Hai bevuto qualcosa Pedro ?.. Bevi qualcosa Pedro…

TelenovelaQuesto blog parla del Brasile che mi piace e, dal momento che una buona parte del brasile che mi piace è rappresentato dalle telenovelas, non posso non soffermarmi un po’ su questo genere televisivo tutto sudamericano. Lo faccio anche un po’ con uno spirito di missione, per far conoscere meglio questo prodotto televisivo molto bistrattato e legato a tantissimi luoghi comuni, per buona parte falsi. “Telenovella” è ancora oggi un termine un po’ stigmatizzante che rimanda immediatamente a quelle cose inguardabili che riempivano i palinsesti delle prime tv private  (che ancora oggi continuano a circolare in alcuni network) e finisce inevitabilmente col caratterizzare negativamente chi le guarda.

Ci ho riflettuto un po’, secondo me quando si parla di telenovelas la maggiorparte delle persone pensa che:

  1. si tratta di roba di scarsa qualità: gli attori sono cani, le storie sono banali e raccontate male, le cose tecniche (come le riprese, il montaggio, il suono, ecc) sono  fatti alla men peggio con strumenti tecnici non all’altezza, le location sono ridotte all’osso (normalmente una sala da pranzo, una camera da letto, e la stessa camera da letto che con una flebo diventa l’immancabile stanza da ospedale);
  2. non finiscono mai, o detto meglio potrebbero finire prima o potrebbero avere sviluppi più interessanti; è un continuo allungamento del brodo e la storia nel contesto complessivo della narrazione è nello stesso rapporto dimensionale che c’è tra un seme di anguria e tutto il frutto;
  3. è roba per alcune tipologie di persone, in particolare le casalinghe tardone o più in generale chi non ha sentimenti e passioni proprie e deve ripiegare su un “surrogato”…un po come il metadone per gli eroinomani .

TeleonvelasOggi il discorso è molto diverso, le telenovelas che guardo io (quelle brasiliane recenti della rete Globo in lingua originale) si basano su storie molto interessanti, spesso tratte da libri famosi, o da fatti storici realmente accaduti, e riscritte da sceneggiatori specializzati in questo genere narrativo, che sono capaci di far virare la storia verso altri territori: non solo storie d’amore, ma anche thriller, suspence, inserimento di tematiche che una volta erano improponibili o venivano viste in maniera solo negativa (come la malattia, la devianza e così via). In brasile nel momento della novela das oito (che poi va in onda alle nove) il paese si ferma, un po’ come succede per il calcio. Questo fatto mi ha fatto sempre interrogare su una cosa: sono gli sceneggiatori ad essere bravi o il pubblico brasiliano ad essere composto da zombies eterodiretti ? Dopo la novela A Favorita ho decisamente capito che al di là del fatto culturale (il brasile vanta una lunga tradizione di racconti serializzati a partire da quelli radiofonici) sono proprio le storie ad essere scritte molto bene e seguite con molto entusiasmo. E non solo dalle casalinghe.

Provo a dare una mia definizione di telenovelas in chiave un po’ ironica. Chiarisco come disclaimer che io le vedo così e che non sono uno studioso del genere o un massmediologo. Non si parla di soap operas (che sono un contenitore con dei personaggi macchietta dentro) ma di telenovelas (cioè di storie che finiscono prima o poi, e che pur se sviluppate in base al feedback che si deriva dai risultati degli ascolti, hanno comunque un ossatura propria, definita in precedenza).

Una telenovela è una serie di momenti topici con intorno un racconto che si conclude con la classica frase “e vissero tutti felici e contenti” (come capita praticamente con la maggiorparte dei film tranne forse quelli horror che vanno controtendenza).  In buona sostanza tutti sanno che alla fine il bene trionferà sul male ma il male fino all’ultimo picchierà molto duro. Riguardo l’intreccio narrativo  c’è la storia principale, ci sono le storie secondarie collegate alla principale, ci sono le storie terziarie che normalmente non centrano niente con la storia principale e stanno li per contrasto o per colore. I personaggi sono divisi in “buoni” e “cattivi” e durante lo svolgimento della novela possono transitare da una categoria all’altra ma lo devono fare molto in fretta, nel senso che il pubblico non è abituato alle figure indecise. Il finale generalmente fa capire se lo sceneggiatore è bravo, perchè i personaggi ormai inutili (diciamo sfruttati) devono essere eliminati dal racconto in una maniera plausibile e non devono essere uccisi, diventare pazzi, perdere la memoria, essere addotti dagli alieni.

