Giornata mondiale del Jazz: tre pianisti a confonto

Ieri (30 Aprile) si è festeggiata nel mondo la giornata mondiale del Jazz voluta dall’UNESCO che, come è risaputo, è una organizzazione delle Nazioni Unite che cerca di promuovere e preservare tra i paesi ONU la cultura, le scienze, i siti di interesse storico e tante altre belle cose. Anche questa volta faccio un post celebrativo (per fortuna che ci sono queste iniziative) e anche questa volta arrivo in ritardo di poco, ma sapevo da tempo di questo evento che mi ha reso strafelice, intanto perchè sarà a cadenza annuale (il 30 Aprile di ogni anno sarà dedicato a questo tema) e poi perchè il Jazz è un’altra grande passione che mi accompagna da sempre.

Oggi ho pensato di scegliere tre pianisti jazz (uno italiano, uno americano, uno brasiliano) e di mettere tre video di loro performances commentandole un po’. Sembra facile, sbrigativo, una cosa da dieci minuti e poi si può uscire per godersi la bella giornata di sole. Ma non è così 🙂 Per chi non mi conoscesse bene devo spiegare una cosa importante: io sono eternamente indeciso sulle cose che mi piacciono. Per questo motivo, ad esempio, non posso entrare in un negozio che ha una esposizione di cose senza una persona vicina che mi assista, perchè mi perderei tranquillamente tra tutte le alternative. Un grosso negozio di scarpe con tutti i modelli ordinati per tipologie può produrre in me una reazione simile alla sindrome di Stendal (lo smarrimento e il senso di malessere di fronte alla bellezza delle opere d’arte) ma non per le scarpe in se, quanto per la scelta, per la mia mentalità analitica, per il fatto che io devo scegliere il modello più bello, più funzionale, più adatto a quell’abbigliamento ecc. Ci vuole qualcuno che ad un certo momento dica al commesso per conto mio: “ha scelto quel modello grazie lo può impacchettare che adiamo alla cassa!“. 😀

Quindi dopo una lunga e attenta riflessione ho scelto Antonio Faraò, Bill Evans, Cesar Camargo Mariano. Dico i motivi personali di questa scelta dopo ogni video.

Antonio Faraò quartet “I’m Waiting”

Intanto perchè Antonio Faraò e non Bollani, Pierannunzi, Rea ecc? La scelta è stata difficile ma secondo me questo pianista è eccezionale, forse non conosciuto come gli altri ma in Francia è una istituzione,  scrive dei temi bellissimi e ha una tecnica e un lirismo eccezionali (diciamocelo gli appassionati jazz voglio pure vedere un po’ le mani muoversi sui tasti). Poi questo pezzo fa parte di un CD che ho comprato tempo fa e al quale sono legati bei ricordi. E poi Antonio Faraò è l’unico pianista jazz di un certo livello con cui ho parlato a telefono, ed è una persona semplice e disponibilissima.

Bill Evans Trio “Waltz for Debby”

Pure qui la scelta sarebbe stata difficile se non avessi avuto una vera e propria venerazione per Bill Evans che non mi ha fatto esitare un momento nella scelta (ma al secondo posto c’erano ex-aequo Herbie Hancock, Chick Corea..), un pianista da cui è partito un modo diverso di concepire il piano (e non esagero, gli appassionati pianisti sanno che significa accompagnamento con la mano sinistra di Bill Evans e come si è trasformato questo strumento da Bill Evans in poi). Poi questo pezzo è bellissimo, io lo suono sempre… vabbè alla mia maniera, evitate i commenti per favore.

Cesar Camargo Mariano e Romero Lubambo duo “April Child”

Qui c’è un motivo legato al fatto che il pianista è un grande personaggio della musica brasiliana che unisce molte generazioni e molti artisti (è stato sposato con Elis Regina, padre di tre figli musicisti – tra cui la più conosciuta forse è la cantante Maria Rita) il chitarrista è un altro personaggio trasversale, cioè che ha suonato con tutti ,sia in brasile sia all’estero e che ha toccato vari generi dalla classica al jazz appunto. Anche la scelta di questo pezzo ha un senso perchè mi piace tanto questo ormai “standard”.

E ora… “the winner is…”

Nessuno. Perchè non ha senso fare una scelta e perchè la bellezza di questa musica, come gli appassionati sanno, è che su 10 esecuzioni dello stesso pezzo possono venire fuori 10 versioni diverse :). Lunga vita al jazz e a chi diffonde nel mondo questo genere straordinario che è come un terreno di coltura dove attecchiscono tanti altri sottogeneri diversi, creando alla fine un melange unico.

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