La guerra secondo Jô Soares

E’ di ieri, venerdì 27 Maggio, la notizia di un convoglio di soldati dell’UNIFI coinvolti in una esplosione, nel corso di una missione di pace nel sud del Libano. Questa cosa ci ha colpiti di persona, come cittadini italiani, perchè 6 dei nostri soldati sono rimasti feriti e due di loro sono in gravissime condizioni. Di fronte all’orrore della guerra non si può rimanere impassibili, anche se spesso però, si rimane impotenti. Forse un buon criterio per mostrare l’aberrazione di questa attività umana (purtoppo è una attività umana anche se non ha niente di umano) è prenderla a ridere, augurandoci chiaramente che le sorti dei nostri militari coinvolti in questo episodio (e di tutti i soldati inpegnati in questo momento in qualche conflitto in qualhe angolo di mondo) possano migliorare. Questa cosa di scherzarci su non deve sembrare qualcosa di irrispettoso o di poco opportuno, perchè la satira, la parodia, l’umorismo in generale, se fatti con intelligenza possono essere armi più pericolose dei cannoni e dei missili “intelligenti”. Picasso (suo è il quadro “guerra” in apertura di post) diceva sempre che non bisognava sottovalutare le armi dei pittori.

Per questo traduco dal portoghese un piccolo racconto surreale di Jô Soares, tratto dal suo primo libro che si chiama O astronauta sem regime che è divertentissimo. Mi sembra un ottimo modo per mostrare con leggerezza che cosa assurda è la guerra. Il testo originale in portoghese lo trovate qui (dal blog di “Codinome Pensador”)

La guerra

Come conseguenza del grande interesse che la guerra ha suscitato nel corso delle varie epoche, notiamo che molta gente ne parla senza sapere esattamente la sua storia. Per chiarire agli interessati abbiamo fatto una piccola indagine che trascriviamo per approfondire meglio l’argomento. La guerra fu inventata poco prima del medio Evo da un oscuro filosofo della penisola Iberica, Giovanni Guerra, e comincia a chiamarsi immediatamente guerra in suo omaggio. La prima volta che Giovanni Guerra dimostro la sua invenzione al re Luigi il pazzo – chiamato proprio così a causa della sua mania di essere re, nonostante fosse donna e madre di cinque figli -, molte persone morirono e il re si arrabbiò moltissimo, ordinando che Giovanni portasse quella invenzione fuori dai confini del suo regno. Fu così creata la prima guerra tra due regni, dal momento che il re vicino, Giacomo il biondo, un moro testardissimo, prese questa cosa come una offesa personale e si vendicò.

Evidentemente “il piccolo gioco della guerra” come Giovanni lo chiamava, andò perfezionandosi nel corso degli anni, e il suo inventore mai avrebbe immaginato che si sarebbe arrivati alle raffinatezze belliche dei bottoni. In sintesi, quando cominciò, erano solamente questi i requisiti per una buona guerra:

1) Un nemico – senza un nemico, difficilmente si potrebbe fare una buona guerra. Le persone finirebbero col simpatizzare tra loro senza colpire nessuno. A meno che non si tratti di una guerra civile, nella quale le persone, senza nessuna cerimonia si uccidono nella loro propria lingua

2) La rabbia – con la rabbia la guerra è fatta più facilmente, dal momento che chi vince la guerra è colui che liquida il maggior numero possibile di nemici. Una delle due parti in guerra vince sempre e l’altra perde sempre. E’ praticamente impossibile pareggiare una guerra

3) Le Armi – senza di esse le guerre non sarebbero che volgari scaramucce. Di preferenza, le parti interessate al conflitto, devono usare armi della stessa portata. Es. cannone contro cannone, temperino contro temperino. Mai usare un temperino contro un cannone senno’ la guerra finisce subito

4) Le Spie – sono perfette per aumentare il tempo di durata delle guerre. Dovono sempre fornire informazioni da un nemico all’altro. Dal momento che difficilmente queste informazioni sono corrette, i conflitti diventeranno per questa ragione più conflittuali.

5) I Vestiti – Ultimo e più importante requisito tra tutti. Senza vestiti le persone dovrebbero guerreggiare nude, cosa che sarebbe immediatamente considerata immorale, facendo diventare la guerra proibita.

A giudicare da questo piccolo riassunto avvertiamo immediatamente la genialità dell’inventore, uomo sempre preoccupato con i suoi simili, o meglio, con la maniera di eliminarli. A causa dei suoi sforzi e del successo che ha raggiunto la sua invenzione, non rimane che concedere, a titolo postumo, a Giovanni Guerra il premio Nobel per la Pace.

Jô Soares

Advertisements

2 thoughts on “La guerra secondo Jô Soares

  1. Jo Soares ha uno stile diverso, comico sarcastico, ma anche giallo un po’ noir in alcuni libri, comunque sempre pieno di humor; nei ha scritti 3 di libri se non sbaglio di cui due tradotti in italiano (“un samba per sherlock holmes”,e “l’uomo che uccise getulio vargas”)

    “un samba per sherlock holmes” è diventato anche un film divertentissimo (e molto bello come fotografia, colonna sonora ecc) ne ho parlato qui come uno dei primi post di questo blog ( https://brasilcotidiano.wordpress.com/2010/03/18/47/ )

    chiaramente te li consiglio tutti io poi sono un suo fan 🙂
    ciao
    V.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...