Copa do mundo 1: una serie di disegni per raccontare il mondiale

La tanto attesa Coppa del mondo di calcio è ormai cominciata; stasera (anzi stanotte visto la differenza del fuso) l’Italia affronterà il suo primo step in questa competizione (speriamo di completare positivamente tutto il percorso 🙂 ), e io ho pensato di scrivere un post (anzi una serie di post) su questo argomento, snocciolandoli per tutta la durata della manifestazione. In questo spazio parlo da qualche anno di cose che riguardano Il Brasile e non posso esimermi dal farlo anche in questa occasione, nel momento in cui questo paese è sotto gli occhi del mondo (calcistico e non), per questo evento tanto importante.

Riguardo cosa dire ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Si potrebbe parlare ad esempio della famosa diatriba che ha tenuto banco in Brasile per molto tempo, sulla opportunità di impegnarsi in una impresa così grande, destinando tanti soldi a un evento calcistico e sottraendoli ai servizi di base (che non sono eccezionali in una nazione che nonostante gli enormi passi avanti ha ancora dei grossi problemi strutturali da risolvere). Tra l’altro questa polemica è in un certo senso un evergreen: sono poche le nazioni che possono permettersi il lusso di organizzare un grande evento senza che qualcuno tiri fuori questo fatto delle priorità, ma in questo caso questa resistenza è stata veramente feroce (e continua ad esserlo).

Si potrebbe parlare di come nel paese verde oro la Coppa si stia trasformando in un modo per scagliarsi contro il governo e la persona del presidente Dilma Roussef (pesantemente offesa nella partita inaugurale), ma questo atteggiamento va inquadrato nel discorso più generale delle elezioni per il rinnovo della presidenza che avverrà a breve, quindi assume un significato anche politico.

Si potrebbe parlare degli scontri, delle violenze, alle quali abbiamo assistito quasi in diretta nel giorno della partita inaugurale di due giorni fa svoltasi allo stadio Corinthians di São Paulo. Di come i black blocks (che ormai sono un fenomeno planetario) non abbiano perso tempo per sfruttare questa grande vetrina, cavalcando il malcontento, come al solito. E di converso potremmo parlare di come la polizia brasiliana (che non va tanto per il sottile perchè è abituata ad azioni quasi militari nelle favelas per controllare il narcotraffico) abbia reagito con fermezza, suscitando in questo modo critiche da ogni angolo del mondo.

Poi si potrebbe parlare anche della manifestazione inaugurale che sostanzialmente è riuscita perché “cablata” sull’osservatore straniero (e progettata tra l’altro da uno straniero), ma che, secondo me, non ha reso giustizia al patrimonio culturale e musicale del Brasile che è immenso. Non voglio parlare del “meraviglioso” pezzo della triade famosa Claudia Leitte, Jennifer Lopez e Pitbull che obbedisce alle leggi del marketing e agli interessi forti in gioco, ma mi chiedo se non si poteva rendere omaggio (magari nel resto della cerimonia di apertura) ad un compositore brasiliano o a un tema conosciuto della musica popolare di questo paese (uno qualunque c’era solo l’imbarazzo della scelta), tipo come é stato fatto in Inghilterra con il tributo al rock inglese nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Insomma il Brasile non è solo il paese del calcio è anche quello della musica che non solo non è stata valorizzata ma ne è uscita fuori pesantemente penalizzata.

E poi, il paraplegico aiutato nella deambulazione con un dispositivo robotizzato tutto made in Brasil, che avrebbe dovuto rappresentare il livello molto alto che questo paese raggiunge in alcuni settori, voi l’avete visto? Ha avuto un ruolo marginale, non è stata valorizzata questa cosa che aveva un elevato valore simbolico, io per esempio l’ho conosciuta solo leggendo alcune cose dal web.

Insomma si potrebbe parlare di molti argomenti, ma pur avendone tracciati alcuni non lo farò, un po’ perché non ho seguito tutto, un po’ perché sono convinto che alla fine un evento sportivo é un’altra cosa e andrebbe considerato come tale.  Per questo ho deciso che nei miei post sulla Coppa del mondo pubblicherò dei disegni fatti con l’iPad (per praticità ma con impegno), magari quando guardo le partite che non mi interessano tanto. Il primo é questo qui, è un mio modo di vedere questa manifestazione.. o país do futebol é anche il futebol de rua, della pelada (il calcio di strada senza regole, ne parleremo prossimamente), magari giocato con una favela come sfondo, come nel disegno seguente.

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