Vik Muniz e la sua arte che nasce dalla spazzatura

Vik Muniz è un famoso artista brasiliano che vive negli stati uniti da una ventina di anni, e che recentemente è uscito fuori dalla nicchia degli artisti “alternativi” (diciamo quelli che fanno cose strane) balzando all’attenzione del grande pubblico per il film lixo extraordinário che è stato nominato agli ultimi Oscar e ha ricevuto tantissimi altri premi prestigiosi. Il film parla della genesi di alcune opere d’arte di Muniz fatte mettendo insieme la spazzatura e fotografandola dall’alto ad alcuni metri di distanza. Ma a parte la cosa tecnica e il fascino di vedere come il rifiuto si traforma in arte (e come è possibile fare cose belle a partire dal niente) il film ha anche una funzione sociale, perché è soprattutto un documentario che narra le vicende quotidiane dei lavoratori di una discarica brasiliana (i catadores de lixo) , vuole informare sulle condizioni difficili di questi lavoratori ultimi, ed è anche un gesto concreto di solidarietà, visto che i proventi sono stati destinati al miglioramento delle condizioni di vita di queste persone.

Definire cosa fa Vik Muniz è un po’ difficile, perché lui è uno sperimentatore che inventa cose su cose da molti anni, sempre evitando i medium e i supporti tradizionali: ad esempio invece della classica pittura ad olio su tela (solo per dire la tecnica più conosciuta e diffusa al mondo) lui “dipinge” piccole opere con lo zucchero, o con il burro di arachidi, o con la cioccolata liquida, o salendo di dimensioni, “dipinge” (anche in questo caso servono le virgolette) mettendo insieme oggetti, anche molto grandi. Alcune opere arrivano infatti a dimensioni ragguardevoli, come il trittico che rappresenta il mondo, realizzato con i rifiuti tecnologici (vecchi computer, periferiche, telefoni ecc) e che misura circa 50 x 210 metri. Qui sotto alcuni esempi (da sinistra a destra “Double Mona Lisa” fatto con marmellata e burro di arachidi, “Spaghetti Medusa” fatto con i resti di un piatto di spaghetti, “Paparazzi” fatto con la cioccolata… insomma una pittura pratica, sono tutti quadri molto utili 😀

    

Generalmente i soggetti dei quadri di Muniz non sono originali, quelli che abbiamo appena visto si ispirano a soggetti famosissimi di autori conosciuti, Leonardo, Michelangelo ecc, e questa scelta è voluta ed è legata al fatto che lui vuole rappresentare in una maniera inconsueta cose che già appartengono al patrimonio universale e che sono quindi già conosciute da tutti. Scegliendo la Gioconda, o i quadri di Goya o la Venere di Botticelli Vik Muniz ha “solo” il problema di trovare una maniera alternativa per rappresentare il soggetto già conosciuto ai più e di avvicinarlo il più possibile all’originale per stupire chi ammira le sue opere. Per lui l’obiettivo è far capire che un quadro è una illusione: se lo vedi da una distanza adeguata puoi apprezzarlo per quello che è, ma se ti avvicini capisci che è un’altra cosa, che ha un altro valore.

Ci sono alcune cose che mi hanno colpito di questo artista brasiliano. Intanto un fatto particolare che ha riguardato la sua giovinezza quando era ancora un pubblicitario e abitava in Brasile e che lui ha raccontato durante il TED (la famosa conferenza che riguarda Technology, Entertainment e Design): un giorno venne sparato da una persona che poco prima aveva diviso nel corso di un litigio. Accettando un risarcimento di questa persona che aveva riconosciuto il suo errore, andò in America dando inizio ad una carriera molto intensa e ricca di soddisfazioni.

Poi la cosa che io ritengo più sorprendente delle sue opere, soprattutto questo ultimo ciclo di quadri con la spazzatura di cui abbiamo parlato all’inizio, è il fatto che si tratta di opere realizzate in grossi capannoni, con il contributo di tantissime persone (alcune che agiscono a livello del suolo e altre a decine di metri di altezza) ma che poi alla fine vivranno solo su fotografie di grosso formato, nei musei o sui libri. E’ un po’ un punto di vista diverso a cui non si è abituati, un tipo di arte dove si pianifica, si gestisce, si organizza, si ragiona in larga scala… Dice lo stesso Muniz “che il momento in cui una cosa si trasforma in un’altra è magico”, questo è l’elemento che c’è dietro ogni suo lavoro. Qui a sinistra una rielaboraizione della morte di Marat di David.

Insomma un’arte che può non appartenere a tutti, che può piacere o no, ma che sicuramente appassiona e insegna a vedere le cose diversamente.

Questo è il trailer di lixo estraordinario (waste land in inglese):

E questo è il sito web ufficiale dell’artista.

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7 thoughts on “Vik Muniz e la sua arte che nasce dalla spazzatura

  1. Eu acho incrível imaginar as coisas que o ser humano é capaz de fazer usando sua criatividade e talento…ele é incrível mesmo…lembro bem das obras dele também ilustradas na abertura da novela Passione…muito legal!

    Abraço,

    Van

  2. Pingback: rinascere dalla monnezza… « Acquaviva

  3. ho visto il filmato trasmesso da rai 4 ieri sera, sono rimasta sconvolta… per la cruda bellezza della gente e delle opere d’arte. sia benedetto per l’opportunità regalata a questa gente!

  4. É incredibile quello che queste opere trasmettono e il significato che lasciano dentro di me…spesso non si immagina quello che sta dietro ad un lavoro di questo genere…grazie

    • E’ un artista particolare Vik Muniz, io sono più un tradizionalista (come tecniche e gusti) ma Vik Muniz è veramente geniale, soprattutto per la sua capacità di pianificare queste opere che non è facile 🙂
      Ciao
      V.

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