Manuel Bandeira, le lettere di amore del nonno e riflessioni sulla comunicazione odierna

lettere1Non ho mai fatto mistero di preferire i poeti che hanno uno stile semplice e vanno direttamente al sodo. Ci sono le poesie che esplorano i suoni prima della semantica; quelle che si snodano in centinaia di pagine; quelle che affrontano temi molto profondi; addirittura quelle che hanno bisogno di sconfinare in qualcos’altro (come la poesia concreta ad esempio, che si sofferma sulla disposizione delle parole sul foglio, perché “anche l’occhio vuole la sua parte“). Io, sarò banale, mi sono sempre “accontentato” delle poesie tradizionali, piccole, che trattano delle cose quotidiane che tutti conoscono, soprattutto di quelle che quando le leggi ti viene sempre in mente la stessa cosa: “questa poesia qui l’avrei potuta scrivere pure io!”. E’ chiaro che poi, ad una seconda lettura ci si rende conto che quella semplicità é una semplicità complicata, perchè dietro ogni parola che sembra buttata li per caso c’è un senso e un progetto definito, che scaturisce dall’esperienza e dal talento dell’autore.

Manuel-BandeiraE così, cercando di colmare le mie lacune sulla produzione dei poeti brasiliani mi sono imbattuto in Manuel Bandeira, un poeta molto importante (che sinceramente ignoravo), tanto importante da aver avuto una vaga, un posto, nella più prestigiosa istituzione culturale brasiliana che é l’Academia Brasileira de Letras. Questa poesia molto piccola si chiama Cartas de meu Avô (Lettere di mio nonno), e mi ha colpito per la sua delicatezza, perchè tratta di sentimenti di altri tempi, di quel periodo in cui scrivere una lettera, oltre ad essere la normalità della comunicazione tra le persone (e in questo caso tra gli innamorati), poteva anche essere pericoloso. Perché nel tentativo di condensare un sentimento così complesso come l’amore in una lettera, si poteva sbagliare una parola, offendere l’interlocutore con la propria sfacciataggine. C’erano molte cose importanti in gioco, forse una vita intera da passare a fianco di una persona,  per questo ogni parola era attentamente soppesata.

Questa piccola poesia mi ha portato ad una riflessione più generale su come si è evoluta la comunicazione: oggi noi facciamo un uso più spregiudicato delle parole, spesso scriviamo prima di pensare perchè la tecnologia ci porta a questo dinamismo che nella maggior parte dei casi non é per niente positivo. La possibilità di propagandare il nostro pensiero in qualunque angolo del mondo, passa quasi sempre per la necessità di farlo rapidamente, perché questa cosa é connaturata con i mezzi tecnologici che abbiamo. Questa rapidità è celebrata, enfatizzata… non sei un uomo dei tuoi tempi se non puoi comunicare con tutti e nel minor tempo possibile.  Non si ha più quel grande controllo che veniva dalla rilettura e dai tempi dilatati che erano propri delle lettere.

Messe da parte queste brevi riflessioni, su cui ci sarebbe da parlare a lungo, veniamo all’argomento del post che è appunto poesia di Bandeira che ho tradotto al mio meglio in italiano. E’ inevitabile perdere qualche rima che nel portoghese é presente e da ritmo a tutto.

Cartas do meu avô

A tarde cai, por demais
Erma, úmida e silente…
A chuva, em gotas glaciais,
Chora monotonamente.

E enquanto anoitece, vou
Lendo, sossegado e só,
As cartas que meu avô
Escrevia a minha avó.

Enternecido sorrio
Do fervor desses carinhos:
É que os conheci velhinhos,
Quando o fogo era já frio.

Cartas de antes do noivado…
Cartas de amor que começa,
Inquieto, maravilhado,
E sem saber o que peça.

Temendo a cada momento
Ofendê-la, desgostá-la,
Quer ler em seu pensamento
E balbucia, não fala…

A mão pálida tremia
Contando o seu grande bem.
Mas, como o dele, batia
Dela o coração também.

Lettere di mio nonno

La sera scende, prepotentemente
Solitaria, umida e silenziosa…
La pioggia, in gocce glaciali,
Piange monotonamente.

E nel frattempo che fa scuro
Sto leggendo, tranquillo e solo,
Le lettere che mio nonno
Scriveva a mia nonna.

Intenerito sorrido
Del fervore di queste attenzioni:
E’ che li ho conosciuti da vecchietti
Quando il fuoco si era già spento.

Lettere di prima del matrimonio…
Lettere dell’amore che comincia,
Inquieto, meravigliato,
E senza sapere quello che chiede.

Avendo paura ad ogni momento
di offenderla, di disgustarla
che vuole leggere nei suoi pensieri
e balbuzia, non parla

La mano pallida tremava
Raccontando la sua grande amata.
Ma come batteva il cuore di lui
Lo stesso batteva il cuore di lei.

                                    Manuel Bandeira

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