La fine del mondo dei Maya e il Mondo Grande di Drummond

drummondOggi è il 21/12/2012. Não precisa falar nada.. 🙂 non c’è bisogno di aggiungere niente: è il giorno della fine del mondo secondo i Maya. E qual modo migliore di commemorare la fine di questo mondo ormai esausto (nel doppio senso di sfruttato e di stanco) con dei versi? Magari pensando ad una rinascita migliore, ad un ciclo diverso, come sosteneva questo antico popolo Maya che, diciamoci la verità, fino all’anno scorso non avevamo mai considerato più di tanto. Per rimanere in tema ho scelto una poesia che si chiama Mundo Grande, che è stata scritta da Carlos Drummond De Andrade ed è contenuta in un bellissimo libricino con soli 28 poemi che si chiama O sentimento do mundo, scritto negli anni ’40, che mostrando il mondo flagellato dalle dittature di quel periodo (non solo quelle più famose europee ma anche quella che si stava delineando in Brasile) aiutano il lettore a ripensare la propria esistenza. Drummond, come viene chiamato comunemente, è famosissimo, è un personaggio fondamentale della cultura brasiliana, uno dei poeti più innovatori, che ha condizionato con il suo verso libero intere generazioni non solo di poeti (si dice che João Gilberto lo venerasse). Questa poesia è, a mio avviso, bellissima, anche qui não precisa falar nada… bastano le parole dell’autore che io indegnamente traduco dal portoghese, di getto.

Mundo Grande

Não, meu coração não é maior que o mundo.
É muito menor.
Nele não cabem nem as minhas dores.
Por isso gosto tanto de me contar.
Por isso me dispo,
por isso me grito,
por isso freqüento os jornais, me exponho cruamente nas livrarias:
preciso de todos.Sim, meu coração é muito pequeno.
Só agora vejo que nele não cabem os homens.
Os homens estão cá fora, estão na rua.
A rua é enorme. Maior, muito maior do que eu esperava.
Mas também a rua não cabe todos os homens.
A rua é menor que o mundo.
O mundo é grande.

Tu sabes como é grande o mundo.
Conheces os navios que levam petróleo e livros, carne e algodão.
Viste as diferentes cores dos homens,
as diferentes dores dos homens,
sabes como é difícil sofrer tudo isso, amontoar tudo isso
num só peito de homem… sem que ele estale.

Fecha os olhos e esquece.
Escuta a água nos vidros,
tão calma, não anuncia nada.
Entretanto escorre nas mãos,
tão calma! Vai inundando tudo…
Renascerão as cidades submersas?
Os homens submersos – voltarão?

Meu coração não sabe.
Estúpido, ridículo e frágil é meu coração.
Só agora descubro
como é triste ignorar certas coisas.
(Na solidão de indivíduo
desaprendi a linguagem
com que homens se comunicam.)

Outrora escutei os anjos,
as sonatas, os poemas, as confissões patéticas.
Nunca escutei voz de gente.
Em verdade sou muito pobre.

Outrora viajei
países imaginários, fáceis de habitar,
ilhas sem problemas, não obstante exaustivas e convocando ao suicídio.

Meus amigos foram às ilhas.
Ilhas perdem o homem.
Entretanto alguns se salvaram e
trouxeram a notícia
de que o mundo, o grande mundo está crescendo todos os dias,
entre o fogo e o amor.

Então, meu coração também pode crescer.
Entre o amor e o fogo,
entre a vida e o fogo,
meu coração cresce dez metros e explode.
– Ó vida futura! Nós te criaremos.

Mondo Grande

No, il mio cuore non è più grande del mondo.
É molto più piccolo.
Non contiene nemmeno i miei dolori.
Per questo mi piace tanto raccontarmi.
Per questo mi spoglio,
per questo mi urlo,
per questo frequento i giornali, mi espongo crudamente nelle librerie:
ho bisogno di tutti.

Si, il mio cuore è molto piccolo.
Solo adesso mi accorgo che non contiene gli uomini.
Gli uomini stanno qua fuori, stanno nella strada.
La strada è enorme. Più grande, molto più grande di quello che mi aspettavo.
Tuttavia la strada non contiene tutti gli uomini.
La strada è più piccola del mondo.
Il mondo è grande.

Tu sai come è grande il mondo.
Conosci le navi che trasportano petrolio e libri, carne e cotone.
Hai visto i colori diversi degli uomini,
i dolori diversi degli uomini,
sai come è difficile patire tutto questo, ammassare tutto questo
in un solo petto di uomo… senza che esploda.

Chiudi gli occhi e dimentica.
Ascolta l’acqua nei bicchieri,
Così calma, non annuncia niente.
Tuttavia scorre nelle mani,
così calma! Va inondando tutto…
Rinasceranno le città sommerse?
Gli uomini sommersi – torneranno?

Il mio cuore non lo sa.
Stupido, ridicolo e fragile è il mio cuore.
Solo adesso scopro
come è triste ignorare certe cose.
(Nella solitudine di individuo
ho dimenticato il linguaggio
con il quale gli uomini comunicano tra loro.)

Una volta ho ascoltato gli angeli,
le sonate, le poesie, le confessioni patetiche.
Non ho mai ascoltato la voce delle persone.
In verità sono molto povero.

Una volta ho viaggiato
attraverso paesi immaginari, facili da abitare,
isole senza problemi, nonostante tutto esaustive e che invitavano al suicidio.

I miei amici sono stati in queste isole.
Le isole hanno perso l’uomo.
Tuttavia qualuno si è salvato e
ha portato la notizia
che il mondo, il grande mondo sta crescendo tutti i giorni,
tra il fuoco e l’amore.

Quindi, anche il mio cuore può crescere.
Tra l’amore e il fuoco,
tra la vita  il fuoco,
il mio cuore cresce dieci metri e esplode.
– O vita futura! Noi ti creereremo.

                                    Carlos Drummond de Andrade

Ecco, adesso può pure finire il mondo, noi saremo qui a crearlo da capo. Qui c’è un video, preso da youtube, dove lo stesso autore declama il suo poema.

 

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