Bossanova for dummies

Mi sono accorto, passando in rassegna velocemente i vecchi post, che pur parlando spesso di bossanova su questo blog non sono mai sceso nei dettagli, tentando di dare una definizione di questo genere tanto importante per tutta la musica brasiliana (e tanto importante anche per me 🙂 ). E siccome l’argomento è molto serio ho pensato ad una ipotetica intervista con un “esperto” che risponde ad alcune domande, così giusto per dare qualche informazione e scherzare un po’. Chiaramente non sono né un intervistatore né un esperto, quindi qualche domanda può essere ingenua (o mancare) e qualche risposta può essere superficiale (o inesatta). Ma prendetela per quello che è: un gioco.

BOSSANOVA FOR DUMMIES (Bossanova per principianti)

D.: Cos’ è la bossanova?

R.: Bella domanda! Per farla semplice diciamo che è un genere musicale nato in Brasile verso la metà degli anni ’50 dalll’evoluzione di un certo tipo di samba più lento e melodico che si chiama “samba cançao”.

D.: …e per farla complicata?

R.: Per farla complicata abbiamo solo l’imbarazzo della scelta :), perchè la bossanova sintetizza molto bene il Brasile di quel momento storico e quindi dentro ci possiamo trovare di tutto! Vediamo… io direi di parlare un po’ della situazione storico-politica di quegli anni, del fatto che il Brasile di quel periodo era sotto la famosa fase di desenvolvimento del presidente Juscelino Kubitschek (che non a caso in seguito venne chiamato “presidente bossa nova”) che credeva nelle novità, nello sviluppo tecnologico che secondo lui avrebbe trainato tutto il paese; bisogna anche dire che molti artisti e intellettuali di quel tempo credevano che l’immagine del Brasile percepita all’esterno non rendesse giustizia a tutti i fermenti che invece si stavano diffondendo all’interno del paese.

D.: Può spiegare meglio questo aspetto? All’estero il Brasile come veniva percepito? E cosa si stava sviluppando in quel momento al suo interno?

R.: Beh.. da fuori il Brasile era visto come il classico paese sudamericano, immerso in una natura meravigliosa e pieno di potenzialità ma con tutto ancora da dimostrare, anche dal punto di vista della organizzazione politica e sociale interna. La schiavitù era dietro le spalle da una sessantina di anni ormai ma c’erano ancora molte cose che non la facevano ritenere definitivamente archiviata. Inoltre certe cose (analizzate  un po’ superficialmente dall’esterno) conferivano al Brasile una immagine un po’ frivola (e qui penso all’euforia apparentemente ingiustificata del carnevale) o un po’ arcaica (i rituali Africani che continuavano a vivere nel candomblé e si mischiavano pericolosamente con la religione cattolica ufficiale)

D.: E la bossanova cosa centra in questo, non ci stiamo un po’ allontanando dal tema?

R.: No, non ci stiamo allontanando affatto, perchè la bossanova è stato comunque uno strumento utilissimo per diffondere la nuova immagine ed eliminare questi luoghi comuni o aiutare a rivalutarli per il loro valore culturale. Però io credo che a questo punto lei dovrebbe chiedermi “che cosa significa il termine bossa nova”, forza su..

D.: Ha ragione effettivamente non l’ho fatto ancora… che significa allora bossanova?

R.: La ringrazio della domanda spontanea. Allora, “Bossa” è una cosa che nel modo di parlare Carioca di quel periodo significava avere le.. insomma le capacità. Significava fare qualcosa di diverso, di originale o fare le cose in una maniera più semplice e immediata. E chiaramente questa cosa qui era un modo per dire essere più giovani, superare le vecchie visioni del mondo e i luoghi comuni! Quindi bossanova potrebbe significare cosa nuova, spirito nuovo… o una cosa del genere

D.: Cerco di recuperare punti dopo la mia gaffe: questa cosa qui quindi ha aiutato a superare la vecchia musica e ha spinto verso altri tipi di sperimentazioni?

R.: Esattamente, attraverso la bossanova si è potuto parlare di un Brasile vero, delle cose quotidiane, delle tradizioni, veicolare la poesia e la nuova cultura: penso a Orfeo da Conceiçao di Vinicius De Moraes e poi il film di Camus (Orfeo Negro) tratto da questa piéce teatrale,  che ha aiutato a capire meglio come viene visto il Carnevale, solo per dirne una tra le tante.

D.: Ma una definizione di bossanova se la sentirebbe di dare?

R.: Guardi, le definizioni sono sempre pericolose perchè imbrigliano le cose nelle parole, ed è difficile definire fenomeni così molteplici e congelarli in una sola dimensione. Poi bisogna essere bravi per dare delle definizioni. Quindi diciamo che prendo a prestito proprio una definizione di uno bravo, il prof. Lorenzo Mammi (italiano ma paulistano di adozione) che dice questo a proposito del Ritmo della bossanova:

”Você imagina o ritmo, mas o ritmo nunca está lá exatamente, o violão fez uma pequena coisa com o ritmo, que é uma pequena variação, e a voz fez outra coisa com outra variação. O ritmo está no meio, mas não tem ninguém que marque o ritmo exatamente.”

