno abbandonando alcuni personaggi di grande valore: uomini di cultura, poeti, scrittori, giornalisti, personalità marcanti, amate (o perlomeno conosciute) anche dalla massa. Abbiamo già parlato qui della morte, a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, di tre grossi nomi della cultura brasiliana (Ariano Suassuna, João Ubaldo Ribeiro e Rubem Alves), e purtroppo dobbiamo aggiungere ancora un grande nome alla lista: il poeta e scrittore Manoel de Barros, che però era già giunto alla venerabile età di 98 anni, e si può dire che aveva avuto già una vita costellata di riconoscimenti e soddisfazioni. Carlos Drummond de Andrade, per citare un aneddoto, non voleva che di lui si parlasse come “il maggior poeta  vivente del Brasile”: pur avendo pienamente diritto a questa definizione la rigirava sistematicamente verso il collega Manoel de Barros in segno di rispetto e riconoscenza.

manoel-de-barrosTracciare una vita così lunga e densa come quella di Manoel de Barros é difficile. Essendo nato nel 1916 si può capire bene come la sua giovinezza si sia intrecciata con tutti gli episodi di dittatura militare del suo paese. E’ stato un militante del partito comunista, dal quale si separò in seguito all’appoggio che il leader del tempo diede al nascente governo di Getúlio Vargas, e addirittura espatriò dal Brasile, visse un tempo in altri paesi del sud america per poi fermarsi a New York, dove studiò cinema e pittura. Un po’ teimoso, dal carattere orgoglioso, schivo, e soprattutto mai adulatore dei potenti, la sua carriera letteraria non poté che passare nell’anonimato, fino a quando i suoi libri (tra cui il più famoso che è “Livro sobe nada“) e le sue poesie cominciarono prepotentemente a circolare tra gli addetti ai lavori e il grande pubblico negli anni ’80. Vinse anche dei premi prestigiosi, come il premio Jabuti, il più importante premio letterario del Brasile (per ironia della sorta “jabuti” che è popolarmente la tartaruga è l’animale che gli si confaceva di più, perchè come scriveva nella poesia che ho pensato di tradurre in questo post, “o apanhador de desperdícios”, lui apprezzava di più la velocità delle tartarughe a quella dei missili, e questa frase racchiude un po’ la sua filosofia di vita, fatta di attenzione verso le piccole cose e di una lettura non banale del mondo attraverso l’attenzione ai suoi aspetti considerati più scontati -e se vogliamo banali, che assumevano un ruolo importante nella sua opera).

Veniamo all’omaggio, fatto in punta di piedi, tentando di tradurre un poema, secondo me molto bello, che è un po’ emblematico di tutta la sua poesia, che si basa sulla semplicità, sull’uso schietto della parola e soprattutto sull’uso dei neologismi. Come lui apprese subito, leggendo le poesie di Rimbaud in giovinezza, la poesia “pode misturar todos os sentidos“, può mischiare tutti i sensi.

O apanhador dos desperdícios

Uso a palavra para compor meus silêncios.
Não gosto das palavras
fatigadas de informar.
Dou mais respeito
às que vivem de barriga no chão
tipo água pedra sapo.
Entendo bem o sotaque das águas
Dou respeito às coisas desimportantes
e aos seres desimportantes.
Prezo insetos mais que aviões.
Prezo a velocidade
das tartarugas mais que a dos mísseis.
Tenho em mim um atraso de nascença.
Eu fui aparelhado
para gostar de passarinhos.
Tenho abundância de ser feliz por isso.
Meu quintal é maior do que o mundo.
Sou um apanhador de desperdícios:
Amo os restos
como as boas moscas.
Queria que a minha voz tivesse um formato
de canto.
Porque eu não sou da informática:
eu sou da invencionática.
Só uso a palavra para compor meus silêncios.

Il raccoglitore di sprechi

Uso la parola per comporre i miei silenzi
non mi piacciono le parole
stanche di informare.
Do più rispetto
a quelle che vivono con la pancia a terra
come acqua pietra rana.
Capisco bene il dialetto delle acque
do importanza alle cose non importanti
e agli essere non importanti.
Apprezzo gli insetti più degli aerei.
Apprezzo la velocità
delle tartarughe più di quella dei missili.
Possiedo in me un ritardo di nascita.
Sono stato programmato
per apprezzare gli uccellini.
Ho abbondanza di essere felice per questo
Il mio cortile è più grande del mondo.
Sono un raccoglitore di sprechi
Amo i silenzi
come le buone mosche.
Mi piacerebbe che la mia voce avesse un formato
di canto.
Perché io non sono dell’informatica:
io sono della invenzionatica.
Uso la parola solo per comporre i miei silenzi.

Manuel de Barros

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