Scrittrici alternative 2: “Hoje acordei gorda” – Stella Florence

Sto leggendo “Hoje acordei gorda” (Oggi mi sono svegliata grassa) un bel libro della scrittrice brasiliana Stella Florence, che gravita intorno alle diete, o meglio intorno alle storie delle persone che fanno le diete. Mi sta piacendo molto un po’ per lo stile ironico con cui è scritto (che a volte sconfina proprio nel comico), un po’ per il fatto che dietro situazioni tipiche di chi fa queste diete si affrontano problemi seri, come i rapporti a volte conflittuali che le persone hanno con il loro corpo che poi si traduce in tensioni che si scaricano sul (o sulla) partner. La scrittrice è la donna rappresentata nella foto di apertura, con tutto il corpo tatuato di parole, che ha vissuto sulla sua pelle gli eccessi del cibo e il rigore di rimettersi in forma, rimanendo alla fine di questa continua battaglia comunque una donna molto bella, anche perchè la bellezza (almeno per me) è qualcosa che passa parecchio anche per la personalità e per il cervello di una persona. E Stella è bella tutta, dentro e fuori.

In un certo senso questa scrittrice, che definire alternativa è un eufemismo, potrebbe benissimo fare pendant con una sua collega non meno alternativa che è Fernanda Young la quale ad eccessi o a stile innovativo non è da meno. Questa generazione di donne intelligenti, tatuate come camionisti, che fanno servizi di nudo sulle riviste specializzate e poi tornano a casa ad accudire la prole, insomma queste iperdonne capaci di uscire un po’ dagli schemi, anche con gli eccessi e le provocazioni del caso, mi piacciono tanto. Spero che il futuro possa riservarci sempre più scrittrici (e scrittori) di questo tipo capaci di regalare un sorriso facendo riflettere.

Anche perchè, se ci pensate bene, chi sa far ridere in genere sa far pure piangere (o emozionare in senso generale) perchè conosce e frequenta i meccanismi che agiscono dietro le emozioni. Ne è una prova questa scrittrice che si chiama come un albergo italiano e scrive libri dai titoli strani (tipo Por que os homens não cortam as unhas dos pés?  – perchè gli uomini non tagliano le unghie dei piedi ?, o O diabo que te carregue – il diavolo che ti porti 🙂 ) , e per questo voglio tradurre, sempre alla mia maniera un po’ istintuale (da non traduttore), un pezzo di un racconto breve che da il nome al libro in questione, con l’intento che a qualcuno possa venire voglia di reperirlo e leggerlo:

Oggi mi sono svegliata grassa. Ho sbattuto le ciglia, un’occhiata alla radio sveglia: mezzogiorno e qualcosa. E’ domenica non me ne frega niente. Ancora nel letto ho pensato che il miglior pranzo sarebbe stato la pizza e il succo di guaraná che sono avanzati dalla merenda di ieri. La torta di mais a “mezza soletta” di zia Cleide potrebbe essere il dessert. Avevo comunque desiderio di mangiare un budino. Rapida indagine nella memoria: non ci dovrebbe essere neanche un uovo in frigorifero. Uscire, con questo freddo? Avrei anche potuto se non mi fossi svegliata grassa.

Ho mangiato in un paio di ore, in quindici minuti sono ritornata a dormire: freddo, grassa. Mi sono svegliata quando già stava facendo notte, che cosa mangio? Stanca mi sono alzata dal letto e ho aperto il frigorifero: resti. Ho riunito tutti gli avanzi di una settimana in una pentola, li ho mascherati con panna e qualche condimento. Molto buono. Ho resuscitato una scatola di biscotti al burro stranieri dall’armadio e dei pezzettini di uova di Pasqua vecchi. Dopo il “Fantastico”, ritorno a letto e il sonno tarda a venire.

Dolcezza, le donne amano la dolcezza, un bacio, un abbraccio, uno sguardo un po’ insistente, mi piace. Lui mi tratta così… Qualche volta faccio delle cazzate così grosse.. Oggi: avrei potuto, anzi avrei dovuto, se non fosse stato già cosi tardi, sarei dovuta uscire di corsa e tornare lì, solo per dirgli quanto lo amo, che non importa più nulla, che il mio desiderio e di rimanere con lui, e che voglio lottare, si! Tuttavia da un minuto all’altro diventa così difficile sopportare le pressioni e, all’improvviso, cedo… e mi sveglio grassa.

Ah… amore, scusami. Ieri sei andato via sotto io mio sguardo arrabiato, non ti ho seguito, ho lasciato che gli altri dicessero, agissero, pensassero per me, in quella impotenza di “lasciare tutto per dopo”. Domani: giuro. Si ha sempre speranza quando esiste un lunedì che deve venire: giorno del perfezionamento, degli accordi, dell’inizio. Domani è lunedì e lo faro, mi butterò tra le tue braccia e griderò a pieni polmoni che non posso vivere senza di te, “ricominciamo tutto da capo?”

Domani ti dirò che ti amo. Domani. Oggi non ho forza. Scusami. Oggi mi sono svegliata grassa.

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