“Immaginate il ritmo, ma il ritmo non sta là esattamente, la chitarra fa una piccola cosa con il ritmo, che è una piccola variazione, e la voce fa un’altra cosa con un’altra variazione. Il ritmo sta nel mezzo, ma non c’è nessuno [strumento] che marca il ritmo esattamente”

D.: Bella! da l’idea della complessità di questo genere….

R.: Guardi che la bossanova non è affatto complicata come sembra! io credo invece che la caratteristica principale della bossanova sia essenzialmente la semplificazione. Per me la bossanova è una semplificazione di tutto quello che c’era prima. E’ certamente un prendere le distanze in maniera decisa dalla visione precedente del mondo quindi, ricordando che siamo in Brasile “dove tutto è musica”, anche dalla musica di prima.

D.: può farci qualche esempio?

R.: Ci provo… 1) Il samba-cançāo, da cui discende la bossanova (anche se questa non è l’unica influenza e si può pescare anche in altri mondi musicali  anche esterni al Brasile) pur essendo un samba più lento, dove conta molto la melodia,  è comunque sempre più complesso di qualunque bossanova. 2) Anche la chitarra di João Gilberto che si considera come uno dei padri fondatori è in qualche modo una maniera semplificata di riprodurre il ritmo di samba, con quella sua batida molto originale (cioè il modo di suonare che alterna il suono del pollice con quello delle altre dita). Segovia, che non centra niente col Brasile ma è stato comunque ungrande chitarrista, diceva che “la chitarra era una piccola orchestra” per le sue capacità espressive molto vaste, parafrasando potremo dire che la chitarra di João Gilberto è una piccola batéria di samba e con la famosa Chega de saudade lui  fece capire al mondo che da quel momento in poi era successo qualcosa di differente.

D.: Ha citato João Gilberto ma può citare anche altri nomi…e poi chi è stato il più grande esponente della bossa nova?

R.: Questo tipo di domande mi fanno in… gripppare e mi mettono un po’ in crisi sinceramente… non sono mai riuscito a fare una classifica e credo che una classifica non abbia poi tanto senso. Certo bisogna essere debitori ad alcune persone in particolare come Vinicius De Moraes e Antonio Carlos Jobim per esempio che hanno contribuito a rendere molto popolare questo genere nel mondo realizzando tutte le premesse che dicevamo prima, ma c’è un esercito di artisti (non solo musicisti o parolieri) che sono dietro la bossanova storica e le nuove fasi che si sono succedute in seguito, citarli tutti sarebbe impossibile, non citarli tutti sarebbe un torto.

D.: Come ultima domanda le vorrei chiedere se la bossa nova è ormai un genere vecchio visto che è nato negli anni ’50, se è roba di nicchia per snob, e se ha ancora un senso oggi

R.: Guardi io ho un sacco di roba vecchia a casa ma non la butto… poi stiamo parlando di musica che rivive in tutte le sue reinterpretazioni. Sul fatto che sia un genere di nicchia fuori dal Brasile non si discute. Forse  d qualcuno viene percepita come un po’ trendy ma questa cosa non mi interessa, perchè in ogni ambito ci sono gli appassionati e quelli che “si atteggiano” a cultori. Per il resto oggi comunque la bossanova è molto diffusa, ma non ai livelli degli anni ’50/’60 quando creò una vasta eco in tutto il mondo. Secondo me la bossanova non è morta, né moribonda. E’ viva e vegeta e ha molto senso oggi, perchè è una delle colonne portanti della musica brasiliana e fonte di ispirazione continua per i nuovi e per i vecchi artisti non solo di quel paese.

E poi le voglio fare un esempio pittorico: dire che la bossanova è inutile nella musica brasiliana di oggi è come definire il giallo come colore superato perchè oggi si “porta” il verde: per fare il verde serve anche il giallo. Adesso mi dica lei se ha capito questa metafora, che colore è la bossanova in questo esempio e perchè ho scelto il giallo e il verde e non il rosso e il viola ?

D.: ehm… mi sono distratto un momento … scusi può ripetere cortemente la domanda?

R.: No il tempo è finito…comunque la facevo più intelligente 🙂

D.: scusi scusi mi permette l’ultima domanda? come si scrive bossanova: tutto attaccato o si separano le parole “bossa” e “nova”?

R.: Guardi dovrebbe essere scritto separato perchè sono due cose distinte  ma io scrivo bossanova tutto unito perchè sono pigro e non ho voglia di digitare lo spazio. Comunque adesso dobbiamo veramente smettere con l’intervista perchè le domande stanno precipitando pericolosamente verso l’inutile

D.: La ringrazio per il suo tempo…  come è umano lei…

R.: ….

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4 thoughts on “Bossanova for dummies

  1. Ciao Vincenzo,
    Fantastico questo articolo! Molto divertente l’intervista e poi devo dire che la bossa nova è un vero orgoglio brasiliano. E’ bellissimo sentire la Bossa Nova all’estero, ormai è un simbolo del Brasile.
    C’è un libro molto interessante che si chiama “Chega de Saudade” di Ruy Castro. Vale assolutamente la pena! 🙂
    Un caro saluto,
    Barbara

    • Grazie Barbara.. La bossanova è per me una delle cose più belle del Brasile, non è solo un genere musicale…quando comincia ad entrarti dentro ti cambia completamente 🙂

      e grazie pure per il suggerimento del libro che non conoscevo e che cercherò di procurarmi senz’altro
      abraços
      V.

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