Meu carnavalzinho

Oggi è dia do carnaval e concludiamo la serie di post tematici su questo argomento che è cominciata con il samba batucada e con gli strumenti tipici di questo genere musicale. Da domani “astinenza e digiuno” come prescrive la chiesa cattolica 🙂 che intendiamo come parlare di altro. Intanto in questi giorni, quando ho potuto (soprattutto tenendo conto delle tre ore di differenza nei fusi orari), ho seguito un po’ in diretta i desfiles di samba trasmessi dalla rede Globo nella trasmissione Globeleza e ho potuto, oltre che ammirare la maestosità delle scenografie, anche l’immenso lavoro che c’è dietro ogni carro, ogni passo di coreografia o di arrangiamento della batéria. E pure l’orgoglio di far sfilare quello che resta del proprio carro coinvolto nell’incendio che ha riguardato i capannoni della “città del samba” qualche settimana fa,  o il carro realizzato dalla Mangueira dedicato ai cent’anni dalla nascita di un maestro del samba, Nelson Cavaquinho.

Insomma carnevale non è solo bunda (culetto), sfarzo e rumore. Sto cominciando a capire da osservatore esterno, seguendo le storie dei partecipanti che raccontano il “dietro le quinte” perchè per un brasiliano il carnevale è una cosa molto seria. L’errore più grosso che si può fare da fuori è classificare questa festa solo come divertimento o eccesso. Questo è un errore perchè  ognuno “celebra” il carnevale che vuole, come vuole, a partire dal suo mondo, dalla sua cultura e dai suoi bisogni/aspettative. E quindi si spiega perchè c’è un carnevale per il turista, uno per il carioca da gema (il cittadino autentico di Rio), uno per chi vuole l’eccesso e riappare dopo 5 giorni e  uno per chi festeggia in oratorio e chiude i festeggiamenti per le sei di sera giusto in tempo per la Messa. Insomma ognuno ha il suo carnevale.

E io, che sono appassionato di Brasile (ma va? :D) pur essendo a tratti un po’ un pesce fuor d’acqua, perchè non amo particolarmente la confusione, mi costuirò il mio di carnevale, festeggiando con gli amici con  le “frappe” le “castagnole” nostrane e sorseggiando spumante. E ho anche trovato un pezzo che sarà il mio inno ufficiale perchè mi rappresenta: è una canzone dell’ultimo CD di Antonia Adnet e si chiama Carnavalzinho (piccolo carnevale). Purtroppo non l’ho trovato su youtube (l’avrei postato volentieri perchè ha anche un bell’arrangiamento molto acustico) ma traduco al volo, e a senso, il testo:

Meu carnaval é bem pequenininho,
só um banquinho e um violão,
a fantasia vai no pensamento,
e o samba-enredo na minha mão.
Meu carnaval é desfilar poesia
na melodia de uma canção
e a escola cheia de harmonia,
vai passar pra todo mundo a minha sensação
de carnaval.

Il mio carnevale è ben piccolino
solo una panca e una chitarra
la fantasia è nel mio pensiero
e il samba-enredo nella mia mano.
Il mio carnevale è far sfilare la poesia
nella melodia di una canzone
e la scuola piena di armonia
trasmettera a tutti il mio sentimento
di carnevale.

E ora last but not least, come dicono gli americani  voglio ringraziare due neo amici blogger che hanno accettato di “collegare” con brasilcotidiano i loro blog che chiaramente sono a tema Brasile e sono scritti in italiano. Si tratta di Antonello (AntoWeb) che è un viaggiatore incallito, anche lui malato di brasile e di cose brasiliane, che ha voluto farmi il regalo di pubblicare nel suo blog molto colorato (il blog di AntoWeb) un post sui miei quadri e di Franco che vive in Brasile e ha un blog (Brasil – Itália: Dois Corações e Uma História) dove c’è molto humor ma anche riflessioni molto serie sulla sua esperienza di vita in un paese straniero (dove si sente come dice lui stesso a volte un pesce fuor d’acqua).

Li voglio ringraziare di cuore, come ringrazio e saluto anche gli altri tre contatti: Allan che ha un bellissimo blog (Carta da Italia) scritto in portoghese dove trasmette le cose buone della nostra cara Italia (e ce ne sono di cose buone non pensate sempre male :D)  agli amici brasiliani; Sandra (aka Mafalda) che ha visuto in Brasile per molto tempo ma poi ha sentito forte il richiamo della sua nativa Bologna, e tornando a casa ha pubblicato il suo blog (Brasil meu amor), come dice lei, per non assillare i suoi amici con le sue storie sul Brasile. Contribuendo così a far felici gli amici e pure noi appassionati :); e Rosella che ha un blog (Posterous) che mi piace perchè oltre a parlare della sua vita e dei suoi viaggi in Brasile traduce spesso poesie di autori sconosciuti ai più (non i soliti 4 o 5 famosi insomma).

Il blogroll è per il momento fermo a cinque perchè, lo dico con sincerità, non ho mai troppo considerato questa cosa dello scambio di links, un po’ per pigrizia un po’ perchè il (poco) tempo libero lo passo scrivendo i post. Comunque se avete un blog a tema brasile e vi va di scambiare un link mandatemi pure una mail.

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