Rio nella tempesta

E’ di questi giorni la notizia degli scontri a Rio de Janeiro tra i corpi speciali della polizia federale e una organizzazione criminale che controlla il traffico di  droga in alcune favelas della città. Sto seguendo queste vicende da alcuni giorni anche perchè, giustamente, nei telegiornali brasiliani ormai non si parla di altro. Qualcuno etichetta questo argomento con un generico titolo “guerra no Rio” e in effetti di vera e propria guerra si tratta. I narcos (della vecchia e mai distrutta gang Comando Vermelho) fanno azioni di rappresaglia, gli aerei sorvolano il cielo,  per le strade c’è uno schieramento eccezionale di forze dell’ordine (con tanto di carri armati) e tra questi due schieramenti di fuoco, come ha detto recentemente il presidente Lula c’è il 99% della popolazione per bene ,che paga un prezzo altissimo solo per colpa di pochi individui.

Ho estratto alcuni frames da un video che ho registrato dai TG (nello specifico si tratta di un TG della rete Record) che però non rendono minimamente il senso di terrore che traspare dalle interviste fatte agli abitanti che si sono trovati coinvolti negli scontri.

La popolazione (e non solo gli abitanti dei morros da dove provengono i malavitosi) è nel panico più totale, le strade sono deserte. Anche i giornalisti nei loro reportages dichiarano candidamente di aver paura e di non aver mai vissuto niente del genere.

Per la verità la questione sembra quasi risolta ora, con l’intervento massiccio delle forze speciali nelle favelas dove si concentrano i narcos, ma resta il paradosso di una città moderna che a tratti è in balia delle violenze e dei sopprusi della criminalità. Rio si riconferma purtroppo, con gli episodi di questi giorni, una delle città più pericolose del Brasile. Questa foto si riferisce ad un’altra serie di violenze che hanno preceduto di qualche giorno il momento della rivolta. Era già da qualche settimana che venivano assaltati camion o assediati pullman, e spesso questi ultimi venivano anche dati al fuoco.

La speranza è che il 99% delle persone per bene come dice il presidente Lula (tra cui ,non lo dimentichiamo, è compresa anche  buona parte della popolazione delle favelas che vivono fianco a fianco con questi criminali) possa riprendersi presto il controllo della città. Non è facile, ci sono radici profonde da estirpare dietro questa violenza, ma è chiaro che questa sarà una delle sfide più impegnative nell’agenda della neo eletta Dilma Rousseff.

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2 thoughts on “Rio nella tempesta

  1. ciao! ho molto piacere di leggere un sito cosi interessante scritto in italiano con tanti argomenti brasiliani. Grazie… Speriamo che veramente sia sucesso una ” guerra” per poi avere pace e non per tornare come prima… io abito in Italia da 6 anni ormai, non vivevo quella realtà, ma quando ho visto in tv le immagine sono rimasta un tanto triste, ma anche con un pizzico di speranza… comunque, complimenti per il blog..

  2. ciao Fabiola pure io che non sono brasiliano (ma come avrai capito adoro il tuo paese di origine) ho visto queste scene con molta tristezza; ma per me non c’è solo violenza, sopraffazione, delinquenza in queste immagini.. paradossalmente ci vedo anche un punto di partenza per una trasformazione. C’è una parte di brasiliani che non vuole soccombere più e uno stato che è più presente (e comunque capace di tenere testa ad una vera e propria guerra) e una criminalità che non può agire più indisturbata ma deve venire fuori e “fare rumore”. Speriamo per un futuro migliore per questa bella nazione e per la sua gente.

    E grazie tante per i complimenti per il blog, spero per il futuro di poter scrivere di più e condividere con gli altri le mie passioni 😀
    V.

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