Ara Macao (Acrilico su Pannello telato)

Ieri mi è capitato tra le mani questo quadro che ho dipinto qualche anno fa (acrilico su pannello telato 30×40 cm) che rappresenta un’Ara macao un uccello bellissimo dai colori molto accesi. Nemmeno a farlo apposta proprio ieri è uscito al cinema (in contemporanea mondiale) Rio, un bellissimo e attesissimo film di animazione della Blue Sky Studios, la società di animazione che ha creato L’era glaciale e i vari sequel. Il film è chiaramente ambientato a Rio ed è focalizzato proprio sulle vicende di un pappagallo (una Ara molto rara 🙂 ) che si chiama Blue,  che decide di viaggiare dall’america alla volta del Brasile per unirsi all’unico esemplare femmina della sua specie per riprodursi. Detta così la storia è semplice ma ci sono molte cose divertenti che gli sceneggiatori della Blue Sky Studios hanno inserito sapientemente nel film per renderlo particolare come al solito. Poi l’animazione è spettacolare e io lo vedrò anche per questo… quindi ad un prossimo post con le mie impressioni (e avendo visto i trailer ho buon motivo di credere che saranno positive 🙂 ).

Nel frattempo parliamo di questa Ara. Non voglio tanto parlare del quadro in sè, perchè oggi dipingo altre cose, con altre tecniche…ad esempio mi piace più soffermarmi sulla figura umana, descrivere gli stati d’animo delle persone. Ma questo uccello ha come particolarità curiosa e straordinaria quella di avere nel piumaggio e nel becco tutti i colori che servono per dipingere: i primari (giallo, rosso e blu delle piume) e il bianco e nero del becco. Con questi tre colori, e l’ausilio del bianco e nero per schiarire e scurire i toni, si può affrontare qualunque soggetto pittorico. Chiaramente nessun pittore, salvo casi particolari, si limiterà ai soli colori primari: per un fatto di comodità servono anche i colori secondari (arancione, violetto, verde) o combinazioni di colori primari e secondari (le terre, i bruni). Poi l’industria ci ha abituato anche ai  colori metallizzati ,ai colori iridescenti  (che brillano al buio)  e all’innumerevole varietà di medium e di tecniche.

Spesso rifletto sul fatto che i pittori che mi emozionano di più hanno sempre utilizzato una sola tecnica e strumenti molto basici per fare dei capolavori. La bellezza non è nelle cose ridondanti, o nell’eccesso ma spesso nei contenuti e in quello che si sa raccontare:  basta una linea tracciata con l’inchiostro di china per proiettare l’osservatore in un mondo avventuroso (i fumetti di Pratt ad esempio) o a sottolineare la sensualità di una curva (i disegni di Guttuso che è un pittore che mi piace tantissimo). Picasso utilizzò solo il bianco e nero per denunciare lo scempio dei nazisti su Guernica.

Non abbiamo bisogno dei colori metallizzati o iridescenti per avere nuove modalità di espressione: c’è un film documentario brasiliano che è andato vicino all’oscar quest’anno, Lixo Extraordinario (spazzatura meravigliosa), che racconta la storia di un artista brasiliano Vik Muniz che mette a confronto la realtà di chi lavora nelle discariche e la spazzatura che Muniz trasforma in opere d’arte che poi entrano nei musei e nelle case delle persone benestanti. Al di là dello sfruttamento  su cui si può discutere, è un esempio che si può essere creativi anche partendo da quello che gli altri buttano nel cestino dei rifiuti.  Un grande insegnamento che può valere per molte cose.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...