Eliane Elias: l’eleganza nel jazz latino

Eliane EliasEliane Elias è l’eleganza nel Jazz Latino”. Con queste parole comincia la presentazione del video di questa pianista brasiliana in Calle ’54, un film documentario di Fernando Trueba, che raccoglie molte video-performances di artisti sudamericani come Gato Barbieri, Michel Camilo, Tito Puente, Chucho Valdes e tanti altri.

Il nome del film fa riferimento alla 54ma strada di New York, l’indirizzo dello studio  della Sony Music dove sono stati registrati i vari artisti con i loro gruppi abituali. Ogni performance viene preceduta da un breve video dove si “colloca” il personaggio nel suo ambiente naturale e si descrive un po’ la sua storia.Per Eliane Elias c’è il momento del trucco e del vestito: una mise improbabile da femme fatale, con tanto di guanti lunghi alla Rita Hayworth forse un tantino eccessivi  (evidentemente tolti nel momento dell’esecuzione). E poi dopo uno sguardo malinconico su una NY fredda vista da una finestra del grattacielo dello studio comincia Samba triste di Baden Powell in trio con il bassista/marito Mark Johnson e il batterista orientale Satoshi Takeshi che fa un po’ impressione per come vive e interpreta la bossanova.

Ma questo post non è su questo film documentario, per inciso bellissimo e consigliabile a chiunque fosse affascinato o solo attratto dalla musica latina. Questo post è sulla pianista Eliane Elias, che ha cominciato la sua carriera collaborando con il duo Toquinho-Vinicius, e poi da giovane ha ceduto alle lusinghe della fusion degli anni ’80 andando negli Stati Uniti, studiando al famoso Berklee college di Boston (che sforna da sempre musicisti “pratici”) e poi ha cominciato a collaborare con un po’ di personaggi importanti della scena newyorkese come  il trombettista e flicornista Randy Brecker (che diventerà suo marito) e soprattutto con il gruppo famosissimo e ancora in attività degli Steps Ahead (in cui suonava il saxofonista Michael Brecker, fratello di Randy, recentemente scomparso).

Io ho sempre pensato a come potevano essere le riunioni di famiglia in casa Brecker-Elias; magari i dopocena in cui si invitava qualche amico musicista e si poteva ricreare quell’atmosfera da Village Vanguard personale. Io detesto il rumore, soprattutto quando invade la mia vita e i miei spazi, ma dei vicini di casa così li cercherei volentieri.

Tornando ad Eliane pur avendo molti dischi, registrazioni di concerti dal vivo, frammenti presi dal web, ho visto solo una volta un concerto di questa pianista, a Salerno una decina di anni fa insieme agli Steps Ahead. La  formazione di quella sera era: Mike Maineri al vibrafono, Peter Erskine alla batteria, Mark Johnson al basso,  Bob Berg al sax tenore… insomma una cosa che difficilmente si può dimenticare, nonostante l’acustica fosse pessima per uno spostamento dell’ultima ora del concerto, che originariamente si doveva tenere all’esterno (la vecchia struttura dell’ “Arena del mare”) ma venne spostato all’interno a causa di un vento molto forte. In quel contesto Eliane Elias fece un intermezzo, suonando un suo pezzo con il famoso piedino scalzo che si vede anche nel video che allego che si riferisce al già citato “Calle ’54”.

Mi fermo qui anche se, obiettivamente, ci sarebbe da dire qualcosa sulle accuse che qualche detrattore (un po’ miope per la verità) muove a questa artista, rea di essere scivolata in territori più commerciali (effettivamente in album come “Kissed by nature” cominciano quei miscugli tra jazz easy listening, atmosfere latine, rap e tanti altri linguaggi). Gli ultimi dischi spaziano dai tributi a Bill Evans (che effettivamente è un suo grande ispiratore) ai concerti con orchestra tipo Diana Krall. Ma in un certo senso queste misture  ed esperimenti sono oltre che tipici dell’artista Eliane Elias, anche molto frequenti oggi, e nella musica brasiliana in particolare. Basti pensare ai Bossacucanova, a Marcos Valle e tanti altri artisti che fanno della sperimentazione un principio di fondo.

Bando alle ciancie. Alzate il volume (sarebbe meglio se vi procuraste il DVD originale) e godetevi questa bossanova di Baden Powell. Gli occhi non conviene chiuderli  intanto perchè si tratta di un video, e poi perchè il regista da grande marpione si sofferma sui dettagli.

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