Scalinata Selarón, la storia e due schizzi dal mio taccuino

Oggi vorrei parlare di una delle cose di Rio che mi ha sempre affascinato, e non si tratta delle “scontate” bellezze paesagistiche (o delle “icone” più o meno moderne che popolano la città e che tutti conoscono), ma di una opera architettonica veramente stranissima e molto originale (e se vogliamo, anche un po’ pacchiana, ma per non far inorridire i carioca diremo “popolare”) che è la famosa Escadaria Selarón, la scalinata piastrellata con mattonelle colorate, realizzata nel corso di moltissimi anni (potremmo dire che fu l’ossessione della sua vita) dall’artista cileno Jeorge Selarón che abitava nello stesso bairro dove sorge questa scalinata, tra i quartieri di Lapa e Santa Teresa, vicino al convento di Santa Teresa.

Perchè mi piace questa scalinata? A parte l’esplosione di colori che sempre mi affascina, sono due i motivi principali: intanto perchè è una delle poche cose “fatte dal basso” come si direbbe oggi, cioè pensate dalla gente comune che è diventata una opera d’arte e soprattutto un segno distintivo di una città. Non si tratta di una istallazione di arte contemporanea o di una statua commissionata ad un artista famoso, ma ne ha la stessa importanza e popolarità. A questa realizzazione ha partecipato Selarón ma hanno contribuito tutti, portando materiale (si dice che anche i turisti portassero mattonelle da ogni angolo del mondo sapendo di questa realizzazione) e molta manovalanza era spontanea e presa dagli abitanti del posto. E l’altro motivo è perchè questa opera incarna molto bene lo spirito carioca, la semplicità, il calore, la passione di un popolo che viene raccontato attraverso queste mattonelle dai colori assurdi, che nessuno avrebbe forse mai pensato di collocare in quel modo e in quel posto, ma che poi nessuno ha mai pensato di togliere perchè in quel posto ci stanno molto bene.

Per questo ho pensato di realizzare due schizzi sul mio famoso taccuino che sono più elaborati del solito perchè ho colorato il tratto a china con l’acquarello (altrimenti come si sarebbe potuta rappresentare tutta quella apoteosi di colore?). Così capisco le cose che mi piacciono o mi interessano da vicino, documentandomi, disegnandole e facendole mie, e così le fisso per sempre nella mia mente e nel mio cuore.

Ma prima di mostrare questi lavori volevo dire due cose sulla storie di questa scalinata, perchè è una storia che merita di essere raccontata, per la sua bellezza, per la sua passione che diventa ossessione, forse anche malattia. Ed è una storia che ruota evidentemente intorno all’artista che l’ha realizzata e l’ha manutenuta fino all’ultimo, fino alla sua fine assurda di cui parleremo dopo. La storia comincia quando Jorge Selarón, che è un pittore, decide di andare ad abitare a Rio, e volendo fare un omaggio alla città che ha scelto per la sua belletta ed ospitalità decide di occuparsi di questa scala che lui percorre tutti i giorni. La scalinata ha bisogno di manutenzione, è una di quelle strutture orribili di cemento che nessuno progetta più del dovuto perchè è solo “funzionale” (non si mettono le cose belle nei posti popolari e quella zona della città che ora è molto chic allora era molto popolare). Ma Selarón comincia a riparare il cemento e a ricoprirlo usando mattonelle di recupero, prese dai cantieri o regalate dalle persone, e le dispone con una logica che conosce solo lui e che è molto condizionata dal suo gusto, dalla sua passione per il colore. Così la scalinata diventa molto brasiliana, con i colori verde, oro, azzurro e bianco della bandiera (del resto era un omaggio al popolo brasiliano) e finisce con l’arricchirsi di quel contorno rosso acceso ai lati, che a mio modesto parere, è forse la cosa più affascinante di tutto il complesso. Per completare Selarón inserisce insieme alle piastrelle che trova o che gli portano anche delle sue opere d’arte, dipinte sempre su ceramica, un po’ ambigue perchè rappresentano donne gravide a volte anche con la sua faccia, cose su cui non ha voluto mai dare spiegazione. Il disegno seguente rappresenta proprio uno di questi punti con il rosso acceso di cui parlavo prima

escadaria1_wm

Poi il progetto finisce per diventare il suo scopo di vita, anche perchè una scalinata ricoperta con normali mattonelle, spesso non adatte all’uso che lui faceva, finisce per essere una opera in perenne manutenzione. E così tutte le sue attività diventano subordinate alla costruzione e poi manutenzione della escadaria che viene completata nel 2010 con la realizzazione della bandiera brasiliana in alto, all’inizio della scalinata che misura in totale 125 metri! Il 10 gennaio 2013 Jorge Selarón viene trovato morto proprio sulla sua scalinata con il corpo bruciato e una latta di solvente a fianco. E così questa opera si arricchisce di un giallo diverso 🙂 , perchè si dice che lo stesso Selarón avesse denunciato di essere stato minacciato da un suo ex collaboratore, e vivesse chiuso in casa negli ultimi tempi per paura di essere ucciso. E’ curioso notare come alla fine quello che lui aveva previsto, cioè che la scalinata sarebbe stata completata con la sua morte quando lui stesso si sarebbe trasformato in scalinata si è in un certo senso (e anche macabramente) avverato.

Questo è il secondo disegno che rappresenta la scalinata nel suo complesso.

escadaria2_wm

Per vedere gli altri quadri o lavori artistici del blog potete cliccare qui …o andare sul mio sito web cliccando qui.

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