As esganadas: l’ultimo libro di Jô Soares

Chi segue questo blog sa della mia passione per Jô Soares e per il suo talk show O programa do Jô che va in onda tutti i giorni feriali sulla Globo, e contemporaneamente viene trasmesso anche dalla radio CBN. Sorvoliamo sullo show perchè ne abbiamo già parlato altre volte e parliamo invece in questo post dell’ultimo libro di Jô Soares (il quinto se non ho fatto male i conti)  che è uscito da poco più di un mese in Brasile, e si chiama “As esganadas” e manco a dirlo è stato un successo di vendita e di critica. Il libro è il classico romanzo tipico di questo autore che ha la passione per i noir, per le ambientazioni storiche, per le descrizioni minuzione di scene (ma anche di strumenti, situazioni storiche e sintomi di malattie). Anche in questo romanzo c’è un serial-killer particolarmente efferato e ci sono i detectives sgangherati che sembrano non riuscire mai a giungere ad una conclusione e quando lo fanno ci arrivano per puro caso, per vie traverse, grazie a genialità improvvise, completamente in stile con il modo di fare brasiliano (i libri di Soares sono ambientati in Brasile almeno quei tre che ho letto io). Chiaramente tutto il libro è farcito (questo termine non è stato usato a caso, leggendo oltre scoprirete perchè 🙂 ) di umorismo, di situazioni divertenti, di piccoli “casi” che hanno fatto discutere molto alcuni brasiliani, come quello della definizione di agnostico che secondo Jô è un “Ateo pauroso” (lui ha usato un altro termine) questa frase è stata al centro di una discussione degli agnostici che ritengono che ‘agnosticismo e ateismo sono su due piani diversi: quello della conoscenza e quello della fede. Jo nel libro usa la sua frase tanto incriminata in un dialogo.

Ma lasciamo stare queste digressioni e veniamo all’argomento del libro. Non ne parlerò per esteso, svelando i dettagli per non togliere la suspence, soprattutto perchè il libro è acquistabile anche in formato .epub, quindi anche da chi non vive in Brasile e volesse leggerlo (chiaramente in portoghese). Qualche cosa però la posso dire. Il protagonista negativo è, come abbiamo detto, un serial-killer che si chiama Caronte, proprietario di una grossa impresa di onoranze funebri che si chiama “Stige” (come poteva essera altrimenti 🙂 che è specializzata in “ultimi saluti” di grande classe, con tanto di imbalsamatura e trucco del defunto (Caronte è un chimico specializzato in queste cose). Caronte però essendo ricco lascia l’azienda ai suoi dipendenti e lui va in giro a realizzare il suo hobby: uccidere donne grasse attirandole com l’esca dei dolci serviti come degustazione (per questo parlavo prima di “farcito”). Il motivo di questa predilezione di vittime è legato ai rapporti molto critici con la madre, una cuoca portoghese grassa; uccidendo queste donne in carne l’assassino riperpetua l’uccisione della madre che evidentemente odiava e che avviene veramente nel primo capitolo in una modalità che è allo stesso tempo macabra e creativa, in quanto Caronte non manca di fantasia nelle modalità di uccidere le sue vittime (non dico niente per non turbare gli animi sensibili).

Ora veniamo ai protagonisti positivi che sono ben quattro: Noronha un detective ufficiale titolare delle indagini che vorrebbe tranquilamente abbandonare per non avere pensieri; un aiutante detective Calixto o meglio un impiegato della delegaçia che è un po’ tonto ma è la forza bruta del gruppo; un detective aggiunto portoghese che si chiama Esteves ed è fanatico del rasoio di Hoccam, quindi è quello che inserisce il pensiero razionale nelle indagini che normalmente sono molto naif; e una donna giornalista Diana, molto alternativa e emancipata per l’epoca (siamo nei primi decenni del 1900 e lei partecipa a corse automobilistiche, fotografa con una macchina moderna Leica e porta con se una di quelle pistole da borsetta). Dall’insieme delle intuizioni e dei caratteri di questi personaggi si delinea piano piano il profilo del criminale che viene individuato anche per una sua particolarità fisica: l’assenza di impronte digitali. Il finale non lo svelo ma chiaramente il serial-killer viene preso (oops… forse l’ho svelato 🙂 ) ma in effetti l’epilogo è diverso. Comunque con Jô Soares non si può mai essere sicuri fino alla fine, nel sul primo romanzo O Xangô de Baker Street Sherlock Holmes fa il viaggio di ritorno in inghilterra con l’assassino del suo caso irrisolto.

Insomma il libro mi è piaciuto tanto, l’ho letto quasi di un getto, è molto bello, originale, una vera enciclopedia piena di aneddoti, di informazione storiche indipendentemente dalla storia che è originale e ambientata in una Rio di annata (Jô dice di aver impiegato più di cinque anni per scriverlo). Lo consiglio vivamente.

Di seguito potete vedere il trailer del libro che è molto bella perchè ci sono immagini originali di Rio degli anni 30-40.


link

E qui Jô Soares che recita tutto il primo capitolo. Le immagini che ho usato nel blog sono tratte dal libro, i diritti sono degli autori.


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4 thoughts on “As esganadas: l’ultimo libro di Jô Soares

  1. Assistia sempre que podia o Programa do Jô. Algumas vezes – principalmente nos livros – Jô apresenta um humor refinado, apesar de sarcástico. Culto, cidadão do mundo e observador privilegiado. Como não gostar?
    🙂

  2. E’ verdade Allan.. eu sempre gostei do jeito muito particular do Jô de tratar os convidados no show e, como escritor, da sua cultura geral muito vasta.
    Come ho già detto vale la pena leggere questo libro solo per i dettagli, al di là della storia che è avvincente. 🙂
    V.

  3. Ciao!…to quase terminando o livro…faltam poucas páginas…eu tenho que dizer que gostei muito do jeito como o Jô escreveu o texto tão bem adaptado a época…o jeito antigo de falar, os comerciais que surgem de repente, as descrições dos lugares de um Rio de Janeiro da década de 30…achei muito legal…também concordo que é um livro que vale a pena ler…agora to curiosa pra saber como termina..rs…

    Van

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