Ancora una pagina dello splendido libro di Maria Gadú

Da un mesetto è uscito Mais uma página l’ultimo CD di Maria Gadú, che in effetti è solo il secondo di questa brava cantante che ha dimostrato già dal primo lavoro di avere personalità e uno stile molto originale. In Italia il primo CD (di cui abbiamo parlato qui) è arrivato molto tardi, e molti ricorderanno questa cantante principalmente per il singolo Shimbalaie, che è stato il classico tormentone estivo di quest’anno, per alcune ospitate televisive (come quella da Fazio a Che tempo che fa dove lei ha parlato di aneddoti molto divertenti di quando viveva in Italia e sbarcava il lunario cantando e suonando) e per una serie di concerti che hanno avuto molto successo di pubblico.

Ma Maria Gadú è di più (lo so, è scema, ma non ho resistito alla rima, e dirlo in portoghese “Maria Gadù é demais” non era così divertente 🙂 ). Intanto in brasile negli ultimi tempi è una delle cantautrici più invitate nei vari eventi musicali, e gli artisti famosi fanno a gara per dividere il palco con lei (o sarebbe meglio dire che i manager dei vari artisti fanno a pugni per cercare di accaparrarsela per questioni di pubblicità). Solo per ricordare qualche cosa possiamo dire che recentemente Maria ha partecipato al Rock in Rio cantando nel concerto di apertura con i Titãs e i Paralamas do sucesso (come dire, buona parte della storia del Rock brasiliano) e si è esibita anche in concerto con Caetano Veloso una specie di protettore musicale (e di questo multishow ao vivo è uscito un disco doppio che sta vendendo moltissimo). Ma a proposito di questo mi viene tanto voglia di aprire una parentesi per dire una cattiveria: forse è Caetano che ha cavalcato il successo di questa giovane cantante paulistana, magari per desiderio di rimanere sulla cresta dell’onda ( mi riferisco anche all’ultimo disco dei cantautore bahiano con Gal Costa che è un po’ alternativo, un po’ spiazzante e di cui parlerò prima o poi). Vabbè, non sono riuscito a contenermi e l’ho detta, non me ne vogliano i fans di Caetano che è sempre una pietra miliare della MPB e che è un artista che io rispetto molto, pur non condividendo molto certe sue stramberie e polemiche, ma io credo che un artista può pure evitare di esporsi a tutti i costi, soprattutto in Brasile dove il pubblico sa apprezzare la produzione passata e non dimentica facilmente i grandi nomi.

Tornando all’ultimo CD di Maria Gadu possiamo dire che ha uno stile riconoscibile, è più raffinato rispetto a quello precedente che era più  poppeggiante, e parafrasando il titolo si potrebbe dire che c’è appunto ancora una pagina da aggiungere alla poliedricità di questa ragazza, che ha molto da esprimere e lo farà sicuramente in futuro. Gli arrangiamenti sono curati e poi il timbro di voce di Maria è molto particolare, a me piace tanto perchè si presta sia per le cose più intime sia per i pezzi più spensierati. Io non mi considero un critico, pur ascoltando e suonando per passione musica brasiliana da parecchio tempo (magari sono un ipercritico su certe cose ma questo è un problema mio 🙂 ) e mi lascio guidare da quello che mi piace, variando molto gli ascolti, e cercando di non fermarmi solo alla prima impressione. Infatti parlo qui dei dischi solo dopo un po’ che sono usciti sul mercato, perchè non mi piace arrivare per primo a scrivere “è uscito l’ultimo CD di tizio e caio”, come se fosse un primato farlo prima degli altri.  Vorrei anche dire che cosa quel disco mi ha comunicato e quanto mi è piaciuto e io sono un tipo che le cose se le ascolta con calma, quando il clamore è passato. E la full immersion in Mais uma pagina di questi giorni di mezza festa mi lascia con il sorriso sulla faccia.

Saltano subito alle orecchie alcune cose come i pezzi in varie lingue, le collaborazioni con vari artisti, come  Lenine, che è secondo me una delle anime più innovative della musica brasiliana (un paio di post fa ne ho parlato a proposito del nuovo CD); con il cantante di fado portoghese Marco Rodrigues, che canta un pezzo che si chiama A valsa, il valzer, e che farà piacere sicuramente ai fan portoghesi. Poi c’è un pezzo cantato in inglese Like a rose tratto dalla colonna sonora del film Teus olhos meus, un altro pezzo cantato in spagnolo (Estranjero). Poi ci sono alcune canzoni del cantautore Dani Black, più la partecipazione di Esperanza Spalding bassista americana che viene dal mondo jazz e che è ormai sempre più popolare in brasile per aver partecipato anche all’ultimo disco di Ana Carolina di ormai qualche anno fa che si chiamava N9ve (è scritto proprio così…nove come le nove canzoni che comprendeva). Insomma tante collaborazioni importanti e canzoni per mercati internazionali che sanno molto di “strategia”, diciamo così. Ma se io fossi il produttore di questa moça cercherei di “piazzarla” anche io sulla scena internazionale e di farla conoscere a quanta più gente possibile, facendola cantare in molte lingue (pure se però canta uno spagnolo non perfettissimo).

Una curiosità su A valsa che è una canzone che mi è piaciuta parecchio perchè è un fado “edulcorato” 🙂 , cioè ci sono tutti gli elementi di questo genere molto Poroghese senza le cose che possono essere troppo “particolari” e non piacere a chi non è abituato a queste sonorità (come me): non ci sono cavaquinhos che suonano in rasgueado, o che fanno arpeggi tanto “alla fado”, non ci sono cose molto lamentose, e poi anche la voce del cantante (che chiaramente canta in portoghese lusitano, quello del Portogallo, che è più duro e ricorda tanto il dialetto delle mie parti) è ammorbidita e piacevole. E tutto è cullato dal tempo ternario del valzer che fa sognare tutti, pure quelli che fanno i duri.

Ora due link per chi non ha ancora sentito niente di questo disco: intanto il link del sito web da cui è possibile scaricare una traccia gratis, come ormai fanno tutti gli artisti. Poi due video presi da youtube come al solito giusto per lasciare com agua na boca chi non ha ancora preso il CD .

Questo è A valsa, il fado “edulcorado” di cui sopra 🙂


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E questa è una bellissima versione di Oraçao ao tempo di Caetano Veloso, giusto per farmi perdonare dai fan quando sopra ho “aperto quella parentesi” (mentre forse dovevo chiudere la bocca 🙂 ).


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