Ora veniamo ai motivi per cui io vedo le telenovelas (in realtà più che “vedere” le tenelovelas le “ascolto” mentre sto facendo altre cose che non richiedono impegno, e solo ogni tanto butto lo sguardo sullo schermo quando c’è qualche scena che merita attenzione):

  1. per imparare la lingua: le telenovelas chiaramente sono in portoghese (io seguo quelle originali) e sono infarcite di modi di dire, di frasi fatte, di espressioni popolari. Certamente si apprende di più seguendo una telenovela che un film perchè spesso il racconto si svolge nel tempo e viene proprio ricreato in contesto familiare. Certo ci sono alcuni pericoli: se si segue una novela ambientata agli inizi dell’800 si possono apprendere dei modi di dire un po’ demodé, oppure non si impara mai il modo più trendy per mandare a quel paese una persona (ma solo una versione edulcorata) ma nonostante queste limitazioni il sistema di seguire le telenovelas può bastare come corso gratis di portoghese brasiliano base che poi va approfondito ,per evitare di parlare  una lingua straniera con la modalità “collage”, cioè mettendo insieme frasi fatte e modi di dire senza capire benissimo il significato ma avendo la percezione che vanno bene;
  2. per conoscere facilmente cose che non potrei apprendere da solo se non con delle ricerche che onestamente non farei mai. Spesso nelle telenovelas ci sono citazioni di poeti, poemi recitati per intero (questo è una delle cose positive del dover allungare il brodo) e molte canzoni che vengono dalla tradizione. Si fa riferimento a luoghi o a fatti storici realmente accaduti. Per esempio la novela Cabocla mi ha fatto scoprire le poesie di Ribeiro Couto (l’autore del libro da cui è stata tratta la novela); Sinhá Moça è stata in pratica un “corso” sulla condizione degli schiavi (le senzalas, o irmão do quilombo, la legge aurea, il poeta Castro Alves) tutte cose molto utili quando ho dovuto realizzare l’illustrazione per una copertina di un libro brasiliano sull’argomento (sapevo dove e cosa cercare e come rappresentare la schiavitù). Poi ci sono gli scenari, le riprese aeree delle città, la fotografia bellissima e curata che consente di guardare posti che si sono sempre visti in un certo modo (come i monumenti i paesaggi tipici) in una maniera inusuale.
  3. per capire cosa serve per rendere semplicemente e nel modo più naturale un sentimento o uno stato d’animo. Io mi occupo di molte cose come la musica per immagini, le illustrazioni, e dipingo anche. E ho imparato col tempo che le cose più semplici sono le migliori in generale, ma soprattutto per rappresentare una scena o fissare un momento (come potrebbe essere una vignetta, una immagine statica, una musica adatta sotto un filmato). Le telenovelas in questo senso sono un manuale di quello che si deve fare per raccontare una storia e sono pensate con l’obiettivo di non  inserire niente di più di quello che serve realmente. Una grande palestra insomma.

Ma molto probabilmente seguo le telenovelas semplicemente perchè mi piacciono. Questo è il vero motivo che mi fa stare dietro storie che si snodano in 160-200 puntate e mi fa scervellare per farmi ricordare i nomi dei protagonisti e dei comprimari. Spero che quest’articolo faccia un po’ ricredere chi ha un preconcetto riguardo questo genere televisivo e si fosse trovato qui per caso, sbattuto magari da qualche motore di ricerca. Mai giudicare senza conoscere… in particolare in questo settore dove ne è passata acqua sotto i ponti da quando il trio Marchesini-Solenghi-Lopez prendeva un po’ per il culo, bonariamente, le telenovelas sudamericane e i loro fruitori/fruitrici abituali.

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2 thoughts on “Hai bevuto qualcosa Pedro ?.. Bevi qualcosa Pedro…

  1. Condivido pienamente quello che hai scritto: io amo le novelas della Globo, le ho seguite fin dai tempi de “la schiava Isaura” e le ho in seguito riscoperte grazie ad internet….ora mi sto gustando non solo quelle attuali, ma sto anche recuperando alcuni classici mai arrivati da noi.
    In cima alla mia lista di preferenze per ora c’è “O clone”, seguita da “Laços de familia”.
    Al momento sto vedendo “Paginas da vida” (adoro Manoel Carlos e, finita questa, mi butterò su “Mulheres apaixonadas”) e “Passione”, appena iniziata, e contemporaneamente sto recuperando “Vale tudo”, novela di Gilberto Braga (altro autore che amo)del lontano 1988.
    E confermo che non sono un prodotto per casalinghe ignoranti:a me Laços de familia” ha fatto conoscere Machado de Assis e il suo capolavoro “Dom Casmurro”…..

    • “O clone” è nel mio mirino da un po’ di tempo ormai :-), me ne parlano tutti bene, ma mi spaventa un po’ la durata (200 puntate e passa se non ricordo male)…prima o poi la vedrò.. per il resto alcune delle novelas che dici le ho viste (come laços de familia ad esempio) sono tutte belle, dei “classici”, anche se io preferisco in particolare quelle più recenti.
      “Passione” la seguirò perchè c’è un bell’ “elenco” e poi una delle cose belle delle telenovelas è secondo me proprio il fatto di poterle seguire giorno per giorno (potendo): credo che sia più naturale e emozionante in un certo senso vivere le varie storie con questo ritmo quotidiano anzichè procurarsi tutte le puntate e vedersene 10 alla volta 🙂

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