La chitarra-donna per Vinicius de Moraes

Senza titoloCasualmente, cercando informazioni su un forum di chitarra mi sono imbattuto in questo testo bellissimo di Vinicius de Moraes che non conoscevo e che racconta il rapporto tra un chitarrista e il suo strumento, o meglio la donna-chitarra come la chiama lui. E’ un piccolo racconto ma di una bellezza unica. La traduzione l’ho fatta io velocemente. Il testo originale in portoghese può essere letto dal sito ufficiale di Vinicius De Moraes, che ho spesso linkato perchè è molto completo e contiene tutta la sua opera letteraria.

UNA DONNA CHIAMATA CHITARRA
Un giorno, per puro caso, dissi ad un amico che la chitarra era “la musica in forma di donna”. La frase gli piacque e cominciò a diffonderla alla maniera di quello che i francesi chiamano un mot d’esprit. Mi rincresce precisare che non voleva essere niente di questo; è, per dire meglio, la pura verità delle cose.

La chitarra è non solo la musica (con tutte le sue possibilità orchestrali nascoste) in forma di donna, dal momento che, tra tutti gli strumenti musicali che si ispirano alla forma femminile – viola, violino, mandolino, violoncello, contrabbasso – è l’unico che rappresenta la donna ideale: nè grande, nè piccola; di collo allungato, spalle rotonde e dolci, vita fina e fianchi pieni; colta ma che non si vanta; riluttante ad esibirsi, se non attraverso la mano di chi la ama; attenta e obbediente al suo amato, ma senza caduta di carattere e dignità; e, nella intimità, affettuosa, saggia e innamorata.

Ci sono donne-violino, donne-violoncello e perfino donne-contrabasso. Ma dal momento che si rifiutano a stabilire quella intima relazione che la chitarra offre; dal momento che non vogliono lasciarsi cantare, preferendo trasformarsi in oggetto di soli o parti orchestrali; dal momento che reagiscono male al contatto delle dita per lasciarsi far vibrare, da agenti eccitanti come archetti e plettri, saranno sempre deprecate, alla fine, dalle donne-chitarra, che un uomo può, sempre che volesse, tenere affettuosamente tra le sue braccia passando con loro ore di meraviglioso isolamento, senza bisogno di tenerle in posizioni poco cristiane, come capita con i violoncelli, senza stare obbligatoriamente in piedi di fronte a loro, come succede con i contrabbassi.

Allo stesso modo una donna-mandolino (vale a dire: un mandolino) se non incontra un Jacob [Do Bandolim, un famoso mandolinista] per la propria strada, rimane delusa. La sua voce è estremamente stridula per chi la sopporta per più di mezz’ora. Ed è in questo che la chitarra (vale a dire: la donna-chitarra), porta tutti i vantaggi. Nelle mani di un Segovia, di un Barrios, di un Sanz de la Mazza, di un Bonfá, di un Baden Powell, può brillare così bene in società quanto un violino nelle mani di un Oistrakh o un violoncello nelle mani di un Casals. Mentre questi strumenti difficilmente potranno raggiungere la brillantezza o lo stile particolare che una chitarra può avere, sia suonata maldestramente da Jayme Ovalle o da un Manuel Bandeira, sia “strusciata sulla faccia” da João Gilberto o anche dal creolo Zè-con-Fome [Zè affamato], della favela do Esqueletro.

Divino, delizioso strumento che si sposa così bene con l’amore e tutto quello che, nei momenti più belli della natura, induce al meraviglioso abbandono! E non è a caso che uno dei suoi antichi ascendenti si chiama viola d’amore, come a profetizzare il dolce fenomeno di tanti cuori quotidianamente feriti per il melodioso accento delle sue corde… Fino alla maniera di essere suonata – spinta contro il petto – ricorda una donna che si annida nelle braccia del suo amato e, senza dirgli niente, sembra supplicarlo con baci e effusioni che lui la prenda tutta, la faccia vibrare fino alla parte più profonda de se stessa, e la ami sopra tutto, altrimenti non potrebbe essere totalmente sua.

Si immagini nell’alto del cielo una luna tranquilla. Potrebbe chiedere un contrabbasso? Mai! Un violoncello ? Forse, ma solo se dietro di lui ci fosse un Casals. Un mandolino? Nemmeno per scherzo! Un mandolino con i suoi tremoli, le rovinerebbe la luminosa estasi. E che cosa potrebbe chiedere (direste) una Luna tranquilla nell’alto del cielo? Io vi risponderei: una chitarra. Dal momento che tra tutti gli strumenti musicali creati dalla mano dell’uomo, solo la chitarra é capace di ascoltare e capire la Luna.

Vinicius de Moraes

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2 thoughts on “La chitarra-donna per Vinicius de Moraes

  1. Vincenzo,
    No Brasil violão* é, também, sinônimo de corpo de mulher. Corpo bem feito, diga-se de passagem. Mas discordar de Vinícius? Nem pensar!

    🙂

    * violão = chitarra

    PS – hoje tem um breve post no Carta da Itália sobre seu vídeo.

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