Miguel Falabella e le sue cronache vissute ad alta voce

Ho finito di leggere ieri l’ultimo libro di Miguel Falabella che si chiama Vivendo em voz alta, una raccolta di cronache che l’autore aveva scritto alcuni anni fa sulle pagine del giornale Globo e della rivista Isto é e che per questo volume sono state ripubblicate (da lua de papel), selezionandole e dividendole in 5 sezioni : casa, palco, amore, mondo, vita che credo siano le categorie che valgono per la maggiorparte delle persone. Il titolo è un omaggio a Rubem Braga, un grande giornalista brasiliano del novecento, che era solito utilizzare questa frase, che io trovo molto bella, per spiegare il lavoro di cronista, che secondo lui non consisteva semplicemente nei  riferire i fatti ma era appunto un qualcosa che andava vissuto in maniera più completa.

Il libro mi è piaciuto moltissimo per tanti motivi. Intanto per un fatto tecnico: perchè è uno di queli libricini pratici dove puoi leggere quello che vuoi (o puoi) in base alla voglia e al tempo che hai a disposizione, visto che i racconti sono molto brevi da due a quattro pagine al massimo. Poi mi è piaciuto perchè questi racconti sono molto intensi: pur essendo piccoli sono un concentrato di emozioni, e anche se si riferiscono alle vicende di Miguel, alla sua vita personale, ai fatti della sua infanzia o della sua vita di artista e di uomo, sono vicende che si possono benissimo intrecciare con le nostre di vite, perchè riflettono degli aspetti che sono comuni alla maggiorparte delle persone.

Tramite questo libro è possibile anche capire cose di Falabella che solo guardando la sua traiettoria artistica non avremmo mai potuto decifrare. Come dice lui stesso nel libro: Não existem successos ou fracassos. O que há é uma fileira de acontecimentos (Non esistono successi o insuccessi. Quello che esiste è una sequenza di accadimenti). E giudicare Miguel Falabella solo per il personaggio di Mario Jorge di Toma lá dá cá, o come autore comico o di novelas, o ancora come attore o personaggio televisivo non sarebbe stato possibile senza mettere uno dietro l’altro tutti gli accadimenti della sua vita, per sapere da dove è cominciata la sua storia e come si è evoluta.

Non so se queste cronache quotidiane, dove Miguel si racconta in maniera molto autentica, sono solo un modo per aiutare a promuovere il “personaggio” o magari sono solo una operazione commerciale (come si dice “si batte il ferro finchè è caldo” e in questo momento la vita professionale di Miguel Falabella é rovente 🙂 ), ma a me il libro è piaciuto proprio parecchio, anche perchè Falabella scrittore non lo conoscevo e devo dire che è anche molto bravo a raccontare e descrivere le situazioni e gli stati d’animo. Voglio tradurre un pezzetto di un racconto (che si chiama A festa das palavras, la festa delle parole) dove lui spiega proprio il suo primo contatto con la scrittura.

Não consigo me lembrar quando foi que descobri que gostava de escrever. Não consigo precisar em que momento comecei a atirar palavra para o alto, na esperança de que elas caíssem no lugar certo, invejoso da precisão de Truman Capote, que se autodenominava, com toda razão, um Paganini semântico. […] Mas eu tenho a impressão de que comecei a escrever para aprisionar a ideia de reinventar a vida, porque no fundo é isso que fazemos, escrevendo ou não. Reinventamos as pròprias histórias com um despudor inacreditável. Metodicamente, cada um de nós.

Non riesco a ricordarmi quando è stato che scoprii che mi piaceva scrivere. Non riesco a individuare in che momento cominciai a lanciare le parole in alto, nella speranza che cadessero nel posto giusto, invidioso della precisione di Truman Capote, che si autonominava, con tutta…, un Paganini semantico […] Ma ho come l’impressione che cominciai a scrivere per imprigionare l’idea di reinventare la vita, perchè in fondo è questo quello che facciamo, scrivendo o no. Reinventiamo le proprie storie con una spudoradezza incredibile. Metodicamente, ognuno di noi.

Se conoscete questo autore e volete conoscerlo meglio, o se non lo conoscete e volete sapere quello che fa, o se volete semplicemente leggere un bel libro di racconti di vita quotidiana vissuta nel profondo allora procuratevi questo volume. Io ringrazio la mia amica Van che mi aiutato a recuperarlo (qui in Italia non è facile).

A me è piaciuto anche perchè, per dirla con Miguel eu pertenço aquele bando de nostalgicos, os que já nasceram com a saudade na alma (io appartengo a quel gruppo di nostalgici che sono nati già con la saudade nell’anima) :).

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2 thoughts on “Miguel Falabella e le sue cronache vissute ad alta voce

  1. Ciao…eu também gostei muito do livro…são crônicas simples, escritas com uma sensibilidade incrível..na minha opinião é o que chamamos de “livro de cabeceira”, daquele tipo que a gente, mesmo depois de terminar, deixa em um algum móvel perto da cama, dá uma nova espiadinha quando tem vontade ou quando o sono demora a chegar, e de repente descobre algo que não tinha prestado atenção da primeira vez e fica contente por ter aberto aquela página novamente…ótimo post!

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