Il caffé: socialità ed effetti collaterali

Per dei meccanismi strani che ignoro (o che forse non voglio indagare per paura) quando bevo molti caffé mi viene lungo tutta la schiena e sul petto un prurito fastidioso. Il rimedio per questo disagio è semplice e aggiungo crudele: non bere caffè! Ma come si fa? Come si può chiedere ad un italiano, che vive a due passi dalla città di Partenope di rinunciare al caffé, che per giunta dalle mie parti non è solo una bevanda ma è soprattutto un fatto sociale, una istituzione. A  Napoli per fare un esempio c’è  l’usanza del “sospeso”, il caffè che l’avventore paga in più oltre a quello che consuma e che mette a disposizione del povero, del barbone che ne fa richiesta. Questa cosa mi ha sempre emozionato tantissimo, perchè dimostra, se ce ne fosse bisogno, la grande umanità dei napoletani, la solidarietà che viene dal popolo per il popolo e su cui non si parla mai abbastanza, magari preferendo spostare il discorso su altre cose più visibili, sulle quali si può speculare meglio.

E anche in Brasile il caffè è allo stesso tempo la bevanda per definizione: “vou preparar um café fresquinho pra você!” è una frase che si sente spesso, e anche qui il caffé non è solo una bevanda, perchè dietro ogni chicco c’è (o forse è più corretto dire c’è stato visto che adesso è tutto più industrializzato) una trepidazione per il raccolto che si spera fecondo e di buona qualità , una aspettativa di miglioramento sociale, una storia di sofferenza legata alla schiavitù. Si potrebbero fare tanti altri esempi: ogni paese ha il suo modo di preparare il caffé e il suo modo di consumarlo… insomma il caffé oltre ad essere una bevanda buonissima è una cosa molto seria 🙂

E proprio per fare un omaggio a questa bevanda, e nella speranza che possa tornare a gustarlo quanto prima, magari razionato poco alla volta, traduco a senso una poesia di Ribeiro Couto, un uomo di cultura brasiliano (definirlo solo poeta è riduttivo) che ho conosciuto leggendo il suo libro più famoso Cabocla, dopo aver visto la novela omonima della Globo (alla faccia di chi dice che le telenovelas non servono a niente… anzi abbiamo visto alcuni aspetti positivi delle novelas qui). Mi è piaciuta questa poesia proprio perchè presenta i vari aspetti “sociali” legati al consumo del caffe e riprende il discorso dell’umanità legata a a questa bevanda di cui parlavo prima.

Café

Sabor de antigamente, sabor de família,
Café que foi torrado em casa,
Que foi feito no fogão de casa, com lenha do mato de casa,
Café para as visitas de cerimônia,
Café para as visitas de intimidade,
Café para os desconhecidos, para os que pedem pousada,
Para toda a gente.

Café para de manhã, para de tardinha, para de noite,
Café para todas as horas do riso ou da pena,
Café para as mãos leais e os corações abertos,
Café da franqueza inefável,
Riqueza de todos os lares pobres,
Na luz hospitaleira do Brasil.

Caffé

Sapore di altri tempi, sapore di famiglia
Caffé che è stato tostato in casa
Che è stato fatto sulla stufa di casa, con la legna della foresta di casa
Caffé per le visite formali
Caffé per le visite di intimità
Caffé per gli sconosciuti, per quelli che chiedono ospitalità
Per tutte le persone

Caffé per la mattina, per la serata, per la notte
Caffè per tutti i momenti della gioia o del dolore
Caffè per le mani leali e per i cuori aperti
Caffè di franchezza ineffabile
Ricchezza di tutte le case povere
Nella luce ospitale del brasile

Annunci

4 thoughts on “Il caffé: socialità ed effetti collaterali

  1. vero Simone :), pochi sanno di queste forme di solidarietà popolari che si mantengono ancora oggi al Sud.. spesso si spara a zero su Napoli, ad esempio parlando di spazzatura, di indolenza dei napoletani, della tendenza a lamentarsi ecc (che sono vere per carità 🙂 ), ma bisognerebbe perlomeno citare il bello e il brutto, almeno per un fatto di equità
    ciao
    V.

  2. Deixa eu fazer uma pequena contribuição com um texto de meu poeta favorito, Mário Quintana:

    “O café é tão grave, tão exclusivista, tão definitivo
    que não admite acompanhamento sólido. Mas eu o driblo,
    saboreando, junto com ele, o cheiro das torradas-na-manteiga
    que alguém pediu na mesa próxima.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...