Lupicínio Rodrigues: il banale senza banalità.

Lupicínio Rodrigues è uno dei personaggi poco conosciuti della musica popolare brasiliana che però, ogni tanto, torna in auge come “homenageado” speciale in qualche disco o in qualche programma televisivo. Il motivo è semplice: Lupicínio pur non essendo conosciuto come i grandi protagonisti della musica brasiliana è un personaggio che ha un suo stile particolare, un suo modo di raccontare un mondo (quello della sofferenza amorosa e dell’abbandono) che era tipico delle canzoni di un po’ di tempo fa, ancora prima di quella specie di “strumentalizzazione” di questo tema (lo dico con tutto l’affetto possibile) che ne ha fatto la bossanova cantando del quotidiano. Si dice che lui avesse proprio coniato un termine per definire questo genere di canzoni sentimentali basate sull’abbandono: le chiamava dor-de-cotovelo (dolore di gomito) in conseguenza del fatto che chi era abbandonato passava tanto tempo a bere al banco del bar, nel tentativo di affogare nell’alcool il dispiacere, tanto da farsi venire un dolore di gomito appunto :).

Io ho conosciuto questo artista perchè in buona sostanza me lo trovavo sempre davanti. Ad esempio tempo fa mi imbattei in un disco di Thedy Corrêa, il leader cantante dei Nenhum de Nós che è del sud del Brasile (come Lupicinio) il quale aveva appena registrato un disco dedicato a questo artista dal nome Loopcinio, perchè molto moderno, molto pieno di loops, di suoni di synth, di campionamenti di effetti e cose del genere nel tentativo di avvicinare questo autore ai giovani (in questo CD un aiuto fondamentale era venuto da Sasha Amback che aveva confezionato tutto nel suo modo normale di arrangiare che lo fa uno dei musicisti più richiesti come collaboratore).

Ma anche altri artisti importanti (e non) hanno inserito le canzoni di Lupicinio nei loro repertori perchè, come ho già detto, nel genere romantico strappalacrime dei primi samba canção questo autore era inbattibile, e forse unico, per qualità e profondità dei suoi pezzi. Zizi Possi, Maria Bethania, Adriana Calcanhotto e anche la meno conosciuta al grande pubblico Eduarda Fadini, solo per citare qualche nome, hanno realizzato CD con pezzi di Lupi (come è stato sempre chiamato) e in certi casi completamente dedicati alla sua produzione.

Ma perchè ho scelto “O banal sem banalidade” come titolo al post di oggi? Perchè mi ha colpito come era stato definito Lupi dal poeta Augusto de Campos che aveva scritto di lui che “i suoi pezzi possono trattare cose banali ma non sono banali” e io, nel mio piccolo, concordo con questa definizione, perchè ad esempio si può affrontare un tema scontato come l’abbandono (e ci sono migliaia di canzoni scritte su questo argomento che lo fanno), ma non tutti sanno utilizzare tutta la palette delle sfumature possibili, delle analogie e degli esempi per descrivere questa situazione come sapeva fare Lupicinio.

Lui in un certo senso scriveva di cose personali, perchè da persona che aveva cambiato mille mestieri e che aveva sempre cercato di collegare questi mestieri con le sue passioni che erano l’amicizia e ma musica, era passato spesso per le sofferenze amorose, tanto da farci il callo. Diceva lui stesso “Eu tenho sofrido muito nas mãos das mulheres, porque sou muito sentimental, mas também tenho ganhado fortunas com o que elas me fazem..” (Io ho sofferto molto per causa delle donne, perchè sono molto sentimentale, ma ho comunque ricavato vantaggi con quello che mi fanno).

Ora qualche esempio audio preso da youtube, nella speranza di far conoscere questo personaggio a chi, pur essendo appassionato di musica brasiliana, non lo ha ancora incontrato lungo la sua strada

Intanto un video molto divertente dove Caetano Veloso prima canta un pezzo famoso di Lupicínio (Castigo) e poi parla di un suo incontro in un bar tra lui, Lupi e la moglie di quest’ultimo che commentava ogni esibizione delle canzoni d’amore del marito con la frase “E’ tudo mentira” (è tutto falso).  Lupicinio la sapeva lunga evidentemente :).

Poi un pezzo che a me piace moltissimo Ela disse-me assim, credo di averlo già postato in passato, ma lo ripropongo sia perchè ho citato Thedy Corrêa e il suo disco su Lupi, sia perchè mi piace la storia di questa canzone che parla di un uomo che vive del rimorso di non essere andato via al momento giusto da un incontro con una donna (sposata) e alla fine … “ele nos encontrou” (lui – il marito – ci ha trovato). Anche qui Lupicinio la sapeva lunga evidentemente :).

Questo ultimo video mostra proprio Lupi che canta una delle sue canzoni di “dolore al gomito” più famose che si chiama Nervos de aço (nervi di acciaio), dove si può vedere il suo originalissimo modo di cantare, molto garbato, molto in sintonia con l’argomento della canzone. Questo video va visto pensando a quello che dice Caetano nel finale della prima clip (il commento della moglie di Lupicinio di cui abbiamo già parlato).

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