La semplice complessità ritmica della MPB… riflessioni sparse

tamborimIl post di oggi parte da una discussione (animata ma civile 🙂 ) che ho avuto con un mio amico musicista riguardo la complessitá della musica brasiliana che, secondo lui, é troppo zeppa di cose, soprattutto per quanto riguarda il versante ritmico. Io ho cercato di fargli capire che intanto non è sempre così e che non si puó generalizzare (visto che ad esempio tra un pagode di Arlindo Cruz e l’ essenzialità della voz e violão di João Gilberto ci passa un mondo), ma che in un certo senso la sua riflessione non è completamente sbagliata. Da qui l’ossimoro del titolo di questo post. Nella musica brasiliana (ma il discorso potrebbe essere esteso anche ad altri generi e ad altre aree del mondo diverse dal Sud America) il ritmo impregna qualunque cosa: anche quando suona un solo strumento, come una chitarra o un pianoforte, quello strumento racchiude in se tutta la complessità di una sezione ritmica che vuole emulare e riprodurre. Nella batida di samba sulla chitarra, cioè nel modo di suonare il samba  su questo strumento, vengono riprodotti in piccolo gli accenti di grossi tamburi chiamati surdos che marcano sia il tempo forte sia (in particolare) quello debole, e questo viene reso con l’alternanza del basso dell’accordo fatto con il pollice. Inoltre viene riprodotto il ritmo del tamborim suonando attraverso gli accordi, in tutto o in parte, un “pattern” ritmico molto diffuso che si chiama telecoteco). La chitarra così finisce per sintetizzare il tutto: è armonia e ritmo (e a volte anche la melodia quando quest’ultima non è affidata alla voce o a qualche altro strumento e il chitarrista è un vero virtuoso).

Metto questo video qui facendo spiegare direttamente a João Bosco questa storia della batida di samba che racchiude la varietà ritmica di una intera batéria (da 1’40” grossomodo c’è un esempio di quello che volevo dire io a parole sopra), il video parla della realizzazione di uno dei suoi samba più famoso De frente pro crime è in portoghese ma se conoscete un po’ questa lingua vale la pena vederlo:

Tornando all’argomento di partenza, per questi (e altri) motivi la musica brasiliana è molto “densa”, è molto cheia de coisas, piena di roba, ed è complessa anche quando si esprime nella sua versione più minimale, perchè il ritmo procede in un modo che non è sempre molto regolare e marcato, ma contenuto all’interno di certe strutture molto flessibili. Ed è per questa ragione che probabilmente qualcuno la etichetta come complicata, o ridondante, o perlomeno come qualcosa un po’ più difficile da metabolizzare. A me, ad esempio, è capitato di vedere fonici e musicisti professionisti trovarsi in difficoltà a mixare o arrangiare brani di un samba ad esempio, perchè tutta la complessita ritmica delle percussioni, secondo loro, non si agganciava alla struttura più regolare della batteria e del basso. Addirittura qualcuno ha messo “a tempo” alcuni strumenti che volutamente suonavano fuori tempo, allineando ad una griglia immaginaria cose che erano state suonate proprio fuori da quella rigidità ritmica, volutamente. E’ una cosa che non mi sorprende più di tanto, e si lega alla questione dell’ educazione all’ascolto: molti stili ci spiazzano perchè non li conosciamo e tendiamo a ricondurre tutto all’interno del mondo che conosciamo e nel quale troviamo sicurezza, mentre sarebbe opportuno ascoltare anche cose che non ci appartengono per cultura e formazione, perchè questo ci apre la mente. Non bisognerebbe rimanere imprigionati nel proprio etnocentrismo culturale, non bisognerebbe essere musicisti (o fruitori) di nicchia, questo alla fine ci limita e non soltanto dal punto di vista musicale.

marcos-suzanoContinuando a riflettere sul ritmo e sul ruolo delle percussioni, che sono una componente fondamentale in un arrangiamento, possiamo dire senza ombra di dubbio che queste ultime danno verve, rafforzano il ritmo, quando non lo creano esclusivamente. Contribuiscono a quell’intreccio di anticipi e ritardi con gli altri elementi della sezione ritmica (principalmente batteria e basso) che rendono la musica piú interessante, e questo in senso generale, indipendentemente dal genere. Ma le percussioni possono rappresentare anche un arma a doppio taglio, nel senso che, se non ben bilanciate, possono facilmente rubare la scena, o peggio ancora, contribuire a far scadere tutto nel cliché, comunicando troppo l’idea di un genere, caratterizzandolo negativamente. Questa é una cosa che viene tenuta sempre a mente da chi si occupa di musica e sfruttata a volte anche in vaniera vantaggiosa, quando ad esempio bisogna fare un brano “parodia” o che sia molto riconoscibile; non c’é niente di meglio di un fischietto (apito), una cuica e un rullante (caixa)  per dare una atmosfera di samba. Quindi si potrebbe dire che le percussioni rappresentano una cartina al tornasole della qualità di un brano: ritmi molto squadrati, poca fantasia e rimando all'”effetto” possono subito dirci se quel guppo, quella cover o quell’arrangiamento è dozzinale o se al contrario è fatto molto bene.

Ho scritto questa breve riflessione andando un po’ a ruota libera, ma partendo come spunto dalla discussione di cui parlavo all’inizio. Spero che con tutta la sua incompletezza (se ne potrebbe parlare veramente molto) possa aiutare qualcuno a capire un po’ di più il mondo della musica popolare brasiliana (MPB) che è appena uno dei tanti, ma racchiude dentro di se molta complessità e ricchezza e non merita di essere, a mio avviso, approcciato in maniera superficiale.

10670140_1542957512586196_6749838424269639474_nVi lascio con una cosa simpatica che ho visto ieri su FB (a proposito di FB se volete iscrivervi al canale di Brasil Cotidiano questo è il link): questa foto di Jimi Hendrix con due LP sotto il braccio di João Gilberto. Si tratta di un fake, nell’originale erano due dischi di blues, ma mi consente di riaffermare una cosa a cui ho accennato prima: la musica è una sola, ha tante configurazioni,ogni genere è un rivolo che può essere ricondotto ad un torrente più grande per poi confluire in molti modi al mare che, continuando con questa metafora, è l’obiettivo finale: emozionare le persone e ottenere il loro consenso. Per cui fotomontaggi a parte ha senso mettere lado a lado sullo stesso scaffale Jimi e João.

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