O bebê de Rosemary: la maternità raccontata da Elisa Lucinda

Ho finito di leggere da un paio di giorni Parem de falar mal da rotina, un libro di Elisa Lucinda tratto da un suo spettacolo teatrale, dove questa donna vulcanica (che è principalmente attrice, scrittrice, cantante, poetessa ma poi si dedica a tante altre cose) parla del rapporto tra le persone e il loro quotidiano, in un mix che è allo stesso tempo serio e molto divertente. Il libro tratta molte cose, ma per il post di oggi ho scelto un argomento che in questi giorni è di triste attualità in Italia, visto le recenti notizie di cronaca che riguardano infanticidi, o comunque storie che evidenziano un disagio profondo tra genitori e figli.

Proprio ieri ho seguito in un “salotto televisivo” (che è un modo elegante per indicare quei programmi che hanno la duplice funzione di recuperare qualche personaggio dello spettacolo finito nel dimenticatoio e di riempire un palinsesto in maniera pratica ed economica 🙂 ) una discussione sul tema della depressione post partum, che colpisce sempre più donne e che a me è sembrata una cosa tanto innaturale e inspiegabile; Tutti imaginiamo che un bambino sia una cosa bella e che sia impossibile che questa nuova presenza, con tutte le sue difficiltà comprensibili, possa turbare il quotidiano di una madre (e di un padre) al punto da creare disagio patologico che ha conseguenze spesso drammatiche. Però questo può capitare e il motivo è forse quello che Elisa Lucinda, con il suo linguaggio comico ma anche profondo, evidenzia in un racconto del libro che si chiama O bebê de Rosemary, che è un evidente omaggio al film bellissimo di Roman Polansky degli anni ’70 Rosemary’s Baby che a me ha messo paura già dalla sigla (e che secondo me ha ancora qualcosa da dire  agli horror moderni che fanno solo paura con gli effetti speciali e non con una storia dietro 🙂 … ma questo è un altro discorso).

Intanto il racconto si apre con una bella domanda: Chi difende i bambini dalle pazzie degli adulti? Questa domanda ci fa pensare subito ai crimini più odiosi perpetrati contro l’infanzia, ma in effetti c’è un’altro pericolo che può riguardare il bambino, quello di essere trattato come un “articolo” come dice l’autrice: “bem, já temos um apartamento, carro, já é hora de ternos uma criança” (bene abbiamo già un appartamento, una macchina, è ora di avere un bambino). In effetti un bambino non è una “cosa”, e Elisa Lucinda parla di un suo incontro con una donna importante, incinta, in un salone di bellezza e di un dialogo che riporto perchè è divertente e un po’ paradossale:

– Quando é que esse neném nasce? (Quando nasce questo bambino?)
– Ai, tô doida que isso sai logo daqui (Ah sto impazzendo perque questa cosa esca presto da qui)
– Você não queria esse bebê? (Non voleva questo bambino?)
– Ah, o bebê eu quero, mas ficar barriguda ninguém merece, né ? (Ah, il bambino lo voglio, ma nessuna donna merita di rimanere grassa non crede?)
– Minha querida, você nāo está barriguda, está gravida. Tem gente aí dentro! (Mia cara, lei non é grassa é incinta. C’è una persona la dentro!)
inclusive é uma pessoa que está precisando de um advogado urgente, pensei (tral’altro una persona che ha bisogno urgentemente di un avvocato, pensai)

Insomma a parte definire il bambino “cosa” tutto il resto del ragionamento che per fortuna non è la prassi (anche se esistono queste situazioni) fa pensare a quell’autore che diceva che spesso l’ “educazione di un bambino comincia venti anni prima della sua nascita, educando la madre”. 🙂

La parte più divertente della storia è il finale, ed è li che si capisce perchè l’autrice ha voluto chiamare un racconto sulla maternità come un film horror. Elisa racconta di una giovane mamma che esce dopo pochi giorni dalla clinica dove ha partorito la sua creatura con la balia al seguito: la balia di colore si prende cura del neonato, trascinando una carrozzina, la mamma si prende cura del suo corpo, mostrando alle amiche come grazie ad uno SPA ha miracolosamente recuperato la linea dopo il parto. Alla domanda “come si chiama signora” che Elisa rivolge alla donna lei risponde “meu nome é Rosemary“… insomma l’immagine va diritta fiondata all’ultima scena del film che consiglio di vedere a chi non l’ha visto perchè è un capolavoro del suo genere.

Così come consiglio di procurarsi e leggere questo libro che è bellissimo, con il suo sguardo ironico e profondo sulla nostra contemporaneità.

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4 thoughts on “O bebê de Rosemary: la maternità raccontata da Elisa Lucinda

  1. Com certeza, quem conhece um pouco de Elisa Lucinda logo percebe que ela é uma mulher extremamente inteligente que tem um jeito próprio de abordar assuntos cotidianos, as vezes mais leves, as vezes mais sérios, sempre com um toque de humor…o livro é realmente muito bom…gostei muito do texto que você escolheu pra falar aqui…uma coisa muito séria essa de tratar uma criança como se fosse mais uma mercadoria do que uma pessoa, e a preocupação doentia de algumas mulheres em relação a beleza, ao ponto de em alguns casos saírem da sala de parto direto para uma sala de cirurgia pra “consertar” o que a gravidez “estragou”…como se o bebê não fosse o mais importante naquele momento…verdadeiros absurdos do mundo moderno..eu adorei quando a Elisa diz “você não está barriguda, está gravida! Tem gente aí dentro”…um jeito Elisa de dizer “é um bebê, lembra?”…

    grande abraço

    Van

  2. Foi vc que me me fez conhecer a Elisa Lucinda como escritora 🙂 Si è proprio assurdo che qualche donna (per fortuna non tutte) pensino a “rimettersi a posto” dopo il parto invece di pensare al figlio neonato..sono quelle follie che ogni tanto accadono
    abraço pra vc tbm
    V.

  3. Grazie della segnalazione,conoscevo Elisa Lucinda solo come attrice ( l’ho vista per la prima volta in “Paginas da vida”).
    Senz’altro mi procurerò questo libro che mi interessa come donna, come madre e anche come insegnante, dato che neppure io comprendo tanti atteggiamenti delle mamme di oggi.

    • si, Elisa Lucinda è un personaggio veramente eclettico.. so che ha recitato anche in alcune telenovelas ma io non l’ho mai vista..cercherò di trovare qualcosa su youtube della novela che mi hai indicato.. sono curioso 🙂
      ciao
      V.

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