Nossa Alma Canta: un gruppo creato per la bossa

Per ricollegarmi un po’ con il post precedente sulla bossanova (ormai dovreste averlo capito che questo blog è come un puzzle dove i post si agganciano l’uno con l’altro 🙂 ) vorrei parlare oggi di un gruppo italiano che secondo me “è stato proprio creato per la bossa”, per parafrasare il titolo di un loro lavoro di qualche anno fa che si chiamava appunto I was made for bossa. Si tratta di un gruppo di amici veneziani, alcuni dei quali “emigrati” dal sud per questioni di studio, che una decina di anni fa pensarono di dare forma ad una passione comune, che ruotava intorno all’amore per la cultura brasiliana e per la sua musica. Il gruppo musicale che venne fuori da questi incontri, e dalle serate passate a suonare in giro, aveva chiaramente bisogno di un nome, e a questo scopo vennero in soccorso i primi versi del  Samba do Avião di Jobim (Minha alma canta vejo o Rio de Janeiro … ve la ricordate? ) che portarono così alla scelta di Nossa Alma Canta.

Seguo questo gruppo da un po’ di anni e conosco e apprezzo tutta la loro produzione (5 CD più un sesto in prossima uscita) che è fatta di pezzi propri (prevalentemente in lingua portoghese ma non solo), di reinterpretazioni di classici, ed anche di alcuni esperimenti molto particolari, come far passare alcuni pezzi pop/rock molto famosi nel filtro della musica brasiliana, “per vedere l’effetto che fa”, ma soprattutto, forse, per far apprezzare queste sonorità brasiliane attraverso un canale molto più conosciuto al grande pubblico di non appassionati del genere.

Chiaramente, esperimenti a parte, nei pezzi dei Nossa Alma Canta Il Brasile è sempre lì, ben definito sullo sfondo, ma capace di assumere tante forme. Nel primo disco ad esempio (Bossa nuova del lontano 2001) si sente anche la sua parte africana: strumenti e ritmi inconsueti, un riferimento all’Angola (che come molti sanno è un paese africano ma molto legato al Brasile, non solo per la lingua). C’è anche un pezzo strumentale che ha un inizio che mi ha riportato all’atmosfera delle senzalas, i luoghi dove i fazendeiros rinchiudevano gli schiavi di notte (chiaramente, e direi anche per fortuna, non sono stato mai schiavo ma ho visto ben 3 novelas della Globo ambientate alla fine del ‘800 in Brasile, quindi mi sono fatto una cultura solida sull’argomento 🙂 ).

Disco dopo disco i Nossa Alma Canta sono cresciuti, hanno ottenuto diverse soddisfazioni, si sono fatti conoscere molto anche all’estero (ad esempio hanno suonato nel 2009 al Honda Summer Fest in Thailandia) e hanno cominciato a sperimentare, fondere insieme, creare collaborazioni molto interessanti, come quelle che compariranno nell’ultimo disco che si dovrebbe chiamare Razionalidade Tropicalizada e che ho avuto modo di ascoltare in versione quasi definitiva (solo missaggio senza la “lucidatura” del mastering ma tanto quando basta per  farmelo apprezzare da subito anche in questa versione nuda). Questo ultimo lavoro è molto pieno di cose (e con “cose” intendo anche i sentimenti, gli stati d’animo, non solo gli arrangiamenti o gli strumenti) e anche pieno di collaborazioni importanti  tra gli altri le voci delle cantanti brasiliane Luma e Zanna e il pianoforte jazz di Paolo Vianello (mi scuso con gli altri special guest che non cito solo per mancanza di informazioni).

