Maria Gadú… uma moça que vai loUnge !

Causa tensione da consegna di lavoro, situazione emotiva altamente instabile e aggiungerei anche stress da penuria di acqua dovuta ad un crollo di un pilone dell’acquedotto che serve la mia città (e che produrrà disagi per qualche settimana ancora a mezzo milione di persone del salernitano) ho destinato gli ascolti musicali di questo periodo ad un certo tipo di musica pacata e un po’ malinconica, un po’ sofisticata a tratti vagamente lounge, perfettamente in tono con tutto quello che mi sta capitando.

Ci sono persone che scelgono la musica per contrasto e persone che usano il criterio dell’affinità. Io chiaramente sono del secondo gruppo, se non si fosse ancora capito, e in questi casi utilizzo una personalissima tecnica brevettata che ho chiamato “SDOM”, che è onomatopeicamente il rumore sordo di chi cade a terra in seguito allo “Stordimento Da Overdose di Malinconia”.  🙂 Su di me funziona alla grande e mi fa dimenticare per un momento i problemi ma, come dicono nel wrestling, non  ripetetelo a casa da soli senza un po’ di pratica, mi raccomando.


Sto ascoltando un disco (per il momento purtroppo ancora primo e unico) di Maria Gadú, una cantautrice brasiliana che sta avendo un meritato successo nell’ultimo periodo grazie anche al fatto che i suoi pezzi sono stati utilizzati in qualche novela o miniserie televisiva della rede Globo. In Brasile questo veicolo di diffusione è molto forte sia perchè le telenovelas, come abbiamo già detto molte volte, sono storicamente un elemento fondamentale del palinsesto televisivo (e della cultura popolare brasiliana in senso lato), sia perchè nell’ambito della novela e dei seriados in generale i brani musicali vengono riprodotti chiaramente moltissime volte, legandosi a situazioni tipiche o a personaggi precisi. Questa tecnica molto usata dai compositori di colonne sonore serve a caratterizzare meglio un personaggio e, allo stesso tempo, a creare un “reminder” per il pubblico spesso distratto che, con la telenovela sullo sfondo, continua a svolgere le normali attività della vita quotidiana. Sentire la musica dell’attrice o dell’attore (o più spesso della relazione attrice-attore) preferiti significa che sullo schermo in quel momento ci sono loro: semplice ed efficace.

Ma tornando al CD di Maria Gadú che si chiama come lei, come capita spesso nel primo lavoro discografico, bisogna dire che tutte le 13 tracce sono di una qualità sopraffina: nel gusto, nella registrazione e missaggio che è mirato a creare un certo tipo di risultato, nell’esecuzione, nella scelta dei brani non originali di contorno (pochi, solo la famosa canzone francese Ne me quitte pasA história de Lili Braun di Chico Buarque ed Edu Lobo (e sigla della serie cinquentinha) e Tudo Diferente di André Carvalho). Ma è principalmente nei propri bani che Maria Gadu rende al meglio: è una cantautrice ironica ma profonda, con uno stile molto essenziale e con una voce molto particolare che ha colpito molti artisti noti (come Caetano Veloso, João Donato e soprattutto Ana Carolina che con Maria ha realizzato dei duetti) e ben si sposa con il personaggio (lei non fa mistero di essere lesbica e si vede pure obiettivamente). E’ un disco molto acustico, pochi strumenti usati bene, sonorità  che spaziano dall’intimo ed essenziale  a cose che a me hanno ricordato un po’ Djavan del primo momento, quello più acustico. Insomma ritornando al discorso di apertura proprio quello che ci vuole 😉 .

Il video tratto da youtube è uno dei pezzi del CD che mi piace di più, Laranja. E questo è il sito web di Maria.

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