Copacabana

Questo è il primo post dove pubblico un mio brano musicale: si tratta di un piccolo arrangiamento, fatto velocemente oggi pomeriggio, di un vecchio (e probabilmente poco conosciuto) pezzo di Alberto Ribeiro e João de Barro che si chiama Copacabana, come una delle spiagge più famose di Rio de Janeiro. Ho conosciuto questo brano tramite una novela della Globo di molti anni fa che si chiamava As noivas de Copacabana (le spose di Copacabana), che ho visto recentemente in versione “compatta” cioè condensata in un superfilm di 4 ore.

La novela non è un granchè sinceramente: parla di un serial killer (Miguel Falabella) che viene abbandonato dalla fidanzata sull’altare nel giorno del matrimonio; rimane turbato da questo episodio e comincia a far fuori tutte le sue future fidanzate dopo aver chiesto loro di indossare un vestito da sposa. Una volta uccise queste ragazze  porta il  loro cadavere davanti alla chiesa di Copacabana dove era stato appunto abbandonato per chiudere il cerchio. Per tutto il resto della novela c’è una vittima potenziale del serial killer che la scampa sempre per un pelo (Patricia Pillar) e un investigatore scombinato (Reginaldo Faria) che cerca di sventare questi omicidi seriali avendo costantemente sul collo il  fiato del suo capo che minaccia di licenziarlo perchè non è capace di cavare un ragno da un buco. Insomma sono quelle storie dove lo spettatore dal primo minuto pensa tra sè e sè: “adesso mettono un poliziotto a piantonare la chiesa e beccano il maniaco” ma puntualmente non succede niente. 🙂

Le uniche cose belle della novela sono state, secondo me,  gli scenari (si tratta del periodo in cui la Redeglobo cominciava ad ambientare le storie in esterni), vedere giovani e talentuosi attori all’inizio della loro carriera (la classe non è acqua), il primo e ultimo topless castissimo della Pillar (che per me comunque è sensuale pure quando legge la lista della spesa) e la sigla di apertura che appunto riproponeva questo pezzo arrangiato in chiave più moderna (con un misto di synth, batterie elettroniche e strumenti tradizionali).

E io ho cercato proprio di riprodurre quel clima di sospensione della storia, prendendo il bel tema e riarrangiandolo, mischiando cose tradizionali (chitarra, hammond, percussioni acustiche) con cose moderne (loop, elaborazioni e altre cose)… il risultato non so come è venuto, di certo è stato fatto e missato in tempo di record, ma quello che più conta per me è che mi sono divertito e pubblico sul blog questo mio divertimento di un sabato piovoso e freddo.

Il link è questo, spero che piaccia alle persone che passano da qui più o meno stabilmente (cliccate il link e poi premete play nel player che si apre nell’altra finestra). Buon ascolto.

Copacabana arranged by Brasil Cotidiano

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