L’istituto Jobim e il suo archivio digitale.

Uno dei vantaggi di internet e delle reti sociali è il fatto che ti possono arrivare, in qualunque momento e da chiunque, informazioni riguardo cose che ti interessano ma che magari non conosci perché non le hai viste o non ti ci sei ancora imbattuto. Così grazie al mio amico Paulo, lettore del blog (che ringrazio), ho scoperto l’esistenza di una serie di “acervos digitais”, cioè di archivi digitalizzati di alcuni dei nomi più famosi della MPB.

archivioIl sito è realizzato dall’istituto Antonio Carlos Jobim che è stato fondato nel 2001 sia per preservare e rendere disponibile l’archivio di questo artista, sia per portare avanti una delle passioni di Tom, cioè la sua passione per la natura, per l’ecologia, che per l’artista si concretizzava nell’interesse per il Giardino Botanico di Rio de Janeiro, una struttura importante della sua città che lo ha sempre appassionato e nella quale si recava spesso per trarre ispirazione. Per questo quando si è deciso una sede per l’istituto è sembrato ideale poter scegliere proprio o Jardim Botânico di Rio.

Oltra all’opera di Tom Jobim l’istituto sta portando avanti la digitalizzazione dell’opera di altri artisti o personalità importanti del brasile: ad esempio sono già disponibili gli archivi completi di Dorival Caymmi, Chico Buarque, Gilberto Gil e quello dell’architetto Lucio Costa (l’urbanista che progettò Brasilia insieme al sul allievo Niemeyer). Sono in fase di completamento gli archivi di Milton Nascimento e del musicista Paulo Moura, e immagino (mi auguro) che ne seguiranno altri.

chicoIo, senza nulla togliere al Maestro Soberano, ho cominciato a sbirciare nell’archivio di Chico Buarque, perché sono un suo grande fan. Gli archivi sono divisi per sezioni (audio e video, iconografia, musica, testi) e si può effettuare una ricerca con diversi criteri (ad esempio per data, argomento, titolo, autore, ed è disponibile anche una funzione chiamata “linea temporale” che consente di catalogare tutti gli avvenimenti in orgine cronologico. La quantità di informazioni è veramente impressionante (quasi 5000 voci per Chico) e non ci sono le “solite” cose…cioè ci sono anche quelle i dischi (con tutte le canzoni ascoltabili una per una), i testi delle canzoni ecc. Ma ci sono anche le tesi che hanno come argomento Chico e la sua musica, ci sono le sue foto familiari private, gli autografi e le dediche, i suoi taccuini, gli abbozzi dei suoi romanzi (e nel caso di Budapest anche la prima versione con le correzioni dell’editore). Insomma un modo molto completo di capire di più di alcuni personaggi di cui si conosce già tutto, si conosce già la parte pubblica.

chico2

E’ una iniziativa molto interessante che volevo dividere con i lettori del blog e gli appassionati della MPB e cultura brasiliana, nella speranza che possa produrre negli altri lo stesso piacere che ho avuto io nel sapere di questa immensa risorsa.

L’archivio dell’ Instituto Antônio Carlos Jobim (da cui è possibile accedere anche agli “acervos digitais”) é questo qui. Buona navigazione!

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2 thoughts on “L’istituto Jobim e il suo archivio digitale.

  1. Sim, o Instituto é uma pérola mas poucos conhecem a sua existência. O Brasil está perdendo referências importantes ao divulgar quase exclusivamente a música da moda, a que dá rios de dinheiro. Já tivemos axé, “pagode baiano”, funk e agora é a vez do “sertanejo universitário” [que Apolo os perdoe, eles não sabem o que fazem].

    Não é exatamente o seu estilo, mas “A Cor do Som” fez muito sucesso nos anos 70. Incicalmente era uma banda instrumental, mas por exigência da gravadora passou a cantar e explodiu (no bom sentido). Contava com aquele que eu considero o mair guitarrista brasileiro, Armandinho (filho de Osmar Macêdo, o inventor do Trio Elétrico, símbolo do Carnaval de Salvador), também amante do Chorinho. Ouça e decida se gosta ou não.

    🙂

  2. oi Allan, obrigado pelo video, sinceramente não conhecia essa banda, nao è muito minha praia mas algumas coisas gostei sim.. è uma coisa um pouco diferente az vezes, muitos syntetizadores, me membra um pouco uma banda mais conhecida na italia que eram os azimuth 🙂
    as musicas mais devagas sao lindas
    abç
    V.

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