Chá de sucupira: quando la cura viene dalla natura

sucupiraMi é capitato recentemente di assistere ad una video-intervista a Juca de Oliveira nella quale questo famoso e amatissimo attore brasiliano parlava dei benefici che aveva ottenuto bevendo the di Sucupira (chá de sucupira) che sembra essere un rimedio naturale molto efficace nel curare determinate malattie come le infiammazioni articolari, il diabete e alcune forme tumorali. Questa notizia ha fatto scattare in me, come al solito, quella curiosità di fare qualche ricerca e di capire cosa ci potesse essere di vero (ed eventualmente di falso) in questo nuovo rimedio fitoterapico che sta diventando molto popolare in Brasile, proprio in seguito all’intervista di cui parlavo sopra che ha generato un certo interesse, portando all’attenzione del grande pubblico un rimedio naturale da sempre utilizzato a livello popolare. Sono guidato in questa curiosità da un interesse anche personale, perché ho dei piccoli problemi articolari che mi affliggono da tempo.

Prima di entrare un poco più nel merito della faccenda vorrei fare un disclaimer, come si dice in ambito informatico. Questo blog é seguito e visitato da molte persone e comunque é presente sul web, quindi non vorrei alimentare false speranze suggerendo terapie alternative alla medicina ufficiale che, almeno per la mia convinzione personale, rimane l’unica veramente accreditata.

unicampPerò questa sucupira sta interessando proprio la medicina ufficiale, che si sta organizzando per capirci qualcosa di più, visto la crescente necessità di trovare soluzioni terapeutiche alternative ai rimedi tradizionali che, per varie questioni, non sono sempre attuabili. In Brasile stanno sorgendo gruppi di studi, le università stanno investendo risorse per studiare questa pianta e i suoi usi,  come succede ad esempio nel CPQBA (Centro Pluridisciplinar de Pesquisas Químicas, Biológicas e Agrícolas) dell’università di Campinas che da anni studia gli effetti della sucupira cercando di dare una legittimazione scientifica all’ uso popolare che, come ho già detto, è molto diffuso e mostrando anche gli eventuali effetti collaterali. E opportuno ricordare, se ce ne fosse bisogno, che per via della sua vasta estensione il Brasile é una vera manna per la farmacopea mondiale, per la sua ricchezza in specie arboree, frutti strani, e fiori bellissimi che spesso contengono principi attivi molto impiegati nella medicina ufficiale (come ad esempio il fiore di pervinca che è originario dell’Amazzonia e da cui si ricava un alcaloide molto usato per la cura i determinati tumori).

Ma praticamente che cos’è questa sucupira e come si usa? Sostanzialmente si tratta di un albero di grandi dimensioni (può arrivare fino a 15 metri di altezza) che vive a ridosso del Cerrado una zona secca del Brasile centrale e si estende fino alla Mata Atlantica, e che ha un legno duro, non pregiato, utilizzato principalmente nella carpenteria. Ma sono i semi e le radici che vengono utilizzate da moltissimo tempo dalle popolazioni locali per gli scopi terapeutici di cui parlavo sopra; da essi si estrae un olio volatile o si realizza un infuso (il famoso chá de sucupira).

sucupira2Adesso, veniamo ai risultati scientifici della ricerca: è venuto fuori che i principi attivi di questa pianta hanno effetti importanti sulla riduzione dell’infiammazione e del dolore. Inoltre, cosa ancora più importante (e senza addentrarsi in aspetti tecnici che non mi competono), i ricercatori sono riusciti ad isolare nell’olio di sucupira una sostanza, non conosciuta, che è particolarmente adatta ad inibire lo sviluppo di cellule cancerogene (in particolare del cancro alla prostata). Siamo ancora allo studio “in vitro” e quindi c’è molto da fare ancora, ma le speranze sono molto buone. Bisogna anche dire, come converso, che in questo studio sono venute fuori anche gli effetti collaterali del consumo dei semi e dell’olio di sucupira, come la presenza di sostanze tossiche che molte volte non sono assimilabili o digeribili dall’organismo umano, ed è proprio su questo aspetto che gli studi stanno procedendo. L’obiettivo è quello di minimizzare al massimo i rischi per la salute e di sfruttare solo le proprietà curative di questa pianta che, come si può vedere nella foto di apertura,  è veramente bellissima quando è in fiore.

Per maggiori informazioni sui risultati della ricerca a cui sono pervenuti i ricercatori del CPQBA dell’Università di Campinas si può fari riferimento a questa pagina (in portoghese) del loro sito ufficiale.

Questa invece è l’intervista a Juca de Oliveira, tratta dal Programa do Jô da cui è partito l’interesse per questo rimedio (e lo spunto per questo articolo).

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