Il silenzio è musica in stato interessante

ENTREVISTA COM ESCRITOR MIA COUTO  TIAGO MELO 09.6.2008

Mi è capitato di assistere recentemente ad una intervista alla famosa cantante baiana Daniela Mercury, che ha annunciato, con un grande clamore pubblico tral’altro, di aver cominciato una relazione con una giornalista brasiliana (che poi ha sposato) e di aver cominciato a paquerar (cioè flirtare) con lei attraverso i messaggi sul cellulare, scambiando versi e frasi romantiche. E una di queste frasi “o silencio è musica em estado de gravidez” (il silenzio è musica in stato interessante) mi è piaciuta a tal punto da obbligarmi praticamente a cercare la fonte e ho scoperto che si tratta di una frase di un testo di Mia Couto che è molto bello trato da un libro che ho deciso di leggere.

Per questo, lasciando in sottofondo la storia di amore di Daniela Mercury, veniamo all’argomento del post che è appunto questo testo di Mia Couto che si chiama “Eu, Mwanito, o Afinador de Silêncios , che è tratto dal libro Antes do Nascer do Mundo che ho tradotto dal portoghese (usando come fonte questo testo trovato su questo blog) e che parla appunto del silenzio. Questa è la traduzione rapida e a senso.

La famiglia, la scuola, gli altri, tutte queste cose accendono in noi una scintilla promettente, un territorio nel quale potremo brillare. Alcuni sono nati per cantare, altri per ballare, altri sono nati semplicemente per essere altri. Io sono nato per stare zitto. La mia unica vocazione è il silenzio. E’ stato mio padre che mi ha spiegato: ho un inclinazione per non parlare, un talento per raffinare i silenzi. Scrivo bene, silenzi al plurale. Si, perché non c’è un unico silenzio. E tutto il silenzio è una musica in stato interessante.

Quando mi vedevano, fermo e schivo, nel mio angolo invisibile, non ero sorpreso. Ero rappresentato, con il corpo e l’anima occupati: tessevo i fili delicati con i quali si fabbrica la calma.  Ero un accordatore di silenzi.

– Vieni, figlio mio, vieni ad aiutarmi a rimanere muto.

Alla fine del giorno, il vecchio si accomodava nella sedia della veranda. Ed era così tutte le notti: mi sedevo ai suoi piedi, guardando le stelle nell’alto del buio. Mio padre chiudeva gli occhi, con la testa che mi muoveva da un lato all’altro, come se un compasso guidasse quel riposo. Dopo, inspirava a fondo e diceva:-

Questo è il silenzio più bello che ho ascoltato fino a questo momento. Grazie Mwanito.

Rimanere debitamente muto richiede anni di pratica. Per me era un dono naturale, eredità di alcuni antenati. Forse era un lascito di mia madre, la signora Dordalma, chi potrebbe essere sicuro di questo? Rimanendo così zitta ha smesso di esistere e non si era notato che non viveva tra di noi, i viventi in vigore.

– Sai figlio, esiste la calma dei cimiteri. Ma il riposo di questa veranda è diverso.

Padre mio. La sua voce era così discreta che sembrava soltanto un’altra varietà di silenzio. Tossiva e la sua tosse roca, questa, era un discorso nascosto, senza parole né grammatica.

Mia Couto 

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