O signo da cidade: un film che lascia il segno

Ritorno a parlare di cinema su Brasil Cotidiano perchè ieri sera ho visto un bel film brasiliano che mi ha emozionato veramente tanto, come non mi capitava da tempo. Si tratta di O signo da cidade (Il segno della città) una pellicola del 2008 del regista Carlos Alberto Riccelli, interpretato dalla moglie Bruna Lombardi (una delle quasi-sessantenni più belle del cinema brasiliano 🙂 ) e da altri attori più o meno famosi tra cui ho riconosciuto Graziella Moretto (la giornalista che aiuta il ragazzo Buscapé in Cidade de Deus) e alcuni volti che vedo spesso nelle novelas come Juca de Oliveira, Malvino Salvador, Denise Fraga. Di questo film è stata fatta anche una versione doppiata in inglese, io comunque l’ho visto in lingua originale perchè, come ho scritto tante volte su questo blog, uno dei motivi che mi avvicina moltissimo al brasile è proprio l’amore per la lingua portoghese (brasiliana) che mi ha sempre affascinato, e non sopporterei proprio di ascoltare attori che conosco, o comunque attori brasiliani, doppiati in altre lingue.

Di cosa parla questo film? Sostanzialmente è il classico film che racconta tante storie, tutte diverse tra di loro ma accomunate da un sottostrato di sofferenza, che vengono poi sintetizzate alla fine, quando si capiscono alcune cose e si reintrecciano tutti i fili. Queste vicende di vita travagliata gravitano tutte intorno al personaggio di Teca (interpretato dalla protagonista Bruna Lombardi) una astrologa che conduce un programma radiofonico serale di consulenza astrologica, “O signo da cidade” appunto, dove raccoglie le confidenze, gli sfoghi, le richieste di aiuto dei suoi ascoltatori e li fa propri, arrivando anche in alcuni casi a fare delle indagini per trovare l’autore della telefonata e portargli conforto. Sullo sfondo la città di Saõ Paulo vista quasi sempre di notte, e quasi sempre raccontata attraverso il suo lato più drammatico fatto di rapine, di violenza, di intolleranza nei confronti delle diversità, di indifferenza di chi preferisce voltare la faccia e decide di non denunciare, di non tendere una mano, di non esporsi.

Potrei parlare di queste microstorie e andare nel dettaglio, ma non credo che avrebbe tanto senso raccontare questo film descrivendone i dettagli. E’ un po’ come voler zoomare su un quadro di Seurat e cercare di descrivere il viso di una donna ragionando sull’accostamento dei colori dei puntini che creano l’effetto ottico del colore della pelle 🙂 . Questo film in sostanza è una storia unica, molto forte, che può piacere o no, e infatti qualche esperto di settore ha espresso delle critiche non molto positive, considerandolo un po’ retorico, eccessivamente descrittivo della sofferenza (come le scene di pestaggio di un giovane trans che secondo alcuni potevano essere rappresentate in maniera meno “documentaristica”). Ma gli esperti di settore a volte si perdono nelle cose tecniche, come le inquadrature, i dettagli della sceneggiatura, cose che io ignoro o so mettere nella giusta considerazione, perchè per me vengono dopo l’emozione che la storia trasmette. E questa storia mi ha trasmesso molte emozioni che voglio un po’ condividere attraverso principalmente due cose.

Intanto un piccolo aforisma di Nelson Mandela usato nel film che mi piace tanto e lo riporto (e cerco di farlo mio):

Você não é amado porque você é bom… você é bom porque você é amado  (Non sei amato perchè sei buono ma sei buono perchè sei amato)

E poi una poesia di Bruna Lombardi  che si chiama Poema de Sombra (Poema dell’ombra) e viene recitata alla fine del film. Bruna oltre ad essere una attrice è anche una poetessa e questo è il suo sito personale .

Se perdem gestos, cartas de amor, malas, parentes
Se perdem vozes, cidades, países, amigos
Romances perdidos, objetos perdidos, histórias se perdem.
Se perde o que fomos e o que queríamos ser.
Se perde o momento, mas não existe perda, existe movimento.

Si perdono gesti, lettere d’amore, valige, parenti
Si perdono voci, città, paesi, amici
Romanzi persi, oggetti persi, le storie si perdono.
Si perde cosa siamo stati e cosa volevamo essere
Si perde il momento, ma non esiste perdita, esiste movimento.

Questo è il sito del film e questo il trailer (potevo scegliere tra quello in inglese e quello in lingua originale… secondo voi alla fine poi quale ho messo ? 🙂 )


link

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One thought on “O signo da cidade: un film che lascia il segno

  1. assisti o filme ontem…muito bom…a Bruna estava incrível, os personagens muito interessantes. Achei impactante demais em alguns pontos mas gostei muito e me emocionei várias vezes. Uma ótima dica de filme brasileiro!

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