Chão, l’ultimo “strano” disco di Lenine

Una delle cose che più apprezzo di alcuni artisti è la loro capacità di sperimentare nuovi percorsi creativi e di rimettersi spesso in discussione. L’ho scritto tante volte perchè è una cosa che mi affascina davvero tanto. Per me la morte dell’arte è ripetere all’infinito le stesse cose e trovo che sia la cosa più brutta dopo quella di confezionare un prodotto “a tavolino” per incontrare un certo pubblico, o peggio ancora, la fetta più trasversale di pubblico possibile. Per come la vedo io, forse in maniera un po’ romantica, l’arte parte da se stessi e non si sa dove può arrivare: quando si vuole già determinare un “target” stiamo parlando di qualcos’altro.

In un certo senso fare i falsari di se stessi, cioè clonarsi all’infinito, è anche innaturale oltre che noioso, perchè nessuno, compreso gli artisti, vive sempre nella stessa situazione, è ispirato sempre dalle stesse cose e si rivolge sempre allo stesso interlocutore tipo e con lo stesso linguaggio. Per dirla semplice si può decidere di scendere giù al bar sotto casa e sapere che si incontreranno sempre le stesse persone che conosciamo bene o di partire per una terra straniera e di tentare di comunicare con gente nuova inventandosi gli strumenti per farlo, per il bisogno di raccontare quello che ci è capitato e che ci ha cambiati.

E senza dubbio Lenine, che è l’artista di cui parlo oggi (e di cui abbiamo parlato anche altre volte), è un artista che decisamente si arma, prende la sua chitarra e parte per terre straniere, mettendo da parte alcune sicurezze acquisite negli anni come il suo batterista Pantico Rocha e il suo bassista Guila e riciclando il suo chitarrista Jr. Tostoi come tecnico del suono e produttore artistico del suo nuovo CD che si chiama semplicemente Chão. E Chão a me è piaciuto tantissimo dopo averlo ascoltato un paio di volte e dopo essermi sentito un po’ spiazzato all’inizio. C’è tutto il Lenine di sempre, che secondo me è 40% musica e 60% testo, nel senso che questo artista ha sempre spostato un po’ il peso sulle parole, per raccontare delle storie, relegando la musica a delle strutture musicali abbastanza semplici che però lui personalizza con il suo modo di suonare la chitarra che è unico. Credo che sia uno dei pochi artisti che solo con voz e violão può dare una idea completa di una canzone anche se quest’ultima è stata concepita per un arrangiamento complesso. Forse perchè la canzone merita o perchè la musica è particolare o molto più semplicemente perchè lui è bravo. 🙂

Un altra parola va detta sulla copertina e sul titolo del CD (che sono rappresentati nella immagine di apertura del post) che sono correlati tra loro: la foto di copertina è bellissima e raffigura Lenine che dorme con il suo nipotino (o meglio il nipotino che usa Lenine come letto).  E questo fatto di dormire su un supporto si aggancia al termine “Chão” che significa terreno, suolo, ma anche “cio che sostiene”, e nel caso della foto della copertina Lenine è il suolo del suo nipotino. Ma questo disco che è uscito in brasile da un paio di mesi è tutta una serie di originalità: i rumori la fanno da padrone, ci sono molti suoni ambientali, ticchettii di sveglie usate come base ritmica, suoni del quotidiano e suoni inusuali (come una motosega), persino l’uccello di casa Lenine è stato inserito nella traccia perchè il figlio Bruno Giorgi (produttore del disco con Jr. Tostoi) ha notato che questo uccello cantava nella stessa tonalità di un brano e si inseriva bene nella musica, quasi facendo un contrappunto tra le note. La storia di miscelare armonie e rumori non è originale, ma qui acquista un significato particolare che all’inizio spiazza un po’ poi colpisce.

Insomma non è un disco semplice, ma secondo me è di una bellezza differente. Forse non sarà una svolta, magari è solo una parentesi nella carriera di questo artista importante, ma questo decimo disco è certamente qualcosa che vale la pena ascoltare secondo me, almeno per curiosità. E si può ascoltare tutto in streaming sul suo sito web. Da questo punto di vista Lenine è molto avanti, è molto calato nella tecnologia: da aulas di violão sulla sua pagina youtube, mantiene sempre un contatto con i suoi fan, ed è attento alle nuove tecnologie: ad esempio il suo precedente disco Labiata è uscito anche in USB pen… si sulla chiavettaUSB :).

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