La seconda pelle di Roberta Sá

Due giorni fa (24 gennaio) è “uscito dal forno” come dicono i Brasiliani l’ultimo CD di Roberta Sá, una artista di cui ho parlato altre volte su questo blog perchè, non so se si è capito bene, mi piace tantissimo :). Al di là delle doti canore pur avendo modificato un po’ comportamento in seguito alla popolarità (questo è il quarto CD) Roberta è rimasta tutto sommato una ragazza solare, simpatica, con una grande energia, che dispensa tanti sorrisi e che è anche molto disponibile ad interagire con i fans, almeno da quello che si intuisce guardando i numerosissimi video su Youtube. Ma, doti umane a parte, rimane una grande cantante, con una voce particolare, sottile ma potente allo stesso tempo e con un repertorio molto vasto, che spazia dai classici della MPB a pezzi completamente suoi, molto originali.

Ma veniamo al disco, perchè noi fan di Roberta Sá l’abbiamo aspettato da tempo ed ora è bene parlarne. Intanto il titolo: si chiama “Segunda pele” (seconda pelle) e secondo me questo titolo è proprio azzeccatissimo, perchè effettivamente viene fuori da questo lavoro un altro lato di questa cantante che è un po’ più complesso. Sarà che gli arrangiamenti sono molto succosi (brass a più non posso), sarà che dietro c’è la solita creatività di un team di produzione che a me piace tanto (Rodrigo Campello, Jr. Tostoi, Mario Adnet – cognato di Rodrigo e padre di Antonia Adnet) ma alla fine è venuto fuori un bel disco che ha 12 tracce molto varie tra di loro e che contengono più di una seconda pelle. Pure Roberta è trasformata a partire dalla foto di copertina che la vede più vamp, più star, ma sempre non prendendosi troppo sul serio.

Magari il ragionamento che faccio (assolutamente non da critico) ma da appassionato è proprio su questo che ho appena detto: vengono fuori molte sfaccettature che si fa fatica a tenere insieme: c’è l’influenza del marito e del suo gruppo (Pedro Luis e A Parede ), c’è la roberta sambista e che non rinuncia alla parte più popolare, c’è la canzone per il mercato straniero (immancabile, ma ormai i dischi si fanno anche calcolando queste cose). Insomma è un disco pieno, da capire piano piano, c’è molta roba …magari nei prossimi giorni lo capisco meglio e riesco a trovare una linea che unisca tutte le canzoni. Questo non significa che non me lo sto godendo, anzi. E’ gostoso, e quando leggete questa parola immaginate tutta il suono che riempie la bocca e tutta la corposità del significato che questa parola ha nella lingua portoghese dove viene usata per indicare una cosa che piace tanto.

Metto un po’ di tracce trovate su youtube perchè come dico sempre i CD non si raccontano (o perlomeno tutti hanno la capacità di capire da soli senza qualcuno che spiega 🙂 ).

Intanto il pezzo di apertura del disco che si chiama Lua secondo me è bellissimo, molto originale, con arangiamenti di fiati eccezionali fatti da Mario Adnet e la collaborazione di A Parede, il gruppo del marito di Roberta, Pedro Luis. E’ un pezzo che apre bene il disco con questo arrangiamento in crescendo che poi diventa ossessivo nel refrain… insomma fa capire che sarà un CD dove si alternano molte cose contrastanti.


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Questa è una versione di Deixa Sangrar di Caetano Veloso (cantata da Gal Costa) che porta con se tutta l’allegria del carnevale (siamo quasi nel periodo).


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Credo che sia sufficiente per farvi venire la voglia di approfondire la conoscenza di questa ragazza molto talentuosa. E proprio per approfondire meglio questo è il suo sito web ufficiale

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