Quintana e le sue stradine silenziose

Mi è capitata sotto gli occhi questa poesia di Mario Quintana e mi è piaciuta non solo per tutto quello che rende le poesie di questo autore interessanti (principalmente il linguaggio molto semplice, la scelta dei temi della vita quotidiana, gli accostamenti a volte molto azzardati, come abbiamo già detto altre volte) ma anche perchè riflettevo, in una di queste notti senza sonno di afa estiva, sul fatto che la strada che passa sotto casa mia a volte (ma non sempre 🙂 ) è così tranquilla che è difficile credere che di giorno possa essere così caotica. Ma così come ci sono le strade che sono sempre rumorose, e non fanno sconti alla tranquillità nè di giorno nè di notte, ci sono anche quelle che, quando la gente è andata via, riposano. Si, anche le strade riposano, ma non tutti riescono a notarlo.. serve un animo sensibile di poeta che le considera come bambini, le rassicura, le coccola, e si preoccupa di non disturbarle.

Questa poesia, che fa parte di una serie di poemi che si chiamano “A rua dos cataventos” (la strada dele girandole), è una delle composizioni iniziali di Mario Quintana, se non ricordo male proprio del libro di esordio. E’ un sonetto con i versi che sono legati tra di loro dalla rima, come tutti i sonetti; magari qualcuno può apprezzare di più di questo autore quelle poesie che non sono imbrigliate in schemi, che hanno versi sciolti, dove le metafore possono scorrere più liberamente, ma anche qui c’è tutta la fantasia e la leggerezza di questo poeta che io adoro, al punto che ne ho parlato già altre volte, traducendo altre poesie (come ad esempio qui o qui). Il quadro si apertura si chiama “Drug store” ed è del pittore americano Edward Hopper

A rua dos cataventos – II

Dorme, ruazinha… É tudo escuro…
E os meus passos, quem é que pode ouvi-los?
Dorme o teu sono sossegado e puro,
Com teus lampiões, com teus jardins tranqüilos…

Dorme… Não há ladrões, eu te asseguro…
Nem guardas para acaso persegui-los…
Na noite alta, como sobre um muro,
As estrelinhas cantam como grilos…

O vento está dormindo na calçada,
O vento enovelou-se como um cão…
Dorme, ruazinha… Não há nada…

Só os meus passos… Mas tão leves são
Que até parecem, pela madrugada,
Os da minha futura assombração…

La strada delle girandole – II

Dormi, stradina… E’ tutto scuro…
E i miei passi, chi è che può sentirli?
Dormi il tuo sonno rilassato e puro,
con i tuoi lampioni, con i tuoi giardini tranquilli

Dormi, non ci sono ladri, te lo assicuro
Ne poliziotti per perseguirli se serve
Nella notte alta, come sopra un muro
Le stelline cantano come grilli

Il vento sta dormendo sul marciapiede
Il vento si è raggomitolato come un cane
Dormi, stradina, non c’è niente

Solo i miei passi… Ma sono così leggeri
Que a volte sembrano, nell’alba
Quelli del mio futuro spettro

Mario Quintana

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