Vinicius

Vinicius de MoraesDal momento che vorrei dare una logica a questo blog ora non posso che parlare un po’ di Vinicius de Moraes per collegarmi con il post precedente. Questo poeta ha condizionato molto la mia infanzia con quella sua voce profonda e un po’ nasale. Lo sentivo recitare i suoi poemi o cantare con Toquinho e pur non capendo molto della lingua sapevo che diceva cose molto belle che mi sembravano anche sensuali. A casa mia, fino a quando non ho potuto procurarmi i dischi da solo, non c’erano molte alternative di ascolto: musica popolare brasiliana, jazz e classica. Per questo sono venuto su molto triste e con la grande abilità di trovare sempre  la via più complicata per fare una cosa. 🙂

Parlare di Vinicius non è facile. Per farla breve possiamo dire che era un gaudente poeta carioca, morto a 67 anni probabilmente per cirrosi (ma non ne sono sicuro), che passo tutta la sua vita in busca de mulheres, si sposò 9 volte (le ultime anche con donne che avevano 50 anni meno di lui) e che oltre a cantare di mestiere faceva il diplomatico (almeno fino a quanto il regime militare brasiliano degli anni 60 glielo concesse). Però è stato anche un apprezzato poeta, che si era formato ad oxford e uno dei massimi cantori dell’amore “totale” come lo chiamava lui. La poesia seguente tratta dalle sue oltre 400 poesie ne è un esempio. L’ho immodestamente tradotta io ma dovrebbe rendere il senso.

Soneto da Separação

De repente do riso fez-se o pranto
Silencioso e branco como a bruma
E das bocas unidas fez-se a espuma
E das mãos espalmadas fez-se o espanto.

De repente da calma fez-se o vento
Que dos olhos desfez a última chama
E da paixão fez-se o pressentimento
E do momento imóvel fez-se o drama.

De repente, não mais que de repente
Fez-se de triste o que se fez amante
E de sozinho o que se fez contente

Fez-se do amigo próximo o distante
Fez-se da vida uma aventura errante
De repente, não mais que de repente.

Sonetto della separazione

Improvvisamente dal sorriso sorse il pianto
Silenzioso e bianco come la bruma
E dalle bocche unite sorse la schiuma
E dalle mani tese sorse lo stupore.

Improvvisamente dalla calma sorse il vento
Che degli occhi disperse l’ultima fiamma
Dalla passione sorse il sentimento
E dal momento immobile sorse il dramma

Improvvisamente, non più che improvvisamente
Si fece triste chi era amante
E solo chi era appagato

Si fece l’amico intimo il distante
La vita si fece avventura errante
Improvvisamente, non più che improvvisamente

In ogni caso a capire la complessa personalità di Vinicius de Moraes può aiutare un bellissimo documentario di Miguel Faria Jr. che è anche un apprezzato regista (forse il suo film più conosciuto è O xangô de Baker Street che narra le storie di uno Sherlock Holmes in brasile). Il titolo di questo documentario è semplicemente Vinicius. Molti personaggi della MPB parlano della collaborazione con de Moraes (Chico Buarque, Maria Bethania, Caetano Veloso, Toquinho e tanti altri). Ci sono anche belle esibizioni di nuovi protagonisti della musica brasiliana (come Adriana Calcanhotto e Monica Salmaso ad esempio) e testimonianze di chi Vinicius l’ha conosciuto davvero. E questo giovane vecchio, o branco mas preto do brasil , come diceva lui, ne ha veramente conosciute tante di persone in giro per il mondo, era un vero maestro dell’ arte dell’incontro come dice un suo famoso assunto.

Da questo documentario è tratta questa scena dove l’attrice Camila Morgado recita con tutto il trasporto che ci vuole (e certamente meglio di come l’ho tradotto io) il Sonetto della separazione.

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