Si, ma… abbiamo parlato dei dischi, dei guests musicians, ma chi sono oggi i Nossa Alma Canta, cioè buona parte degli amici che 13 anni fa hanno dato vita a tutto? Presto detto: Rosa Bittolo Bon (voce), Renato Greco (chitarra), Bebo Baldan (basso e percussioni), Francesco Bonito (piano e tastiere), Enrico Pagnin (sax), Leo di Angilla (percussioni), Luca Bortoluzzi (Batteria). Ho chiesto a Renato Greco, che oltre a suonare la chitarra è anche uno dei fondatori del gruppo e si occupa del missaggio e degli altri aspetti tecnici, di dire due parole sull’approccio che c’è dietro la produzione e sulla bossanova che è comunque in genere che fanno … o meglio gli ho girato la domanda dell’intervitatore strambo del post precedente:

D.:  La bossa nova è ormai un genere vecchio visto che è nato negli anni ’50,  è roba di nicchia per snob, e  ha ancora un senso oggi?

Renato: Credo che ormai sia velletario affrontare da integralisti l’approccio ai generi musicali, siamo in un periodo di globalizzazione culturale che richiede una consapevolezza di lingaggio particolare. La bossanova (lo dico da sempre) è un gene, uno dei contenuti del dna della nostra musica, che però vive misturada a tutto quello di cui ci nutriamo. Non parto mai con il presupposto di creare qualcosa di precisamente etichettato, spesso ho una visione intenzionalmente piuttosto sfuocata della destinazione e questo credo sia fondamentale per potersi superare o addirittura meravigliare di ciò che si ricava alla fine. Se non fosse così probabilmente finirebbero gli stimoli, è bello lasciare dei margini di ricerca e di imprevisti dai quali trarre nuove esperienze.
Per quel che riguarda il senso di riproporre la bossa credo che andrebbe affrontata la complessità di questa realtà che, come tutte le altre, ha punti interessantissimi e altri forse meno; quello che conta è il grado di coinvolgimento emozionale che riescono ancora a trasmettere.

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che questa risposta piacerebbe anche all'”esperto” del post di prima.. 😀

Ora prima di lasciare qualche filmato video (che vale più di mille parole, soprattutto mie) vorrei aggiungere un’ultima nota sulla cantante del gruppo Rosa che è uno dei motivi per cui mi sono innamorato del sound di questo gruppo ormai già quattro o cinque anni fa. Un gruppo è sempre tale, e se lo apprezzi è perchè si è creata una alchimia particolare tra tutte le  sue componenti in fase di composizione, nell’esecuzione e in tutti gli altri momenti. E’ un po’ come la musica in se: non puoi dire mi piace solo la ritmica o la melodia o l’armonia di un pezzo se ti piace quel pezzo. Ma bisogna anche dire che tradizionalmente la voce  nelle canzoni di bossanova ha un suo ruolo primario incontestabile, e la voce di Rosa assolve bene a questo compito:  secondo me è una componente fondamentale del successo di questo gruppo, con la sua delicatezza che si adagia su tutto il resto, sia nei pezzi più spenzierati della MPB sia in quelli più romantici.

Ora veniamo ai filmati che sono tutti tratti dal canale youtube dei Nossa Alma Canta, che è veramente pieno zeppo di materiale dei concerti e delle varie performances nei club (i Nossa Alma Canta hanno diverse configurazioni, dalla banda al completo al duo o piccolo gruppo con musicisti ospiti).

Questo video qui è un pezzo originale dell’ album Outro Sul che si chiama Desculpe Nos tratto da un concerto dal vivo… stranamente non ci sono molti pezzi originali mentre nei dischi sono parecchi.

Il video seguente invece è una situazione più intima: è una registrazione del famoso Só thinha de ser com você di Jobim tratto dell’ultimo disco dei Nossa Alma Canta che si chiama  Roda de Bossa (Rosa Bittolo Bon, Renato Greco con la partecipazione di Robertinho de Paula, figlio del grande Irio). Interessante per sbirciare anche un po’ dietro le quinte della produzione di un disco …

Per finire una rielaborazione di Sign your name (un pezzo di un po’ di tempo fa Terence Trent D’Arby) tratta dall’album I was made for bossa di cui abbiamo parlato sopra

Aggiunta dell’ultimo minuto fresca fresca 🙂 il video “Netwon” dell’ultimo disco Razionalidade Tropicalizada

E per finire questo è il sito web dei Nossa Alma Canta e questo è il loro canale youtube

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