Cartola: semplicemente il samba (prima parte)

cartola_capa

Oggi parliamo di un personaggio della storia recente del Brasile che è stato veramente molto amato e rispettato in vita e continua ad essere omaggiato e ricordato con affetto anche da morto: il sambista e compositore Cartola. Parlare di Cartola non è affatto facile e ho pensato di dividere la sua vita in 2 punti: 1) il suo incontro con il samba, la popolarità; 2) l’anonimato e il suo ritorno alle scene (compreso il ruolo di Dona Zica, la sua seconda moglie, che ha contribuito molto alla sua rinascita anche come uomo). In questo post affronteremo la prima parte, la seconda sarà oggetto di un prossimo  post.

1. Perchè “Cartola”?

cartola_capeu-cocoPartiamo dall’apelido, dal nickname come diremo oggi: Perchè proprio “Cartola”? Cartola è il nome con cui in brasile si indica il cappello a cilindro, il classico cappello che indossavano gli uomini dell’800, e che il nostro personaggio (che al secolo si chiamava Angenor de Oliveira) aveva l’abitudine di portare mentre lavorava come muratore, un po’ per stravaganza, un po’ per proteggersi dalla polvere di cemento che cadeva dall’alto. Per essere pignoli il suo capello non era un “cilindro”, ma una “bombetta”, come quella che usava Chaplin, che in portoghese si chiama Chapéu-coco. In ogni caso se fate una ricerca per immagini della parola “cartola” non viene fuori il cappello, ma il nostro personaggio e… senza cappello! E quando compare una foto di Cartola con il cappello, quest’ultimo è un cilindro, e la foto è “di parata”, nel doppio significato di foto di circostanza e di foto fatta proprio in una parata di samba. Cartola infatti, è legato al samba in senso totale, perchè oltre ad aver composto centinaia di samba è stato anche uno dei fondatori della famosa Estação Primeira della favela Mangueira, una delle più antiche scuole di Samba, ma questo lo vedremo più avanti. Noi sappiamo per certo che Cartola usava un chapéu-coco, come è dimostrato da una intervista audio (tipo monologo-deposizione) nella quale lui racconta della sua vita.

Eu nasci no Rio de Janeiro, no bairro do Catete, na rua Ferreira Viana, em 1908, o dia 11 de outubro, e sempre fui Cartola porque usava um chapeuzinho-coco…, eu trabalhava em obras..”.

2. L’incontro con il Samba

sambaCartola è considerato un po’ da tutti il maggiore sambista brasiliano di tutti i tempi. Occorre chiarire che quando parliamo di samba non ci riferiamo a quello molto barulhento, rumoroso, di oggi: stiamo agli inizi del secolo passato, il samba aveva sempre quella sua batida tipica, sincopata ma aveva anche un carattere molto diverso, era conosciuto come samba de quadra (“quadra” era il terreno diviso che una volta cementificato sarebbe diventato la favela) e parlava di cose semplici della vita della della comunità.

amantes_carlosCartola aveva cominciato a conoscere il samba fin da piccolo quando per motivi di necessità la sua famiglia dovette trasferirsi in quella che oggi è la favela più importante di Rio de Janeiro, la Mangueira, che allora era in fase di costituzione. Fu qui che conobbe quello che sarebbe diventato il suo parceiro più importante, quel Carlos Cachaça di otto anni più grande che era anche il suo padrino di cresima. C’è una bella frase che cachaça dice nel film documentario “Cartola – Música para os olhos”, quando parla di come nascevano le loro canzoni. “Eu fazia un verso ele fazia outro” semplice ed efficace, come tutti i samba di quel periodo fatti in maniera semplice per gente semplice.

3. Estação Primeira da Mangueira

mangueiraIl nome di Cartola si associa sempre ad un altro avvenimento importante, sempre legato al samba: la fondazione della scuola di samba Estação Primeira de Mangueira. Fu lui infatti a dare il nome “estação primeira” (prima stazione, perchè la sede della scuola era vicino la prima stazione di treno a partire da Central do Brasil, la stazione centrale di treni di Rio de Janeiro). Cartola scelse anche i colori ufficiali della scuola, il verde e il rosa, che da allora diventarono un modo alternativo di chiamare la scuola. E anche il primo samba della “verde-rosa” fu composto da Cartola: Chega de demanda, che aveva un testo molto piccolo per la verità che dice grossomodo: finiscila di domandare / Con questa squadra dobbiamo vincere / Siamo della Estação Primeira / Salve alla collina di Mangueira “. Questo un video cantato dallo stesso cartola.

Con Cartola cominciò a delinearsi anche una figura nuova nell’insieme dei vari ruoli/personaggi che sono legati ad una scuola di samba: o diretor da harmonia, cioè il responsabile che insegna a tutti i musicisti e al coro come eseguire e cantare i nuovi samba che vengono composti. Nel documentario di cui parlavo sopra (Cartola – Música para os olhos) viene spiegato molto bene come funzionava questa cosa: quando si lanciava un samba nuovo l’autore distribuiva il testo e la musica per consentire ai musicisti (generalmente due chitarre, cavaquinho e pandeiro e la voce) di cantare e suonare il pezzo. A nessuno era consentito di cantare il nuovo samba fino a quando il direttore non dava un fischio lungo con un fischietto che portava al collo. Solo in questo momento tutti potevano unirsi al coro.

Questa cosa mi ha molto colpito perchè viene fuori una cosa che spesso si dimentica: il samba è esuberanza e vita ma precisa allo stesso tempo di metodo e di rigore.

4. Il periodo d’oro della produzione di Cartola

carmen-mirandaGli anni ’30 furono il periodo migliore della produzione di Cartola che realizzò molti samba ma soprattutto usci fuori dalla popolarità dell’ambito ristretto della sua scuola di samba. I motivi della sua popolarità furono molteplici: intanto la qualità dei suoi pezzi :), poi una politica molto furba di vendere composizioni agli altri musicisti ma conservando i diritti autorali (in questo modo cominciava a farsi conoscere fuori dal suo piccolo mondo). E infine ebbe alcuni “fan” inaspettati come Heitor Villa-Lobos (il famoso compositore classico, il maggiore che il Brasile abbia mai avuto) e la cantante Carmen Miranda (che in quel periodo era impegnata a esportare il brasile ad hollywood).

Chiudiamo qui questa prima parte del doppio post dedicato a Cartola, nel momento in cui l’artista era conosciuto e apprezzato. Nel prossimo e ultimo post parleremo della parte più nera della sua traiettoria di artista e di uomo e di Dona Zica, la donna che lo aiutò a recuperarsi da una situazione a dir poco drammatica.

Per finire una composizione di Cartola molto conosciuta, Peito Vazio che a me piace moltissimo, soprattutto in questa versione particolare di Roberta Sá, Ney Matogrosso (che ha realizzato un disco interamente dedicato alle composizioni di Cartola) e Trio Madeira Brasil.

Annunci

4 thoughts on “Cartola: semplicemente il samba (prima parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...