Luiza Possi: il pop brasiliano di qualità

Quando ascolto musica brasiliana (ma per la verità anche quando faccio qualunque altra cosa) in genere ragiono per categorie.  In effetti non è una cosa voluta, è semplicemente un processo mentale che corre in background. Ho l’abitudine di selezionare, di accorpare, di classificare nella mia mente tutto quello che mi passa davanti agli occhi e di infilarlo in un gruppo. Probabilmente è un modo per controllare meglio gli eventi.  Con il tempo ho capito che non è una grande  idea  categorizzare le cose, innanzitutto perchè ci vuole un certo tempo per creare i contenitori, poi perchè ci vuole un tempo ancora maggiore per infilarci le cose in questi contenitori. E alla fine non si è mai soddisfatti del risultato: va tutto bene fino a quando non ci si rende conto che le categorie non bastano o che, al contrario, sono troppe e vanno accorpate.

Recentemente mi si sono sballate alcune categorie e ho dovuto riprogettare il database. Ad esempio una delle classificazioni che più è andata in tilt è stata quella della categoria “pop brasiliano” dove in passato ci infilavo gli artisti che fanno pop brasiliano (evidentemente); i classici cantanti senza troppe pretese che fanno una musica piacevole, di quelle che si mettono in background mentre sopra scorre qualcos’altro generalmente più noioso o impegnativo. Insomma artisti che difficilmente si occupano pure di standard jazz, di fusion, di MPB e di rock easy listening, di musica popolare e così via.

Questa biondina dagli occhi azzurri fa tutto questo e anche di più.  Si chiama Luiza Possi e con una certa grazia ammiccante che non guasta (un po’ costruita per la verità) spazia in diversi ambiti della musica, da quella nazionale a quella internazionale. E’ figlia della famosa Zizi Possi, una cantante molto conosciuta principalmente negli anni ’80-’90. e in certe cose ricorda molto la madre che era più portata per le cose romantiche che finivano inevitabilmente sotto una telenovela.

Un grande contributo alla sua ecletticità lo da la band, giovani musicisti che suonano veramente benissimo. In particolare mi piace il contributo che da il bassista Bruno Coppini (che è anche l’arrangiatore e il produttore di Luiza) e il pianista/tasterista Ivan Teixeira che suona in una maniera strana da vedere ma molto efficace.

Il video seguente (preso da youtube) si riferisce ad un bel DVD ao vivo registrato nel teatro di Niterói RJ ed è la versione live del terzo disco di Luiza Possi che si chiama A vida é mesmo agora. Il pezzo, che si chiama dias iguais ricorda molto da vicino, soprattutto nell’introduzione, gli arrangiamenti dei brani della cantautrice americana Tori Amos.

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