Vitor Ramil e la sua “estetica del freddo”

ramil2Oggi vorrei parlare di un artista che conoscevo da tempo per alcune sue canzoni (spesso incluse nel repertorio di molti cantanti della MPB) ma che ho imparato ad apprezzare meglio recentemente, ascoltando alcuni suoi lavori e scoprendo alcune cose del suo passato che mi hanno colpito in maniera particolare. Si tratta di Vitor Ramil, un cantautore e scrittore “gaúcho”, cioè del sud del Brasile (e questa provenienza geografica non è solo un dettaglio, perchè ha condizionato molto il suo percorso artistico, come vedremo) che, come dicevo, ho riscoperto recentemente attraverso un documentario che ho trovato per caso sul web e da cui sono partito per i miei approfondimenti.

kleiton e kledirE approfondendo approfondendo ho scoperto che Vitor a 52 anni ha già all’attivo una decina di album, avendo cominciato a fare musica sin da piccolo; la sua carriera è partita in quarta come si suol dire: ha pubblicato il suo primo disco agli inizi degli anni ’80, a soli 18 anni (prodotto e arrangiato da grandi nomi come Wagner Tiso direttore d’orchestra e pianista di Gal Costa solo per dirne una) e le sue canzoni hanno cominciato ad essere interpretate da due delle cantanti più popolari di quel periodo come Gal Costa e Zizi Possi. Pur essendo il fratello minore di Kleiton e Kledir (un duo che nonostante i nomi da medicinali 🙂 ha avuto grande successo negli ’80 e ’90, e che continua ancora adesso a portare in giro la musica del sud, piena di accenti e di espressioni strane) ha sviluppato uno stile proprio, molto eclettico, che mischia insieme anche teatro e letteratura.

Questo gusto per l’eccletismo si vede molto bene nel secondo disco di Vitor che è veramente una collezione di stili e generi musicali molto vari che toccano anche tradizioni completamente estranee alla musica e cultura brasiliana (come la musica medioevale ad esempio) e che hanno testi molto variegati che spaziano dal surrealismo alle barzellette. In questa fase Vitor è ancora legato al sud del Brasile, ma capisce che la vita musicale del suo paese si gioca a Rio de Janeiro e per questo si trasferisce presto nella capitale Carioca.

ramilongaQuesto cambiamento di città non è una cosa trascurabile, un dettaglio che deve passare inosservato. E non è una cosa certamente facile per lui. E’ negli anni ’90 che Vitor comincia a sviluppare quella che lui chiama “A estética do frio” (l’estetica del freddo), cioè la convinzione che il Rio Grande do Sul non è solo il sud del Brasile, un posto distaccato dal centro della sua nazione, ma è a sua volta il centro di un nuovo mondo che include anche i paesi a sud del Brasile, di lingua spagnola. Il primo disco che esprime completamente questa estetica del freddo è Ramilonga (chiaramente una contrazione tra “Ramil” e “milonga” che è un genere musicale tipico del sud dell’america latina e anche del Rio grande del Sul). A partire da questo disco Vitor comincia anche a interessarsi alla lingua spagnola e alle culture dei paesi del sudamerica di lingua spagnola, soprattutto l’Uruguai che lui aveva cominciato a frequentare fin da bambino con i suoi genitori, essendo il confine solo a un’ora e mezza di macchina dalla sua città, Pelotas. Questo interesse per lo spagnolo che lui associa al suo portoghese si consolida nei dischi successivi: Tambong esce in doppia edizione portoghese e spagnola; Vitor comincia a fare concerti nell’ america del sud; un altro disco Délibáb contiene 12 canzoni una metà con il testo in portoghese e l’altra metà in spagnolo.

L’ultimo disco di Vitor Ramil è Foi no mês que vem un nome che è anche quello di una delle sue canzoni più famose. Si tratta di un disco doppio + songbook che racchiude moltissime sue canzoni, ma la cosa più interessante è che questo disco è  stato realizzato con il meccanismo del crowdfounding, cioè come progetto dal basso basato su un finanziamento collettivo fatto tramite internet. Quasi 900 fan hanno donato in 3 mesi 85.000 reais (quasi 28.000 euro) 15.000 reais in più di quello che aveva chiesto Vitor. E questo è un indicatore diretto di quanto questo artista è ben voluto dai suoi fan. Questo disco vede la partecipazione di molti artisti che hanno prestato le loro voci (Ney Matogrosso e Milton Nascimento, lo spagnolo Jorge Drexler e Fito Páes… alcune registrazioni sono state fatte in stanze di albergo o al volo negli studi domestici dei vari artisti).

Ho scelto qualche video per portare il discorso sulla musica che è sempre la protagonista quando si parla di musica :). Questo video è tratto dal documentario di cui parlavo all’inizio ed è riferito ad una milonga che si chiama “Milonga de los morenos” tratta da un testo di Borges (spesso Vitor utilizza per le sue composizioni testi di autori della letteratura portoghese o spagnola). In questo video Vitor suona una chitarra acustica (la sua Martin 000-28) e il suo parceiro é il chitarrista argentino Carlos Moscardini , che con la sua chitarra classica bilancia bene il suono aspro dell’acustica creando un melange molto bello.

Per finire ho scelto una delle canzoni che mi piace di più di Vitor Ramil (Não é ceu), non è la versione dell’ultimo disco con la collaborazione di Milton Nascimento perchè non l’ho trovata su youtube.

Questo è il link al sito web di Vitor Ramil dove ci sono moltissimi scritti interessanti e anche un riferimento ai suoi libri.

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6 thoughts on “Vitor Ramil e la sua “estetica del freddo”

  1. Quando a dupla Kleiton e Kledir faziam um sucesso estrondoso no Brasil, me questionavo sobre quando o Vitor seria reconhecido pelas próprias qualidades. Vitor Ramil jamais chegou a fazer o mesmo sucesso dos irmãos, mas a sua qualidade é superior. Muito superior.

    🙂

  2. Eu acho que a música de Kleiton e Kledir marcou uma época, talvez por serem letras simples, canções que caíram nas graças do povo, também um tempo em que as bandas gaúchas começavam a despontar pro resto do país. O Vitor tem um talento diverso, eu diria, as letras são incríveis. Gosto do jeito até meio tímido com que ele mostra o talento também quando canta e os poemas musicados são uma coisa linda de se ouvir, emocionantes. Não gosto de julgar qualidades como melhores ou piores porque são propostas diferentes, mas pra mim também com certeza Vitor Ramil merecia um reconhecimento muito maior do que ele sempre teve, porque ele é grande!

    • concordo (é mais o meno o que tava escrevendo na reposta anterior) eu também acho as letras dele maravilhosas.. è claro que seu jeito de cantar é particular, mas apesar de não ser tão conhecido ele tem seus fãs … o crowdfounding é um bom exemplo disso 🙂

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