Vietato fumare, un film con Gloria Pires e Paulo Miklos

Questo post l’avrei voluto scrivere un po’ di giorni fa, poi è capitato un tourbillon di cose nella mia vita (leggi tanti di quei ca.. sini! 🙂 ) che mi hanno tenuto un po’ lontano dal web, e mentre cercavo quella mezz’oretta di tranquillità per scrivere l’articolo mi ritornavano alla mente le scene del film di cui volevo parlare e che è, per l’appunto, l’argomento del post di oggi.  Finalmente complice il giorno di festa posso parlare di questo film che mi è piaciuto molto e che non è facile classificare al primo colpo in un genere cinematografico; certamente è quello che gli americani chiamano drama ma con una punta di humor, e fa parte della categoria di film che richiedono un po’ di attenzione,  perchè un dettaglio può essere determinante. Chiaramente non siamo al livello dell’ “inquilino del terzo piano” di Roman Polanski, che ho decodificato completamente solo dopo aver letto le recensioni su un sito specializzato perchè mi sentivo a disagio con i miei amici che avevano capito tutto 🙂 , ma anche in questo caso buona parte delle scene si svolge all’interno di un appartamento.

Il film si chiama É Proibido Fumar è una pellicola brasiliana di un paio di anni fa diretta da Anna Muyalert con Gloria Pires (attrice di cui ho parlato altre volte su Brasil Cotidiano che non è solo brava, è …demais)  e Paulo Miklos, che sinceramente non so se è attore professionista ma sicuramente è più conosciuto per essere il cantante del gruppo rock Titãs. Paulo nel film interpreta Max un musicista di churrasqueria che va ad abitare a fianco dell’appartamento di Baby dopo essersi separato dalla moglie. E’ un film contemporaneo (non mi sono mai piaciuti i film storici, al contrario mi piacciono i libri ambientati in epoche passate) che racconta una storia d’amore tra persone comuni, anche se l’epilogo è uno strano modo di dire ad una persona “ti voglio bene”.

La storia è molto semplice e ruota intorno alla vita di una donna che si chiama Baby (interpretata da Gloria Pires) che non è mai riuscita ad avere quelle certezze che ogni persona responsabile cerca di raggiungere: un lavoro che possa garantire una stabilità economica, una famiglia che possa garantire gli affetti di base, e tutte quelle altre cosucce più o meno importanti e che danno senso all’ esistenza di oguno di noi. Le uniche cosa su cui può contare Baby sono la sua casa, che ha ereditato dalla madre, e un lavoro precario che consiste nel dare lezioni di chitarra ad allievi poco motivati. Al di fuori di queste due relative certezze questa donna cerca di sbarcare il lunario e la sua unica preoccupazione, quasi ossessione, è quella di rientrare in possesso di un vecchio sofà che apparteneva ad una zia deceduta. Questa cosa del sofà è chiaramente una situazione messa lì dagli sceneggiatori e ripescata come gag ogni tanto, forse per dare continuità e legare le varie scene in cui Baby entra in contatto con la sorella (interpretata dalla bravissima Marisa Orth che fa un cameo e dimostra che non è solo una brava attrice comica). Attraverso la storia del sofa si capisce il carattere di Baby che è una donna che vede in queste piccole cose la possibilità di riappropriarsi di una vita normale. E questa possibilità si fa molto concreta quando va ad abitare nell’appartamento a fianco Max con cui comincia un bel rapporto.

Dov’è la cosa interessante del film: intanto ognuno ci vede quello che vuole in un film.. il cinema è bello per questo sostanzialmente. Per me ad esempio questo film andrebbe visto solo per “ascoltarlo”, cioè per la colonna sonora che è un insieme di brani per chitarra classica famosi mischiati con pezzi originali. Io che ho suonato la chitarra classica e che poi ho dovuto smettere per problemi articolari vari ho riconosciuto pezzi di Villa-Lobos (la Mazurcha-choro, lo Studio numero 1).

Poi c’è il ruolo dell’appartamento di cui ho parlato sopra, arredato ancora come negli anni ’70, come se il tempo si fosse fermato, che diventa sia il luogo degli incontri amorosi tra Baby e Max, sia il luogo degli incontri amorosi tra Max e la sua ex. Baby scopre queste cose dalle pareti sottili che separano i due appartamenti e alla fine decide di indagare meglio in un modo strano: facendo un buco nella parete e spiando quello che succede dall’altra parte.  E non serve indugiare tanto con lo sguardo perchè guardando attraverso il buco Baby scopre il giubbotto del suo compagno e capisce che la storia con la sua ex non è completamente conclusa.

Poi c’è quella cosa del finale che non vorrei rivelare per non distruggere la sorpresa a chi non ha visto il film e volesse farlo (faccio sempre così quando parlo di cinema, cerco di dare informazioni e di stimolare alla visione parlando di quanto e come il film in questione è piaciuto a me). Dico solo che il titolo è legato al fatto che il fumo è il terzo protagonista della pellicola, Baby cerca di eliminare questo vizio perchè a Max non piace l’odore di fumo e la scena di Gloria Pires nel gruppo di autoaiuto che cerca di fumare è molto divertente. Per aumentare la curiosità lascio il link del sito ufficiale della pellicola (che tra parentesi ha vinto tantissimi premi). E questo è il trailer ufficiale preso da youtube.


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