O que sera: continua il viaggio di Bollani nella MPB (con Hamilton de Hollanda)

capa bollani hamilton

Da qualche giorno sto ascoltando l’ultimo CD di Stefano Bollani che si chiama O que será, registrato dal vivo durante un concerto con il bandolinista carioca Hamilton de Hollanda. Il disco comprende una serie di brani di autori brasiliani (Jobim, Chico Buarque, Pixinguinha, Baden Powell, Ernesto Nazareth), di altri autori come Piazzolla e alcune composizioni originali come lo schiopppettante il barbone di Siviglia, dove i due musicisti si producono in virtuosismi a tutto spiano. In tutto sono dieci brani che toccano un pó tutti i generi della MPB e latino americana in senso lato e il CD è la condensazione di una esperienza di concerti che i due hanno tenuto e stanno tenendo un po’ in giro per il mondo.

Bollani non é nuovo a queste incursioni nella musica latina, avendo all’attivo altri dischi, come Carioca (di cui abbiamo parlato qui), dove ha affontato un repertorio tradizionale pre-bossa nova (principalmente choro) e un disco di piano solo che si chiama Falando de amor, come il titolo di uma famosa canzone di Jobim, visto che tutto il disco era dedicato al maestro soberano. Poi Bollani é stato anche parceiro, collaboratore, di Caetano Veloso, con cui ha fatto qualche anno fa alcuni concerti molto seguiti.

capa cdMa veniamo al CD. Stefano Bollani e Hamilton de Hollanda non hanno bisogno di presentazioni, sono entrambi grandi musicisti, con collaborazioni internazionali importanti all’attivo. Bollani magari é piú conosciuto al grande pubblico italiano, per via del fatto che non é solo un grande pianista (pianista tout court, jazz, classico, pop ecc.) ma anche un divulgatore con le sue trasmissioni radio televisive come Dottor djembé e Sostiene Bollani e con la sua ironia che contribuisce a renderlo sempre piú popolare. Per questo, prima di lasciare le mie impressioni su questo CD vorrei parlare un pó anche di Hamilton de Hollanda che é senza dubbio il bandolinista brasiliano piú famoso, un vero fenomeno della natura, un grande musicista, che é capace di passare dalla musica piú popolare, samba, pagode, baião alle collaborazioni piú sofisticate (mi ricordo un disco/tour di Roberta Sá dove Hamilton dava un grande contributo), al jazz appunto (ricordiamo tra i tanti nomi con cui ha suonato anche Richard Galliano ad esempio).

hamilton de hollandVisto che il blog pur essendo personale vuole anche diffondere informazioni, diciamo anche qualcosa sullo strumento che suona Hamilton de Hollanda, che è un bandolim a 10 corde; il bandolim è sostanzialmente il mandolino portoghese introdotto in Brasile nel periodo della colonizzazione, omologo del nostro mandolino partenopeo per intenderci, ma di forma differente perchè ha il fondo piatto e la forma di una castagna. Le corde sono doppie, e questo lo rende uno strumento piú adatto del cavaquinho sia per i soli, le melodie (avendo piú “corpo”), sia per l’accompagnamento (in quanto le corde doppie conferiscono piú sonoritá negli accordi). Inoltre nel caso dello strumento che suona Hamilton c’è una corda in piú in piu che rende il suo strumento piú completo, con una estensione piú ampia, adatta ad un repertorio più internazionale più vasto e capace di fondersi bene con i vari generi. Tra l’altro parlando di estensioni di strumenti, mi viene in mente una cosa curiosa sull’ultimo brano del CD,  Apanhei-te cavaquinho (ti ho beccato cavaquinho) scritto da Ernesto Nazareth proprio per prendere in giro i cavaquinisti, visto che l’autore aveva inserito una nota nella melodia fuori dall’estensione dello strumento, il brano è invece suonabile con il bandolim… cose di musicisti che si divertono 🙂

Veniamo alle mie impressioni su questo CD. Devo dire, apprezzando moltissimo Bollani e venendo a sapere di questo duetto così particolare (che prima del CD ha fatto dei concerti in giro), mi sono subito detto: vai ser um encontro de feras! sarà una collaborazione tra belve feroci, perchè si tratta di due virtuosi e su questo non ci piove (ne è un esempio la loro versione di Canto de Ossanha di Baden Powell che finisce come una batucada usando il piano e il bandolim come strumenti a percussione). Ma sapevo anche che Bollani è un romantico vestito da guerriero e che il bandolim è capace di note dolci, con quei cori (le corde doppie accordate all’ottava) che smussano l’asprezza dello strumento, e quindi mi aspettavo anche momenti molto rilassati, come è stato nel brano che metto adesso, preso da youtube che è Oblivion, una composizione di Piazzolla. Il video non è preso da CD ma da una registrazione live di uno show (da notare Bollani che accorda il piano, mentre questo problema di accordare lo strumento dovrebbe riguardare l’altro musicista 🙂 ).

E qui una versione di Canto de Ossanha di cui parlavo prima senza batuque finale (sempre in una versione live non presa dal disco ma dal canale ufficiale di Hamilton de Hollanda). Da notare a parte la maestria dei due, anche l’imitazione del berimbau fatta da Hamilton).

Avrei voluto mettere un video di Beatriz un pezzo di Edu Lobo con il testo di Chico Buarque, che apre il CD ma non l’ho trovato. Un buon motivo per comprare questo CD che non può mancare in una discoteca di appassionati di musica e di musica brasiliana in particolare.

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One thought on “O que sera: continua il viaggio di Bollani nella MPB (con Hamilton de Hollanda)

  1. Carissimo … Ho avuto modo l’anno scorso di gustare il concerto di questi due artisti. Il teatro a Verona era gremito e tutta, proprio tutta, la platea è rimandata senza fiato!!!

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