Autoajuda para jovens cantoras (Autoaiuto per le giovani cantanti)

adriana calcanhotto

Stamattina mi è capitato sotto gli occhi un bellissimo testo di Adriana Calcanhotto, che ha scritto per il giornale online Globo Cultura. La popolare cantautrice brasiliana per l’occasione si è rivelata consigliera e ha scritto questo articolo che si chiama Autoajuda para joves cantoras (Autoaiuto per le giovani cantanti). Ho pensato di tradurlo e renderlo disponibile non solo per le giovani cantanti; il testo si presta per essere una indicazione anche  per i giovani cantanti e in generale per tutti quelli che bazzicano i palchi o aspirano ad essere artisti in senso generale.

Il testo originale in portoghese si trova qui.

Autoaiuto per le giovani cantanti.

Impara a truccarti al buio. Nei primi anni della tua gloriosa carriera, difficilmente i camerini avranno una illuminazione adeguata, se ce l’avranno. Quando, finalmente, comincerai a frequentare camerini con sempre più lampadine e tappeti ogni volta più spessi e specchi smussati probabilmente non starai vedendo quasi più niente. Truccati al buio, con la macchina in corso, se non sei tu a guidare, ma allenati.

Fernanda Montenegro [una popolare attrice brasiliana NDT] risponde così a chi le chiede che cosa può consigliare ai giovani aspiranti alla vita di palco: – I primi dieci anni della carriera sono veramente molto difficili, molto duri. Dopo peggiora solo.

Moltiplica per cento questo consiglio. Spenderai due terzi della tua vita a rispondere alle stesse domande, invece di studiare o provare o creare qualunque cosa. Quando lancerai un nuovo lavoro ti chiederanno quando uscirà quello successivo e così via.

I critici musicali sono critici, non aspettarti elogi o aggettivi o soprattutto non aspettarti che essi si informino riguardo il tuo lavoro prima di dire che la cosa migliore per la musica popolare brasiliana sarebbe che tu tornassi nella tua terra natale e la smettessi di cantare. Se dovessi ricevere critiche buone, molto ben scritte, che dimostrano di capire quello che stai proponendo, non attribuire loro tanta importanza (le critiche negative faranno sempre di più per te).

Non uscire mai da un camerino o da una stanza di un albergo, senza lasciarlo meglio di come lo hai trovato. Se non c’è un cestino per la spazzatura improvvisane uno. Quando vai via, spegni la luce, il pianeta terra ti ringrazierà. Se i camerini del musicisti dovessero essere sul tuo cammino spegni anche lì la luce (se sono già andati via è chiaro, e non ci sono ancora mutande, calze e costumi buttati a terra, come se fosse un tappeto dei fratelli Campana [due artisti brasiliani che trasformano le cose comuni in opere d’arte NDT] ).

In albergo lascia una mancia con un biglietto per la cameriera quando vai via. Lei ha preso come minimo due autobus, ha lasciato i figli e, forse un marito ubriaco che sopporta, per pulire il tuo bagno.

Ricordati sempre che sei un pezzo dell’ingranaggio e non la macchina. Se i facchini non ritirano l’attrezzatura dal camion, per esempio, non potrei esprimere il tuo messaggio.

Vivi una vita. Solo così potrai emozionare le persone. Questo può significare cantare di notte, dopo essere stato ingiustamente licenziato nel pomeriggio, dopo aver perso tua nonna, con la febbre, con la gelosia, devastata per essere andata di mattina alla cremazione del tuo collaboratore e amico, per gente che parla al cellulare per tutto lo spettacolo, di spalle al palco, richiedendoti urlando canzoni che non sono del tuo repertorio e molto altro ancora.

Utilizzerai bagni chimici, impara ad usarli sempre prima di infilarti in un vestito di tafetá di seta pura con una coda lunga, non è molto pratico, per dire il minimo.

Nelle piccole città. di tutto il mondo, quando arriverai non potrai mangiare perché i ristoranti saranno chiusi a metà pomeriggio. Di notte, dopo lo spettacolo, sarà lo stesso perché i ristoranti saranno già chiusi un’altra volta.

Dopo lo spettacolo le persone verrano a farti i complimenti e a fare le foto con te, ma non dimenticare che esse staranno li solo per chiederti perché non hai cantato proprio le canzoni che non hai cantato. Non ti impressionare con i fan che dicono “ho tutti i tuoi dischi” quando stai appena lanciando il primo. Mantieni l’applombe quando ti confonderanno con Zélia Duncan, per quanto diversa da te dovesse essere. Sorridi, non costa niente. Quando ti diranno “ti voglio bene Zélia”, rispondi “grazie” e vai per la tua strada.

Non creare intorno a te un gruppo che é sempre d’accordo con tutto quello che fai e dici, cerca di trovare persone pazze ma dotate di senso etico. Sii amica dei tuoi musicisti, frequenta i loro camerini, loro imiteranno le tue abitudini quando non sarai vicina per qualche motivo. Ma, se un musicista, dovesse entrare nel tuo camerino, abbracciarti e cominciare a piangere senza controllo, inzuppando il vestito rosa sulla tua spalla destra, abbraccialo con forza e con molto orgoglio di dividere il palco con un uomo che piange.

Porta sempre un foulard, proteggi il tuo strumento. Le persone rideranno di te, vestita con un foulard in Teresina [una delle città del Nordeste più calde del Brasile], ma non troveranno nessuna bellezza in una cantante senza voce. Rideranno di te, in una maniera o nell’altra. La cosa più importante, nei momenti buoni e in quelli cattivi, e che tu sappia ridere di te stessa, e la metà del percorso sarà fatto. 

Adriana Calcanhotto

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