Grupo Pau Brasil… in una parola formidabili!

Dopo un periodo di stop dovuto un po’ al Natale, un po’ a sovraccarichi di lavoro precedenti alle feste e un po’ anche alla lavorazione di un mio arrangiamento di una cover brasiliana (che posterò sul blog appena pronto) 🙂 ) torno a scrivere qualche cosa prendendo spunto, come sempre, dal mio brasil cotidiano.

In questi giorni ascolto spesso un CD del Grupo Pau Brasil (che si chiama Pau Brasil 2005) un gruppo di musicisti di grandissimo livello che fanno una musica difficilmente etichettabile (come tutte le cose belle) che spazia dal jazz alla bossa nova sofisticata e più in generale a composizioni che si avvicinano al choro e ad altre forme musicali popolari brasiliane, passando per alcune “Bachianas” di Villa-Lobos (per chi non lo sapesse uno dei grandi compositori brasiliani del novecento che ha composto soprattutto per chitarra). Dei Pau Brasil credo di aver già parlato altre volte, in particolare in occasione del loro lavoro fatto con la cantante Monica Salmaso (moglie del flautista/sassofonista del gruppo Teco Cardoso), che si chiama Noites de gala samba na rua, dove reinterpretavano pezzi dei maestri della MPB.

Senza giri di parole il Grupo Pau Brasil è un quintetto formidabile, composto da veri musicisti di formazione ed esperienza, e soprattutto originali, con un linguaggio autentico (cosa abbastanza rara nella musica di oggi dove si ascoltano sempre le stesse cose con gli stessi schemi). Sono alla chitarra (Paulo Bellinati), al basso (Rodolfo Stroeter), alla batteria (Riccardo Mosca), al flauto/sax (Teco Cardoso) e soprattutto, senza togliere niente agli altri, Nelson Ayres al Pianoforte, Rodhes e tastiere. Ma la cosa che salta subito all’orecchio è che questo CD è un caleidoscopio di sonorità;  la complessità degli arrangiamenti fa sembrare questi pezzi suonati da dieci persone: c’è il virtuosismo che serve, c’è varietà ritmica e di stili: il basso e chitarra sono suonati con tutte le tecniche possibili ed immaginabili (tradizionali e anticonvenzionali come ad esempio pizzicare le corde della chitarra al di sopra della paletta della chitarra, prima del capotasto), non da meno sono gli altri musicisti: il batterista da solo già riempie tutta la sezione ritmica., il sax soprano di Teco Cardoso sottolinea bene sia le atmosfere malinconiche delle Bachianas di Heitor Villa-Lobos (riarrangiate per quintetto), sia i pezzi loro più movimentati come “Fogo no baile”. Nelson Ayres non ha bisogno di presentazioni, basta il suo curriculum e le sue collaborazioni ad incuriosire all’ascolto.

Insomma un bel disco, che mette un po’ in crisi un musicista o un appassionato che suona uno strumento, perchè finisce con il mettergli davanti agli occhi, spietatamente, il talento vero.

Metto come al solito un video preso da youtube: si tratta di una composizione di Chico Buarque/Roberto Menescal, Bye bye Brasil

E questo è il sito web del gruppo (fatto con iWeb probabilmente 🙂 e non all’altezza del loro valore) : Pau Brasil website

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...