L’ arte “Nascente” di Luiz Morais

luis morais capa

Passato il “barulho” delle elezioni brasiliane, riconfermata Dilma Rousseff alla guida del paese (non dirò se per me è un bene o un male, soprattutto perché la vittoria è stata molto di misura, e questo la dice lunga su come questa nazione sia attualmente divisa fra sostenitori e detrattori della “presidenta”) ritorniamo agli argomenti che sono più tipici di questo blog. La musica è uno di questi e oggi parleremo, per l’appunto, di un CD, una opera prima di un giovane compositore brasiliano che io trovo veramente interessante per il suo modo di “buttare dentro un po’ di tutto” come dice lui stesso, cioè di partire dalla musica brasiliana per allargarsi ad altri ambiti.

Qualcuno si potrebbe chiedere: “ma perchè non parli mai di quelli conosciuti, dei mostri sacri? Perché sempre tutta questa attenzione sugli artisti emergenti o quasi tali?”. Intanto non è vero che non lo faccio: gli artisti conosciuti sono sempre in sottofondo e direi anche inevitabilmente, anzi quando scrivo qualcosa relativa all’ambito musicale spesso è per informare sulle loro nuove uscite musicali. Ma proprio in quanto mostri sacri questi artisti sono intoccabili, e criticarli o osannarli alla fine diventa anche un po’ inutile: da un lato qualcuno potrebbe risentirsi del fatto di aver toccato il loro mito, dall’altro si può cadere nel retorico o scadere nel dato puramente descrittivo, da comunicato stampa, diciamo. Cosa da cui rifuggo come la peste, tra l’altro.

luis moraisPoi non c’è niente di più bello, secondo me, dello scoprire (attraverso i vari canali che il web ci fornisce) un artista nuovo che dica qualcosa di interessante, magari nemmeno qualcosa di tanto nuovo come stile, ma con un linguaggio diverso; e per fortuna la MPB è piena di risorse e talenti. Ed è proprio così che è capitato con questo autore di cui parliamo oggi che si chiama Luiz Morais, un giovane chitarrista, compositore e arrangiatore che mistura nella sua musica elementi classici della musica popolare brasiliana, spaziando dai generi tradizionali come Samba e Bossa nova, al Choro e al Forró del Nordeste, che è la musica tipica del posto dove lui è nato. Tutto tenuto insieme da una punta di Jazz. Insomma un cocktail niente male che è proprio quello che piace a me, e per questo ne parlo, nella speranza che possa interessare anche ad altri. 🙂

nascente_frente-page-001-e1381489362281Il disco, uscito agli inizi del 2014, si chiama Nascente, e già volendo tradurre il titolo potremmo utilizzare i due significati di “che nasce” (come la fase di luna nascente ad esempio 🙂 ) e “sorgente” è lo stesso autore, nel video che linko più in basso e che presenta il lavoro, a parlare di questa dualità. E’ la sua nascita, visto che si tratta della opera prima, e allo stesso tempo la sua fonte: la musica è una sorgente inesauribile, come dice lui stesso, di ispirazione per la vita. Il disco è un tentativo, a mio avviso riuscito bene, di portare una brasilianità molto chiara, molto tipica su percorsi che sono più sofisticati come armonie, senza farle perdere le sue radici più autentiche. Ma tutto questo è spiegato molto bene nel video sottostante che, come dicevo prima, parla del CD e dei collaboratori che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Vi lascio un link che può essere utile per approfondire quanto ho appena scritto. Questo è il link al sito web di Luiz Morais (da cui è possibile ascoltare una preview da soundcloud del disco, che è acquistabile su iTunes).

Come faccio da qualche post, metto in coda al post anche il link alla pagina Facebook del blog (è nella colonna a lato, ma un po’ nascosta 🙂 ). Se volete iscrivervi siete i benvenuti.

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