Paulo Bellinati: Lira brasileira e altre delizie

paulo bellinati

In passato ho parlato alcune volte di violão erudito su questo blog, di chitarra classica come diciamo noi, ma sempre specificando che per la musica brasiliana é molto difficle tracciare un confine netto tra violão erudito e violão popular, cioé la chitarra utilizzata in contesti di MPB. Ne abbiamo parlato ad esempio a proposito di Marcus Tardelli o in questo post dedicato a Villa-Lobos che secondo me (e secondo altri più autorevoli) è la massima espressione di commistione tra questi due tipi di musica.

Oggi porto un altro esempio di chitarrista double-face, diciamo cosí, cioé di chitarrista di formazione classica che ha poi percorso diverse traiettorie nell’ambito della musica popolare, utilizzando il suo bagaglio tecnico in domini diversi, soprattutto come compositore (famosa è la sua composizione Jongo che è diventata ormai un classico della letteratura moderna per chitarra). Si tratta di Paulo Bellinati per il quale, lo confesso, nutro una vera e propria venerazione. Per me é un chitarrista perfetto, con una tecnica invidiabile che non é mai fine a se stante (se ne vedono tanti di chitarristi “sboroni senz’anima in giro), ma é sempre messa a servizio del brano. Un musicista capace di eccellere sia come solista sia in gruppo (é il chitarrista dei Pau Brasil di cui abbiamo parlato qui) e di eseguire un repertorio sia tradizionale sia moderno, spesso alimentato anche dalle sue composizioni che attingono, come é prevedibile, ai tanti generi della musica brasiliana (choro, maxixe, musica nordestina,ecc).
paulo bellinati lira brasileiraMa vi vorrei parlare oggi in particolare di un CD di Bellinati per me veramente meraviglioso che si chiama Lira Brasileira, che in questi giorni sto ascoltando a beça, cioè in continuazione, perché mi aiuta a concentrarmi, mi rilassa e mi da allo stesse tempo uno sprone mentre lavoro. Si tratta di un CD di chitarra solista (come altri che questo artista ha registrato negli anni) e che mostrano molto bene secondo me quella fusione di cui parlavo prima, perchè il chitarrista classico Bellinati (che si è diplomato a São Paulo e poi perfezionato in svizzera) incontra il compositore popolare, come capita nel primo video che ho preso dal web e si riferisce ad un pezzo che si chiama Seresteiro paulistano su cui vorrei dire due parole. E’ uno dei pezzi che preferisco di questo disco, per il sul clima sognante (è un seresteiro, una serenata, una composizione destinata ad essere eseguita da un gruppo un po’ come le serenate partenopee ad esempio). E in particolare questa composizione è stata dedicata al pianista Nelson Ayres che Bellinati conosce bene perchè suonano insieme nel gruppo Pau Brasil. Il video seguente è stato caricato su Youtube e si riferisce a tutto il disco, il brano di cui parlo io comincia a 13:34 (ma potete ascoltare anche tutto il resto, non fa male 🙂 )
Questo video non è tratto dal CD di cui sopra, ma l’ho scelto intanto perchè è bello anche vedere un musicista suonare (poi lui ha uno stile impeccabile molto pulito) e poi perchè Bellinati tra le altre cose è anche un arrangiatore molto ricercato, qui in un arrangiamento di un pezzo di Jobim che si chiama Estrada Branca.
Questo è il link al sito di Paulo Bellinati che è piano di informazioni, vi consiglio di dare una occhiata.
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